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“Dream in my head”, riecco Yael Naim

E’ il tempo di grandi ritorni. A cinque anni dall’ultimo album riecco Yael Naim, la cantautrice franco-israeliana fra i migliori artisti dell’ultimo periodo. La grande qualità delle sue produzioni, mai scontate, mai banali, le fanno perdonare anche l’uso quasi esclusivo dell’inglese nei suoi album, che incredibilmente non riescono ad avere a livello di vendite gli stessi riscontri che ottengono a livello di critica.

Minolta DSC

“She was a boy”, il precedente lavoro, si prese due premi alle Victoires de La Musique (ne parlammo tempo fa), adesso invece esce “Older”, accompagnato da “Dream in my head”, questo singolo interessantissimo, preceduto qualche mese fa dalla raffinatissima “Coward”, che vede la partecipazione del pianista statunitense Brad Mehldau. C’è da dire che adesso lei incide per una piccola etichetta e questo forse non l’aiuta.

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“Can’t hurt me now”, il ritorno di Jessica Andersson

La corsa all’Eurovision Song Contest 2015 per lei è difficile, sebbene abbia conquistato un posto nella finale nazionale (che nella sua Svezia è il Melodifestivalen), ma il brano merita un ascolto, per dare un’idea ai tanti che magari non hanno presente il concetto di “schlager” ai tempi moderni di cosa sia questo genere. Peraltro, l’anno scorso la Svezia porò in concorso proprio una ballad schlager, con Sanna Nielsen eUndo“, chiudendo terza.

Jessica Andersson

Questa  “Cant’hurt me now” segna il rientro sulle scene di Jessica Andersson, 42 anni e lunghi trascorsi nel pop scandinavo, che sul palco eurovisivo c’era già stata nel 2003, a Riga con il duo Fame, che chiuse quinto col brano Give me your love”. In mezzo, una carriera divisa fra la canzone, la conduzione televisiva e sino a qualche anno fa anche apparizioni come modella. Recentemente, ha anche preso parte alla versione locale di Ballando con le stelle.

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“Anybody got a shoulder”, un bell’esordio solista per Kat Mahon

Belle cose che non hanno vinto le selezioni eurovisive. Il pezzo qui sotto è indubbiamente un pò datato come sound ed in Irlanda aveva concorrenti molto forti, però merita almeno un ascolto. Lei si chiama Kathleen “Kat” Mahon e ha 28 anni. Un passato da voce della band Lilac Blues e adesso un presente che potrebbe lanciarla nel panorama musicale da solista visto che attualmente sta affrontando la fase finale di The Voice of Ireland, nella squadra capitanata da Kian Egan, ex componente degli Westlife.

Kat Mahon

Quest ballad old style, molto anni 90, parla della fine di un amore e porta la firma di Charlie Mc Gettigan, che è noto in Irlanda per aver vinto l’Eurovision Song Contest nel 1994 in coppia con Paul Harrington con il brano “Rock’ n roll kids”. Un brano, quello di Kat Mahon che probabilmente avrebbe dovuto sgomitare, sul palco eurovisivo, ma che comunque riflette bene il mood musicale dell’isola quando si parla di questa rassegna.

Non sempre i brani malinconici annoiano, questo, decisamente ben cantato, crea una bella atmosfera. La sfida più difficile ora per lei è riuscire a decollare nel panorama musicale, cosa non riuscita ai vincitori del talent in Irlanda. Avesse staccato il biglietto per Vienna sarebbe stato il primo caso di artista qualificato per l’Eurovision mentre è in corsa in un talent, chissà se questa apparizione televisiva aiuterà la sua avventura.

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Eurovision 2015, sarà un festival giovanissimo, multietnico e… con una band speciale

Stretta decisiva per il completamento della line up del prossimo Eurovision Song Contest 2015. Altri paesi hanno fatto la loro scelta. Emerge soprattutto sin qui che sarà un festival per giovanissimi, con tanti teenager al via e diversi paesi che si sono affidati ad artisti con radici “esotiche”: oltre alla proposta multinazionale armena, anche Svizzera, Lettonia e Bielorussia. E ovviamente, le selezioni sono ancora in corso. Questi gli aggiornamenti.

Andando per semifinali, nella prima si chiude la casella dell’Estonia, la cui selezione è stata vinta dal duetto formato da Stig Rasta, cantautore e leader dei Traffic ed Elina Born, fresca di Estonian Idol: “Goodbye to yesterday” è un pezzo interessante, attuale numero 1 della chart nazionale. Cambio di canzone per l’Albania, visto che l’autore di “Diell” ha deciso di ritirarla: Elhaida Dani canterà dunque in inglese “I’m alive”, scritta da un popolare team autoriale locale.

Eurovision 2015 logo

Farà molto discutere la scelta della Finlandia, la cui selezione è stata vinta dai Pertti Kurikan Nimipäivät, una band composta da musicisti con la sindrome di down, la cui storia  e il record che batte la loro canzone sono ben raccontati da Eurofestival News. A suo modo è un personaggio anche Boggie, che ha vinto la selezione ungherese: il singolo d’esordio “Nouveau parfum”, primo in patria, divenne virale a causa del video che la vedeva modificata al photoshop mentre cantava. Un ucraino invece, per la Moldavia: è Eduard Romanyuta con “I want your love”

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