Sanremo, Il Volo e il successo dell’Italia da esportazione

La vittoria di Vincenzo Cantiello allo Junior Eurovision era stata maestra: questa è l’Italia musicale che vogliono in Europa, quella degli stereotipi, del sole-cuore-amore all’ennesima potenza, quella che profuma d’antico anche quando come nel caso de Il Volo, prova a vestirsi moderno. “Grande amore” stacca il passaporto per l’Europa e il 23 maggio la sentiremo nella finale dell’Eurovision Song Contest 2015 alla Wiener Stadthalle: sul sito della manifestazione ieri sera, mentre correva lo streaming di Sanremo, i commenti a favore del trio operatic-pop ed della loro canzone si sprecavano e anche ora mentre scriviamo, continuano ad arrivare condivisioni e messaggi di visibilio, quasi tutti dall’estero. Segno che dopo quattro anni di anticamera, stavolta si può davvero far gara di testa.

C’è da dire che Il Volo sono bravi. Molto. E il trionfo è meritatissimo Per avere 20 anni hanno già un’esperienza live importante e un background discografico che li porta ad essere considerati una delle (poche) eccellenze musicali italiane nel mondo. Dal punto di vista della performance, a dire il vero, non c’è mai stata partita: semmai viene da chiedersi perché in un festival che avrebbe dovuto essere quello delle radio abbia vinto il brano più vecchio di tutti, ma in fondo, trattandosi di Sanremo c’è poco da stupirsi. E’ bastato travestire da power ballad una melodia d’altri tempi, condendola con un arrangiamento maestoso ed un crescendo importante, per portarsi a casa una vittoria facile facile. Perchè come sempre, Sanremo è Sanremo.

La vera sfida, adesso, per i tre ragazzi, è conquistare il pubblico italiano anche sul mercato discografico, perché al di là dell’inevitabile effetto-Sanremo che li ha già fatti schizzare in vetta, il difficile sarà restarci a lungo. Il pubblico che compra i dischi non è lo stesso che li ha votati e certo non li aiuterà l’essere usciti con un album quasi interamente di cover di pezzi sanremesi storici.

Il loro vero mercato, con ogni probabilità, come sempre, sarà fuori dai confini italiani e se è giusto comunque celebrare il successo di questi tre ragazzi che con orgoglio e professionalità rappresentano il nostro Paese nel mondo e che lo faranno anche a maggio a Vienna, non si può non riflettere sul quanto tutto questo sia frutto anche – se non in gran parte – di una volontaria chiusura in sé stessa della discografia italiana, che  preferisce confinare i successi del mainstream in casa propria, piuttosto che provare ad esportare quello che di buono ed attuale produce. E quel poco che esce dai nostri confini, con rare eccezioni, viene da artisti che in ogni caso hanno cominciato  almeno 25 anni fa e comunque difficilmente va oltre il mondo latino.

Al Bano e Romina

L’Italia musicale attuale, all’estero, è pressochè sconosciuta. Non è un caso se molti artisti del nostro paese che hanno avuto successo nei decenni scorsi, continuino a mietere successi lontano dall’Italia riproponendo le canzoni che li hanno resi celebri. L’esempio di Al Bano e Romina e la eco che ha avuto la loro ospitata sanremese, è emblematica. E dire che in fondo, per far conoscere la vera realtà musicale nazionale all’estero, come fanno gli altri paesi, basterebbe poco. Ci vorrebbe  solo un po’ di coraggio.

Intanto, una vincitrice c’è già. Si chiama Antonella Clerici. Il suo talent show per bambini e ragazzi, sommerso dalle critiche, si mette in tasca in pochi mesi il vincitore dello Junior Eurovision, Vincenzo Cantiello e quello di Sanremo, appunto Il Volo, con ottime probabilità di portare questi ultimi anche sul podio europeo. Senza contare Gaia Cauchi (altra vincitrice dello Junior Eurovision), Federica Falzon (quarta) e Michele Perniola (decimo e prossimo rappresentante alla rassegna senior, sempre per San Marino): tranne l’ultimo, tutti giovani artisti che stanno facendo successo con sound molto antichi. Il cerchio si chiude. Al di là dei meriti indiscussi di ciascuno, siamo davvero al punto di non ritorno della nostra musica.

 

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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