“Dimanche midi pile” è la hit dell’estate: ma chi è davvero Gisèle?
Da qualche settimana sta girando nelle radio un pezzo fortissimo: si chiama “Dimanche midì pile” cantato da Gisèle. Un pezzo fortissimo in francese che gioca sulla sensualità della lingua, il fatto che brani così manchino nelle nostre radio e su una melodia fresca e radiofonica. Un brano fra l’altro che esce – come potete vedere – per una major.
Il brano è stato inserito tra le New Hit di RTL 102.5, guadagnando spazio nel palinsesto della radio accanto ad altre uscite della stessa settimana firmate da artisti come Geolier e Gianna Nannini. La produzione del brano porta la firma di Valerio Pastore.
Dal punto di vista sonoro, il nuovo singolo di Gisèle si muove nel territorio della ballata intima, costruita su armonie morbide e fluide che restituiscono un’atmosfera contemplativa. Nel brano, la sensibilità pop contemporanea dialoga con suggestioni più oblique, dando vita a un sound in cui emergono chiare influenze indie e cinematografiche. Questa impostazione allontana il pezzo dagli schemi più immediati del pop radiofonico, avvicinandolo piuttosto a un’estetica raccolta, quasi da colonna sonora.
Anche il titolo scelto per il brano contribuisce a definirne l’identità: “Dimanche Midi Pile”, espressione francese che evoca l’immagine di una domenica fermata esattamente a mezzogiorno, richiama fin da subito la dimensione sospesa che il pezzo sembra voler raccontare. Non un racconto lineare, dunque, ma piuttosto la fotografia di un tempo fermo e di uno stato d’animo, restituito attraverso un’atmosfera più evocativa che narrativa.
Eppure, in nessuna delle bio che girano in rete c’è scritto nulla sull’interprete: chi è Gisèle? E chi sono gli autori del brano? Sappiamo per certo che il video è generato con la IA: viene dichiarato infatti pubblicamente e comunque basta guardarlo per rendersene conto. Su tutto il resto, silenzio.
A noi allora viene un dubbio e cioè che la musica e il testo di “Dimanche midì pile” siano generati anch’essi con la AI. Il testo è piuttosto banale, in effetti: “chat gpt scrivimi un brano su una domenica passata in pigrizia”. Il prompt potrebbe tranquillamente dare come esito il testo di “Dimanche midì pile”
Domenica significa svegliarsi a mezzogiorno in punto Mezzogiorno in punto significa che il caffè si raffredda Caffè freddo significa accendere la TV TV significa tre serie una dopo l’altra Volevo uscire, volevo muovermi, volevo creare Ma eccoci qui, sono le 17:00 e non ho fatto niente Quindi scorro, scorro, scorro sullo schermo E la prossima domenica sarà esattamente uguale a prima (…)
Per la musica ci sono tantissime piattaforme di Generative IA: viene in mente Suno, certamente la migliore, ma non è la sola. Basta dare un prompt che lo faccia risuonare come un pezzo del pop francese attuale e il gioco è fatto.
Qualche dubbio in più viene sulla voce di Gisèle: le sfumature vocali sono troppo particolari per sembrare IA e quindi è probabile che possa essere una vocalist anonima che abbia accettato di mettere la sua voce sul progetto senza comparire come si faceva negli anni 80 nelle nostre produzioni italodisco di successo. Ma anche qui, non possiamo del tutto escludere che possa trattarsi di un progetto creato con la tecnologia.
In ogni caso, “Dimanche midì pile” è sicuramente un esperimento da non prendere sotto gamba: dimostra come alla fine basti poco per costruire una hit di successo con gli strumenti attualmente a disposizione. Se davvero questo fosse un progetto AI, non sarebbe il primo brano del genere nelle charts europee e mondiali – ce ne sono in giro diversi, qualcuno anche di enorme successo – ma induce sicuramente ad una riflessione. Non necessariamente ad una preoccupazione, ma certamente alla presa d’atto che anche la musica sta attraversando una fase di cambiamento i cui sviluppi saranno sicuramente irreversibili e non potranno quindi essere ignorati. Provate a leggere i commenti sotto al video: c’è forse qualcuno che insinua dubbi sulla presenza di IA?
I precedenti sterotipati
Euromusica, dal canto suo, è sempre stato attento a questo tipo di progetti. Raccontammo qualche tempo fa del progetto Cambogia: non c’era ancora la AI, ma in quel caso nessuno – compresi, purtroppo, noi giornalisti – si pose mai il dubbio sul cantante (il cui nome scimmiottava Calcutta) e sulla sua gestione. Quasi in contemporanea, i miei concittadini Luca Angelosanti e Francesco Morettini lanciarono Gazzarra, che in questo caso faceva riferimento a Gazzelle e il cui brano che trovate qui sotto era un bignami dell’indie prima che venisse sdoganato e lo prendeva in giro anche nei testi (questo è volutamente nonsense). Insomma aveva dentro tutti gli stereotipi possibili. Sembra di sentire Calcutta, Gazzelle e The Giornalisti tutti insieme
Ora, io che appunto abito nella stessa loro città (Terni) ho riconosciuto il parco sotto casa mia (letteralmente: a 500 metri…) dove sono state girate gran parte delle scene (le altre sono girate nel celebre Lago di Piediluco). Oltretutto la loro casa di produzione, Casamusica è ben nota dalle mie parti. E quindi partivo un po’ avvantaggiato, diciamo. Ma il progetto era molto ben costruito e grazie anche in questo caso ad un’ottima spinta promozionale divenne rapidamente virale. In pochi si accorsero che era un’altra geniale trollata. E peraltro, al contrario di Cambogia, non è mai stato svelato.
Ecco, il vero problema in fondo è proprio questo. Dovremmo tutti rallentare e fare più attenzione. Perchè il mercato musicale va veloce, ma a volte ci manda dei segnali, come nel caso di Gisèle, Cambogia e Gazzarra. Sta a noi riconoscerli, non farci sopraffare e imparare a maneggiarli
