X Factor 2025: i Bootcamp. Lauro, Paola e Jake usano i loro X-Pass

Inizia la seconda fase di X Factor 2025, i Bootcamp, che da questa edizione hanno un format totalmente nuovo. Il talent Sky Original prodotto da Fremantle dice addio al gioco delle sedie: adesso gli artisti dovranno sostenere una nuova audizione davanti ai giudici che dovranno dare un parere unanime per sancire il passaggio del turno.
Lorenzo Giovanniello – Arsenico (Aiello): portare un pezzo di Aiello, forse il suo più iconico, ai Bootcamp è un’arma a doppio taglio. Lorenzo è bravo, canta molto bene, però manca l’energia che contraddistingue il cantautore di Cosenza. I giudici non concordano, Jake La Furia e Francesco Gabbani sono per il no. Dopo il confronto non passa.
Dodo&Jeanvier – Per Dimenticare (Zero Assoluto): verrebbe da chiedersi perché proprio questo pezzo. Proabilmente la scelta più sbagliata che questo duo potesse mai fare. Non li valorizza, poi con questo arrangiamento che fa tanto boy band. Gabbani chiede perché abbiano cambiato melodia. I giudici sono tutti d’accordo, non passano.
Vicky J. Della Peruta – Side to side (A. Grande – N. Minaj): nella precedente cover di “La cura per me” non aveva convinto tutti, in primis chi vi scrive. Anche in questo caso chi vi scrive non è convinto, bisognerebbe sentirla su qualcosa di totalmente diverso e che possa effettivamente colpire anche per l’intonazione. Il voto dei giudici è unanime: passa il turno.
SoloDaria (Daria Tegolo) – Amore disperato (Nada) / Save your tears (The Weeknd): scelta probabilmente suicida. Due brani unici, di una difficoltà totale vista anche la loro iconicità, che eseguiti da una cantautrice “perdono” qualcosina. In più Daria si fa prendere dall’emozione e questo parzialmente la condiziona. L’unica favorevole è Paola Iezzi. Dopo il confronto non passa.
Plastic Haze – Rolling in the deep (Adele): non perfetta l’intonazione, però c’è qualcosa di interessante. Da apprezzare il coraggio di modificare totalmente un brano iconico come questo di Adele, o meglio, per chi vi scrive “apprezzare” è un parolone, però di sicuro sanno suonare e sanno fare musica, pur essendo dei gran casinisti. Il voto è unanime: passano il turno.
Alessandro Varrone e Giordi – La nuova stella di Broadway (C. Cremonini): la voce di Ale Varrone è molto particolare, ma qui c’è un errore di fondo. La tonalità era sbagliata, erano sbagliate anche le tecniche basilari del canto. Ci sarebbe davvero troppo lavoro da fare. L’unica favorevole è Paola Iezzi. Dopo il confronto non passano.
Roberta Scandurra – Drivers License (O. Rodrigo): una versione punk di un pezzo difficilissimo che per sua natura deve essere delicato e personale. Forse non la scelta migliore, ma è innegabile che Roberta abbia talento e che con quella voce che ha debba assolutamente avere la possibilità di continuare il percorso. Il voto è unanime: passa il turno.
Hal Quartier (Alfredo Fiore) – Changes (XXXTentacion): riscrive in napoletano uno dei capisaldi della musica urban/rap statunitense, che probabilmente tornerà dall’aldilà e non sarà molto contento del lavoro fatto. Rimane da capire per quale motivo Hal Quartier, dopo l’ottima promozione per “Forever young” grazie alla sua etichetta, la Warner, sia in gara a X Factor, ma questo è un altro discorso. Il giudizio è unanime: passa il turno.
EroCaddeo (Damiano Caddeo) – Sei acqua (Venerus): la scelta sembrava un suicidio preannunciato, ma Damiano ha fatto suo un brano del grandissimo Venerus. Sembrava scritto apposta per lui, ci ha messo la giusta intensità, ha emozionato ed era personalmente coinvolto nel testo. La tonalità era la sua, perfetta. Non c’è niente da dire. Il giudizio è unanime: passa il turno.
Vincenzo Viscardi – Crazy (G. Barkley): una versione soul di un brano che definire iconico è riduttivo. Potenziale autogol, anche perché l’arrangiamento ha completamente stravolto questo brano che tutti abbiamo sentito almeno una volta, anche di sfuggita, nella nostra vita. Sul talento di Vincenzo non c’è molto da dire, ma c’è da convincere tutti i giudici che, infatti, non concordano. Francesco Gabbani è per il no. Dopo il confronto passa il turno.
Sakina Sanagoh – Fallin (A. Keys): esistono solo due persone viventi, al mondo, in grado di eseguire questo brano. Una è, appunto, Alicia Keys, l’altra è Giorgia. Sakina è molto brava, ma non è né Alicia Keys né Giorgia. E pur volendo eseguire il brano esattamente come l’artista, il risultato non è per nulla vicino all’originale. Paola Iezzi non ha apprezzato ma le dà il sì, così come Achille Lauro. Jake La Furia e Francesco Gabbani sono per il no. Dopo il confronto passa il turno.
