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Ore 21, finale dell’Eurovision 2015: Il Volo alla conquista dell’Europa

Tutto pronto, manca ormai poco. Le giurie nazionali hanno votato ieri sera nella cosiddetta jury rehearsal, stasera toccherà al televoto che si sommerà col peso del 50% a quello delle giurie nazionali in ciascuno dei 40 paesi in concorso. La finale dell’Eurovision Song Contest 2015 promette scintille. A partire dalle 21 (diretta in italiano su Rai 2, Rai HD, San Marino TV, Radio 2,  Radio San Marino e RSI La 1) sarà una sfida a colpi di note. Una corsa probabilmente a tre per la vittoria, come abbiamo già spiegato stamattina, forse a quattro. E tutto dipenderà dai voti dei nostri connazionali all’estero o di coloro che al di fuori dell’Italia apprezzano “Grande amore” de Il Volo. Perchè  è bene ricordarlo ancora una volta: dall’Italia NON si può votare per Il Volo in alcun modo (quindi neanche con schede straniere, nè dall’estero con schede italiane).

Il Volo prova

Dall’Italia si potrà però votare comunque una delle altre 39 canzoni e il nostro invito è comunque a farlo, perchè non votare è segno di antisportività (oltre ad essere inutile, perchè gli avversari non restano certo a zero). Dove e come votare le altre canzoni lo trovate in questo post di Eurofestival NewsPer chi è all’estero invece questa è la lista dei numeri telefonici per votare Il Volo ESCLUSIVAMENTE CON SCHEDE STRANIERE DEL PAESE DOVE VI TROVATE.

Al termine delle 27 esibizioni, si aprirà per un quarto d’ora il televoto e poco dopo, con dei brevi collegamenti da ciascuna delle 40 sedi nazionali saranno annunciate le classifiche in ciascun paese, con i dieci più votati combinando televoto e giurie. Stasera, attorno alle 0.30 conosceremo il vincitore e ovviamente, la speranza è che sventoli altissima la bandiera tricolore. L’ordine di uscita delle canzoni e tutti i modi per seguire l’evento li trovate in questo post. Non ci resta dunque che tifare per Il Volo: mai come stavolta la vittoria è possibile!

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Il Volo, Polina Gagarina e Mans Zelmerlow: per la vittoria all’Eurovision 2015 è sfida da primato

Una cosa è certa: stasera non ci annoieremo. Non che negli altri anni sia successo, perchè l’Eurovision Song Contest è uno show talmente bello e appassionante che anche quando capitano annate più sfortunate sul fronte musicale o relativamente all’Italia c’è sempre modo di divertirsi. Ma il running order di stasera, con l’Italia e Il Volo ultimi, la Russia terzultima, Svezia ed Australia sul finire della prima metà, potrebbe sparigliare le carte. Anche perchè nel frattempo, canzoni prima insospettabili stanno crescendo a vista d’occhio, come quella del belga Loic Nottet e altre, come quella degli armeni Genealogy, rischiano di far bottino solo fra i connazionali sparsi per il mondo.

Il Volo Gagarina Zelmerlow

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Eurovision 2015, il trionfo della qualità. E i paesi dell’Ovest…

Pochi ma buoni. L’Europa Occidentale mantiene il ruolo di favorita per portare a casa il trofeo della sessantesima edizione dell’Eurovision Song Contest con Italia e Svezia fra le più quotate eppure scavando a fondo si scopre che per la musica dell’ovest è stata una disfatta: in finale troveremo infatti solo 11 paesi dell’ovest su 27 in finale e la cosa che fa più impressione è che sei sono in realtà i big già ammessi di diritto (Germania, Francia, Italia, Francia, Regno Unito e l’Austria padrona di casa) ai quali si aggiunge l’Australia. Dunque in realtà le semifinali hanno decimato il plotone occidentale, promuovendo solo due nazioni scandinave (Svezia e Norvegia), due mediterranee (Cipro e Grecia) e il Belgio. Colpa senz’altro di troppe canzoni non all’altezza da parte di paesi che in genere sanno come muoversi sia nel concorso che nell’industria musicale.

