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Charts (19/4/2015): Wiz Khalifa ft Charlie Puth, l’Europa è “Fast and furious”

Khalifa PuthCambio al vertice. Da questa settimana il brano meglio posizionato è “See you again” di Wiz Khalifa ft Charlie Puth, che ha fatto il suo ingresso in maniera prorompente in classifica schizzando direttamente in vetta alle classifiche di mezzo continente, compresa l’Italia, grazie al fatto che il brano è quello portante della colonna sonora del film d’azione Fast and furious 7.

Il brano di Wiz Khalifa  ha letteralmente polverizzato tutti i record di streaming e anche fuori dal continente europeo è in testa praticamente dovunque, cosa che ci fa scegliere di farvelo anche noi ascoltare, deviando dalla regola del sito di proporre soltanto produzioni europee.Da un film all’altro dunque, visto che il precedente primato era della colonna sonora di 50 sfumature di grigio e anche stavolta ci sono le possibilità per restare primi a lungo. Sotto, come sempre le numero uno

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Eurovision 2015, tutti i commentatori in italiano. Novità in casa RAI

Manca ormai un mese esatto all’avvio dell’Eurovision Song Contest 2015 e mentre fra poco ci dedicheremo, come sempre all’analisi dei brani in concorso, sotto vari aspetti, è bene fare il punto della situazione sul fronte televisivo ma anche radiofonico. La grande novità di quest’anno è che l’Eurovision torna in radio, nella radio italiana. C’era passato di straforo nel 2011, quando Raffaella Carrà commentò in simultanea una delle semifinali con la tv ma poi non fu trasmessa anche la finale.

Conduttori italiani ESC

Così l’ultima finale è stata quella del 1985, quando l’evento era in serata unica e andò sempre in contemporanea con la tv, alle 22.30, ma in differita: ai microfoni di Radio RAI c’era Antonio De Robertis a quelli della tv Rosanna Vaudetti. L’ultima diretta è dell’anno prima, sempre con De Robertis, che però era al timone in quel caso anche della tv, dove il programma fu irradiato in leggera differita.

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“Non sono solo canzonette”, in un libro l’Italia del miracolo vista da Sanremo

Spazio eccezionalmente per un volume musicale che mette insieme la storia di uno dei momenti chiave del nostro paese e la manifestazione musicale italiana per eccellenza. Si tratta di “Non sono solo canzonette – L’Italia della ricostruzione e del miracolo attraverso il Festival di Sanremo” di Leonardo Campus, edito da Le Monnier.

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Negli anni Cinquanta e Sessanta la società italiana attraversa un periodo decisivo, nel quale cambia in modo rapido e profondo, come forse mai nella sua storia. Il libro racconta questo momento di passaggio utilizzando una categoria di fonti storiche inconsueta e formidabile: le canzoni di Sanremo. Da Nilla Pizzi a Claudio Villa, da Modugno a Celentano, da Mina alla Cinquetti, quelle prime, seguitissime edizioni del Festival riflettono il percorso dell’Italia dal Dopoguerra al Boom, dalla povertà al benessere, da società contadina a moderna potenza industriale.

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“El mismo sol”, il tormentone latino di Alvaro Soler

Amici lettori, alzate il volume delle casse. Perchè appena partiranno le prime note di “El mismo sol” no, non ce la farete stare fermi sulla sedia. Dovrete battere il tempo con i piedi. Di Alvaro Soler, con ogni probabilità, sentiremo parlare presto anche da noi. Intanto, la sua canzone d’esordio sta girando fortissima in Francia, dove partendo dalla rete è arrivato a firmare un contratto con la Mercury ed è in rotazione anche da noi.

Alvaro Soler

Catalano di Barcellona, il giovane interprete e cantautore (24 anni) è già stato paragonato per le sonorità e i ritmi a Manu Chao, che proprio come lui, trovò la fortuna in Francia dove è nato da una famiglia fuggita dalla Spagna per scappare dal regime franchista.

Cresciuto in Giappone e trasferitosi a Berlino, Alvaro Soler rappresenta la sua musica: solarità mediterranea, minimalismo giapponese e lo-fi beats berlinesi. Tedesca è anche la produzione che sta dietro a questo motivetto allegro che decisamente anticipa l’estate. Si preannuncia un tormentone di quelli importanti.