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“Doar per a ta” , tormentone made in Romania di Edward Sanda e Ioana Ignat

Andiamo alla scoperta di un tormentone di quelli forti. “Doar per a ta” è uno di quei pezzi che quando li senti non puoi stare fermo e devi assolutamente fischiettarli, come del resto la melodia stessa invita a fare. In questi giorni il pezzo è in testa alle classifiche romene ma non solo: 11 milioni e mezzo di visualizzazioni su youtube, top 5 su Shazam Romania, uno dei brani più presenti nei programmi tv rumeni.

Lo canta una coppia messa insieme per l’occasione ma che si mostra ben assortita. Lui è Edward Sanda, uno dei giovani interpreti migliori della scena attuale, arrivato al successo abbastanza tardi, dopo una prima parte di carriera passata a suonare live. Il singolo rappresenta di fatto il suo primo lavoro con una nuova casa di produzione e una major che ha deciso di investire su di lui.

Lei è Ioana Ignat, appena 18 anni, cantante e polistrumentista fresca di uscita da Vocea Romaniei, la versione locale di The Voice, dove è arrivata in finale, guadagnandosi grande popolarità anche grazie alla rete

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“Dangerous drug”: Nevena Bozovic a caccia del successo anche in inglese

Ricompare una delle artiste di maggior successo del panorama slavo: Nevena Bozovic. “Dangerous drug” è il nuovo singolo, che la riporta alla lingua inglese e la riporta in vetta alle classifiche nazionali serbe, alle quali peraltro era abbastanza abituata, sia pur con brani nella lingua nazionale.

A 23 anni ha già una carriera ben consolidata, cominciata quando aveva solo 13 anni  con la partecipazione alla versione junior di Eurovision e sbocciata poi nel 2013 quando ha preso parte a Prvi glas Srbije, la versione locale del format Got Talent.

Poi nello stesso anno, ha rappresentato la Serbia ad Eurovision Song Contest insieme ad altre due artiste uscite dai talent show, nel trio Moje 3, col brano “Ljubav je svuda”, che però non riuscì a centrare la finale. La carriera solista sin qui è stata costellata di successi (anche se in realtà ha pubblicato sin qui solo singoli), ma adesso la sfida dell’inglese la propone ad un proscenio più ampio.

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Battiti Live 2017, il racconto del gran finale da Taranto

La piazza di Taranto accoglie il quinto e ultimo appuntamento con Battiti Live, la festa dell’estate di Radionorba, che potrete continuare però a vedere in replica su Italia 1 ancora per tre mercoledì. Un esperimento, quello delle repliche sui canali Mediaset, che a giudicare dagli ascolti sta decisamente funzionando. Anche per questa ultima settimana al timone Alan Palmieri, direttore della radio, insieme a Elisabetta Gregoraci, con Celeste Savino sotto il palco e in console.

Comincia Riki con Perdo le parole e Balla con me. Al quinto tentativo, aggiusta la mira: è la migliore apparizione fra le cinque fatte nell’evento pugliese. Tenta un paio di svisate, riesce però a contenersi e alla fine i suoi due pezzi – che tutto sommato a livello radiofonico sono gradevoli – non ne escono distrutti come le scorse settimane. Nel video del secondo singolo, che scorre alle sue spalle, c’è il ballerino vincitore dell’ultima edizione di Amici, Andreas Muller. Tornerà dopo sul palco.

Poi tocca a Samuel ex Subsonica con La statua della mia libertà e il pezzo di Sanremo Vedrai. Bella interazione col pubblico, a cui lui chiede di collaborare nel coro, riattaccando dall’inizio la canzone. Esperienza sul palco, si vede e si sente tutta. La regina dello stile, Nina Zilli, a seguire. Ho un debole per questa donna: oltrechè bravissima la trovo sensuale ed elegante. Canta subito 50mila, chiamando a raccolta il pubblico e anche lei fa ripartire la base per assicurarsi il coro. La gente sul lungomare risponde. Il pezzo nuovo, Mi hai fatto fare tardi è carino, fra  quelli scritti quest’estate da Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, è il peggiore. Il sound però è quello nel quale la Zilli sguazza che è un piacere. Intervista e poi la cover di You can’t hurry love delle Supremes, ovvero L’amore verrà resa popolare anche da uno spot pubblicitario.

