Sanremo 2025: le pagelle della terza serata e la Top 5

Settembre Sanremo 2025 terza serata

Live da Sanremo – È andata in scena la terza serata del Festival di Sanremo 2025, con la finale delle Nuove Proposte e 14 dei 29 big in gara. A votare per le Nuove Proposte sono state tutte e tre le componenti di voto, mentre per i Big è stato ancora una volta il turno di televoto e giuria delle radio al 50%. Ecco dunque le nostre pagelle, al terzo ascolto (tra prove e dirette) per i Big e all’ennesimo per le Nuove Proposte, degli artisti che si sono esibiti in questa serata.

Il voto di stampa, radio e pubblico da casa ha decretato la vittoria, per le Nuove Proposte, di Settembre. La sala stampa Ariston Roof ha dato il premio della critica Mia Martini a Settembre, che ha ricevuto anche il premio della Sala Stampa Lucio Dalla. La giuria delle radio e il televoto hanno collocato in Top 5, in ordine casuale, Coma_Cose, Brunori Sas, Irama, Olly e Francesco Gabbani.

Clara – Febbre: se avesse portato in gara “Nero gotico” sarebbe andata molto meglio. Senza ombra di dubbio parliamo un’artista che sa stare sul palcoscenico e canta molto bene. Il brano però è deboluccio, anche se entra in testa abbastanza facilmente. Non la sua migliore produzione. VOTO 6

Brunori Sas – L’albero delle noci: è sufficiente dire Dario Brunori. Nome e cognome, basta così. Oppure il nome d’arte, Brunori Sas, per ricordarsi che stiamo parlando di uno dei pochi superstiti (insieme a Lucio Corsi, Carmen Consoli e pochi altri) tra i poeti della musica. Le lacrime scorrono dalla prima all’ultima nota. La sala stampa gli tributa una meritatissima ovazione, d’altronde siamo davanti a un autentico capolavoro. VOTO 10

Sarah Toscano – Amarcord: un brano che cresce a ogni ascolto. Vocalmente è ancora un po’ acerba, qualche incertezza vocale e una stecca, ma il pezzo è indubbiamente forte. È un peccato che Sarah sia ancora così acerba, perché il brano è radiofonico e funziona. In sala stampa tutti la cantano e arriva anche qualche applauso. VOTO 7

Massimo Ranieri – Tra le mani un cuore: un pezzo vecchio, sicuramente non una delle sue migliori produzioni. È un peccato perché Massimo Ranieri rimane un mostro sacro della musica. VOTO 6 politico

Joan Thiele – Eco: finalmente il grande pubblico può godere di questa straordinaria cantautrice. Non c’è nulla da dire, è una perla di rara bellezza e di pura classe. Assolutamente meravigliosa. VOTO 9

Shablo feat. Guè, Joshua, Tormento – La mia parola: un salto nella scena urban, quella dei grandissimi 2Pac, The Notorious B.I.G., Coolio e tanti altri. Chi ama il genere apprezza questo pezzo, e chi vi scrive è un amante del genere. Un po’ di sano urban che a Sanremo manca da tanto e che non ci si stanca mai di ascoltare. VOTO 8

Noemi – Se t’innamori muori: gli applausi a scena aperta, non solo in teatro ma anche in sala stampa, parlano chiaro. Le firme di Mahmood, Blanco e Michelangelo non deludono (quasi) mai. Qualcuno in sala stampa Lucio Dalla le urla “brava”. Finalmente ha un brano che la valorizza anche a Sanremo. VOTO 8

Olly – Balorda nostalgia: il pezzo in sé è bello. Sulle doti canore di Olly abbiamo qualche riserva, però a quanto pare non è l’elemento più importante della performance. Sicuramente siamo oltre la sufficienza, ma non è la performance da vittoria purtroppo. E diciamo purtroppo perché il potenziale c’è ma è parzialmente inespresso. VOTO 7

Coma_Cose – Cuoricini: la hit assoluta e indiscussa di questo Festival di Sanremo 2025. L’unico brano che, a chi vi scrive, è rimasto impresso sin dalla prova generale. La sala stampa Lucio Dalla canta, balla e batte le mani a tempo. Considerarli outsider sarebbe sciocco, significherebbe non considerare alcune chicche della loro discografia. Se all’inizio l’avevamo definita una “Posti vuoti” 2.0, adesso siamo sicuri sul fatto che sia un pezzo fortissimo oltre che molto radiofonico. VOTO 8

Modà – Non ti dimentico: la solita canzone dei Modà, che magari poteva piacere anni fa ma nel 2025 risulta stucchevole e tutt’altro che gradevole. Dispiace, ma è lontanissima da ciò che si può definire orecchiabile. VOTO 2

Tony Effe – Damme ‘na mano: è inutile provare a fare Mannarino, soprattutto se non si ha né la stessa capacità né nel canto né nella scrittura dei testi. Una “Me so’ ‘mbriacato” che non ci ha creduto abbastanza. L’immagine che viene in mente in questo momento è Randy della serie animata “South Park” nell’episodio “Medicinal Fried Chicken”. VOTO 1

Irama – Lentamente: “Lentamente si sta spegnendo ogni fottuto sentimento”, canta Irama. A chi vi scrive si sta spegnendo ogni speranza di arrivare lucido a fine serata. Caffè ed energy drink offerto dallo sponsor in sala stampa possono ben poco quando si è davanti a un brano così monotono e a tratti soporifero. VOTO 1

Francesco Gabbani – Viva la vita: un Francesco Gabbani molto più intimo e meno ironico di quello che abbiamo visto l’ultima volta con “Viceversa”, più lontano da quello di “Amen” e “Occidentali’s Karma”. Non una canzone da vittoria, ma pur sempre un brano bello da ascoltare e scritto molto bene. L’orchestra aiuta moltissimo e impreziosisce tutto quanto. VOTO 7

Gaia – Chiamo io chiami tu: parliamo di un brano estremamente radiofonico e orecchiabile, che suonerà a lungo nelle radio di lingua italiana. La stampa batte le mani a tempo, chiaro segno che il brano funziona e convince. Peccato non sia tra le candidate alla vittoria, perché ha del gran potenziale e a Basilea all’Eurovision non sfigurerebbe affatto. VOTO 8

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