Luciano Dattoli – La mia storia tra le dita (G. Grignani): decide di non suonare la chitarra su un brano che, effettivamente, la chitarra la richiede. Karaoke o imitazione di Gianluca Grignani, fa esattamente le stesse variazioni che il grandissimo cantautore fa nelle sue esecuzioni. Sarebbe perfetto per Tale e Quale Show, ma qui siamo a X Factor. Il giudizio è unanime: non passa.
Copper Jitters – Come together (Beatles): John Lennon con buone probabilità, dopo essersi rivoltato nella tomba più e più volte, tornerà in vita solo per consigliare caldamente a questa band di smetterla con la musica. Il giudizio non è unanime, Francesco Gabbani è per il no, ma Achille Lauro si gioca il suo X-Pass. Passano il turno.
Kokomò – Costruire (N. Fabi): l’elettronica dei Kokomò fa a cazzotti con il cantautorato di Niccolò Fabi. Fa a cazzotti non perché sia brutta la resa, tutt’altro, ma è qualcosa di così strano e diverso dall’originale che potrebbe non convincere tutti. Vocalmente non al top, vagamente fuori tempo, però il progetto è molto interessante. Il giudizio non è unanime, Paola Iezzi è l’unica per il sì. Dopo il confronto passano il turno “solo ed esclusivamente in virtù dell’unicità del progetto” (come dice Achille Lauro).
AlterAnima (Simone Miccinilli) – Le tasche piene di sassi (Jovanotti): riarrangia un brano meraviglioso, lo fa in maniera delicata e smentendo totalmente la “macchietta” che, alle audizioni, si era presentata con “Pippetta e a nanna”. Forse è proprio questo a influire negativamente. Il giudizio è unanime: non passa.
Francesca Daniele – Conceited (L. Young): la missione di realizzare una cover di Lola Young è difficilissima, per non dire impossibile. Ciò nonostante, Francesca riesce a dare dignità a un brano difficile, sia per tecnica che per unicità dell’interprete originale. Nulla da aggiungere. Il giudizio è unanime: passa il turno.
Magazzeno – Italodisco (The Kolors): fanno una cover brutta di un brano ormai iconico, cantata male e e con il testo leggermente modificato. La faccia a dir poco contrariata di Achille Lauro probabilmente è emblematica. Da “Sbagliare un calcio di rigore” a “Sbagliare l’attacco stonando” è un attimo. Il giudizio è unanime: non passano.
Sofia Maceri – Firenze (Canzone triste) (I. Graziani): uno scricciolo come lei ha reso giustizia a un gigante come Ivan Graziani. Forse chi vi scrive è di parte, amando alla follia Ivan Graziani, però qui è stato fatto tutto molto bene e l’intonazione non è mai mancata. Non c’è l’unanimità, Gabbani e Lauro sono per il no. Dopo il confronto non passa.
Mazzoli (Pietro Cardoni) – Per un’ora d’amore (Matia Bazar): la cover che Ditonellapiaga ha realizzato di questo brano non è stata memorabile. Forse non lo è nemmeno questa, ma almeno c’è personalità ed è studiata pur essendo un esperimento. Il punto è che la personalità e l’intenzione non bastano. Il giudizio non è unanime, i sì arrivano da Jake La Furia e Francesco Gabbani mentre Paola Iezzi e Achille Lauro sono per il no. Dopo il confronto passa il turno.
Augustin Fernandez – Born Slippy .Nuxx (Underworld) / Un altro mondo (Marracash): un mashup sovraccaricato di autotune che potrebbe avere senso, ma forse un senso non ce l’ha. La confusione regna sovrana, sia in quanto presentato da questo artista sia nel suo progetto, ma non al tavolo. Il giudizio è unanime: non passa.
Mayu Lucisano – Mercy (S. Mendes): verrebbe da dire “sempre pezzi semplici per lei”. Il punto non è la difficoltà del brano, quanto il fatto che riesca a padroneggiarlo con una facilità che farebbe invidia a chiunque, poi è magnetica. Ha fatto tutto in maniera perfetta, non si è nemmeno lasciata sopraffare dall’emozione. Il giudizio è unanime, in più Paola Iezzi si gioca il suo X-Pass. Passa il turno con quattro sì ed entra in squadra da Paola, poi si lascia andare a un pianto liberatorio.
Pagoda Universe – Time to pretend (MGMT): da fan della band newyorkese, non apprezzare il fatto che i Pagoda Universe abbiano scelto un loro brano è impossibile. È altrettanto impossibile però non cogliere che alcune cose siano state non proprio perfette. È stata godibile? Questo sì, assolutamente. Indubbiamente hanno fatto un buon lavoro. Il giudizio non è unanime, Francesco Gabbani è l’unico per il sì. Dopo il confronto passano il turno.
Delia Buglisi – La canzone dei vecchi amanti (F. Battiato): sa suonare, sa cantare, ha personalità, si è pure emozionata ringraziando Franco Battiato per questa canzone meravigliosa che lei ha rivisitato inserendo Libertango di Astor Piazzolla nell’inciso e dei versi in siciliano. Che abbia talento è indubbio, forse non è stata la scelta migliore, però ha conquistato pubblico e giuria. Il giudizio è unanime, in più Jake La Furia si gioca il suo X-Pass. Passa il turno ed è in squadra con Jake.
L’appuntamento con la seconda e ultima tornata di Bootcamp di X Factor 2025 è giovedì 9 ottobre, in diretta su Sky Uno e in streaming su NOW.