Monika Kuszynska

Monika Kuszynska @EBU Andreas Putting

Curiosamente, l’ordine di uscita di domani sera, compilato ieri notte dall’EBU e dalla ORF sembra fatto su misura per tenere davanti agli schermi sino alla fine i telespettatori italiani (e del resto ieri la semifinale live ha battuto ogni record di ascolti per Rai 4, come riferisce il nostro partner Eurofestival News): Il Volo ultimi a cantare, giusto dopo Elhaida Dani, rappresentante albanese uscita da The Voice of Italy. E come se non bastasse, le esibizioni saranno aperte dagli sloveni Maraaya, la cui canzone “Here for you” sta girando nelle radio italiane ed è prodotta da Gabry Ponte (l’ordine di uscita completo lo trovate qui).

La seconda semifinale, intanto, ha confermato come ormai il trend musicale sia quello di proporre un ampio spettro di sound, con sempre meno spazio ai detrattori e a coloro che parlano di baracconate e cattivo gusto senza nemmeno guardare lo show. Gridano vendetta le eliminazioni di Repubblica Ceca e (soprattutto) Irlanda, ma chi cerca la classe e la qualità, avrà modo di vederla e ascoltarla: la lettone Aminata, che ha portato il Pese in finale otto anni dopo Roberto Meloni e i suoi pirati, porta un brano moderno, infarcito di dubstep, con una vocalità interessantissima.

La Norvegia punta sul fascino vocale di Debrah Scarlett, ben amalgamata con la timbrica di Morland e la polacca Monika Kuszynska ha mostrato al mondo come la classe, lo stile e anche la femminilità prescindano dalla presenza di una sedia a rotelle: la sua ballata anni 90 non sarà forse un capolavoro di modernità ma è uno dei pezzi meglio cantati della rassegna, destinato a fare il pieno al televoto da noi dove notoriamente votano quasi esclusivamente gli stranieri residenti ma anche in tanti altri paesi ad alto tasso di connazionali.

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Eurovision 2015, seconda semifinale. Eliminato San Marino, avanti i Maraaya

Non ce l’ha fatta San Marino, non ce l’hanno fatta Michele Perniola e Anita Simoncini. “Chain of lights” non passa la semifinale e dunque non ci sarà l’atteso derby italiano nella finale di sabato sera dell’Eurovision Song Contest. Sapremo soltanto sabato sera, a finale conclusa, in quale posizione si sono piazzati i due ragazzi, comunque bravissimi in ogni caso. Passano gli sloveni Maraaya, prodotti da Gabry Ponte.

Maraaya

Fuori anche l’Irlanda che paga l’essersi esibita in apertura di serata, come la Lituania che però si qualifica, aiutata probabilmente dai tre baci scenograficamente piazzati a centro esibizione con uno stop alla musica. Un espediente, quello dei baci di tre coppie (compreso il duo) di diversa sessualità che era stato annunciato peraltro già nei giorni scorsi ed ufficializzato oggi.

Poche sorprese per il resto, a parte forse la qualificazione di Cipro, per nulla scontata alla vigilia: il minimalismo del brano di John Karayannis ha convinto le giurie e dunque andrà in scena un interessante derby della melodia in salsa ellenica con la connazionale in forza alla Grecia. Aminata, la burkinese in quota Lettonia è sembrata nettamente la migliore della serata: dopo sei anni (l’ultimo fu Roberto Meloni coi suoi Pirates of the sea) il Paese torna in finale e se l’anno scorso abbiamo avuto una finale senza paesi Baltici, quest’anno ne abbiamo tre su tre dentro. Passano il turno

  • Lituania – Monika Lynkite e Vaidas Baumila- This Time
  • Polonia – Monika Kuzynska – In the name of love
  • Slovenia – Maraaya – Here for you
  • Svezia – Mans Zelmerlow – Heroes
  • Norvegia – Morland & Debrah Scarlett – A monster like me
  • Montenegro – Knez – Adio
  • Cipro – John Karayannis – One thing shuld I have done
  • Azerbaigian  -Elnur Huseynov – Hour of the wolf
  • Lettonia – Aminata – Love injected
  • Israele  Navd Guedj – Golden Boy