Leggi il racconto della prima serata da Bari

Leggi il racconto della seconda serata da Nardò

Secondo blocco che parte come di consueto con Celeste Savino – stasera veramente al massimo della sensualità – in console. Poi The Kolors con un medley: What happened last night? (ovvero il pezzo nuovo), Why don’t you love me, Crazy (l’altro brano nuovo), L’ultimo pezzo è la loro hit Everytime. E come la volta scorsa ripropongono il giochino stucchevole e imbarazzante del ‘cantate anche se non la conoscete‘. A Gennaio parte dalla Germania il loro tour internazionale (sic!).

Per fortuna poi arriva Elodie. Canta Amore avrai, uno dei pezzi del primissimo lavoro, uno dei migliori e poi il pezzo di Sanremo Tutta colpa mia. Di lei abbiamo già detto: tiene bene il palco, è intonata, la sua voce scura è molto ben modulata. Sul pezzo di Sanremo canta tutta la piazza.  Guè Pequeno con Lamborghini e Milionario. Poco da dire, personalmente non lo amo e soprattutto non mi piace il suo rap.

Si prosegue col grande ritorno a Battiti Live di Gabry Ponte che comincia con Tu sei, pezzo che campiona Tu, successo di Umberto Tozzi. Segue Ma che ne sanno i 2000, nella versione originale insieme a a Danti. Il dj torinese è fra i pochissimi che – complice anche l’esperienza precedente con gli Eiffel 65 – spesso canta in prima persione. L’esibizione è un grande dj set fatto con i suoi maggiori successi uno dietro l’altro e lui che indubbiamente interagisce benissimo col pubblico. Il pezzo con Danti però è brutto come poche altre cose. Segue, a proposito di Eiffel 65, Blue.

Rivivi la terza serata, trasmessa da Andria

Terzo blocco, sempre aperto dalla console di Celeste Savino. Quindi Alessio Bernabei e Non è il Sudamerica. Non ci siamo, come al solito. Dopo l’intervista nella quale dichiara che non ama quando si fa un ‘abuso eccessivo’ (sic!) dei social, ecco Noi siamo infinito, cantato peggio del primo pezzo. A riconciliaci con la musica e soprattutto il canto arrivano poi gli svizzeri Kadebostany, del cui ultimo successo mind If I stay parlammo qui: il pezzo è in classifica in 30 paesi, meritatamente.

Segue Mario Venuti, con Caduto dalle stelle: l’ex Denovo si è rilanciato alla grande, con un sound per lui anche insolito, ma nel quale si è adagiato perfettamente. Più nel suo stile Tutto questo mare, pezzo estivo, con classe.

Rivivi l’appuntamento di Melfi, quarta serata

Il regalo alla terra di Puglia dell’ultima serata di Battiti Live sono i salentini Sud Sound System, con Brigante e un medley dei loro successi: non è facile per un gruppo che si esibisce in dialetto leccese arrivare al grande pubblico, ma loro sono una sorta di istituzione, non solo nel Tavoliere. Trascinanti, a prescindere dal genere che può piacere o meno e personalmente vi dico: se non li conoscete ascoltateli, nel loro ragamuffin mescolato a pizzica e taranta c’è l’esperienza di 30 anni sui palchi di mezza Italia. Medley composto da Sciamu a ballare, Mare de lu Salentu e infine la loro maggiore hit, Le radici ca tieni.

Rush finale dopo l’ultimo mix in console di Celeste Savino, torna Riki con Polaroid. Passano le parole sul vidiwall, per un maxi coro che copre l’intepretazione incerta. Chiusura affidata al rientrante Gabry Ponte: La fine del mondo, che campiona gli Europe e un lungo dj set. Degno finale.

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Charts (13/8/2017): è ‘Feels’ di Calvin Harris l’anti ‘Despacito’

Ci voleva un pò della sua elettronica mescolata al pop per fermare la corsa di Luis Fonsi e Daddy Yankee. A dire il vero ‘Despacito’ continua a conquistare paesi (due questa settimana) ma il primo posto nel Regno Unito di un pezzo che sta scalando anche le classifiche europee, vale a dire ‘Feels’, la collaborazione fra il dj scozzese Calvin Harris, Katy Perry, Big Sean e Pharrell Williams, lascia presagire che si sia preparando il cambio della guardia.

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