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Angèle, il nuovo fenomeno del pop belga è partito da Instagram

Galeotte furono le ‘storie’ di Instagram, il social network fortografico dove lei mescolava i due talenti appresi in casa: la musica e l’umorismo. In pochissimi mesi la belga Angèle Van Laeken è diventata virale e rapidamente è passata dalla rete alla musica vera e propria, mettendo a frutto anche i propri studi jazz. A 21 anni, col singolo d’esordio “La loi de Murphy” è diventata uno dei fenomeni del pop francofono.

Nonostante il fatto che il suo pezzo sia in gran parte in inglese, le radio hanno cominciato a suonarlo in sequenza, anche per la contemporaneità del sound e oggi per lei l’agenda è pienissima di concerti in giro anche per la Francia, oltrechè nel suo paese. E in classifica è schizzata dalla posizione di esordio numero 47 direttamente in top 20 in una sola settimana.

Musica e arte nel sangue, si diceva, perchè suo fratello Romeo Elvis è un rapper della scena francofona, suo padre Serge, meglio noto come Marka è un celebre cantautore belga e la madre Laurence Bibot è un’attrice. Il talento e le cose interessanti a livello compositivo si sentono, con ogni probabilità ne risentiremo parlare presto

 

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J Factor 2017: torna anche quest’anno il talent show di musica cristiana

Torna sabato  prossimo alle ore 20 l’appuntamento  con J Factor, il talent show di Musica Cristiana. Al PDF Studio di via Dottesio a Milano va in scena l’edizione 2016, quella numero 8. Nato da un’idea di Daniele Fumi e del cantante di religione evangelica Angelo Maugeri, il concorso  è aperto ai cantanti di tutte le confessioni cristiane. Per l’occasione  tutto sarà però trasformato in un grande studio televisivo. Si sono concluse le selezioni per le tre categorie 2016 e c’è il lotto dei 12  finalisti selezionati da una commissione di esperti. Non una sola giuria di esperti ma più giurie dislocate in varie parti d’Italia con anche diversi nomi importanti discografico Marco Canigiula della Cantieri Sonori, già partecipante col nome di Andrè a Sanremo 2004 o William Prestigiacomo, quarto a The Voice Polonia e visto anche a The Voice of Italy. E un team di giornalisti e musicisti, oltrechè worship leaders.

Ecco i 12 artisti in gara, divisi per categorie:

Interpreti (giudice: Massimo Alberto Morandi): Thales Barbosa, brasiliano di stanza a Milano; Sara Lani, cantante e bassista della scena romana protagonista con diversi gruppi; la monzese Erika e la torinese Corah.

Gruppi (giudice: Marco Canigiula): i modenesi Aron Music; i napoletani Ruach Elohim; i casertani Neapolitan Gospel, che si esibiscono anche in dialetto; i ragusani Peppe & Simo

Cantautori (giudice: Sara De Marco): la gelese Sarah Tabone; il bresciano Ismaele Manno; il piacentino Santo e il napoletano Dinamo.

A giudicarli come sempre una giuria di esperti del settore musicale e anche del mondo della musica e della predicazione cristiana, i cui  componenti non sono ancora stati svelati. Per il vincitore ci sarà un contratto discografico per una produzione con AM Production.

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Charts (19/11/2017): Camila Cabello, Ed Sheeran e… Cristina D’Avena

La sorpresa, o forse no, vista la popolarità delle canzoni, che hanno cresciuto generazioni bambini e anche dell’artista stessa è che Cristina D’Avena, al primo album con la nuova etichetta discografica, è schizzata in testa alla classifica: “Duets”, con le canzoni dei cartoni animati più famosi ricantate con 16 big della musica italiana, potrebbe clamorosamente aprirle le porte di Sanremo. Per il resto, “Perfect” di Ed Sheeran e la ex Fifth Harmony Camila Cabello dominano l’Europa.

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Alla scoperta dei Pale Waves, la nuova scommessa indie rock britannica

Segnatevi il loro nome perchè ne sentiremo parlare presto a livello europeo. Arrivano da Manchester e si chiamano Pale Waves. Di loro sta già parlando la radio della BBC, che ha messo le loro cose nella playlist e anche MTV. Anche – ma non solo – perchè a produrli attraverso la loro etichetta Dirty Hit sono i 1975. “Television romance” è uno dei singoli di livello, ma ci sono altri pezzi di spessore.

Come per esempio “There’s honey”, sonorità anni 80, dichiaratamente new wave e proprio molto vicine ala rock band che li produce e che ne ha segnato l’esordio sulla scena musicale. Puntano in alto, sin da subito: “Vogliamo un album da numero uno in classifica”, dicono in una recente intervista.

Ed in effetti la strada di questo gruppo, partito nel 2015 con canzoni leggere, sonorità anni 90, con un buon grado di glitter e ammiccamenti dream-pop e ora plasmato su un rock cantabile, sicuramente più orientato alla scena indie che al mercato mainstream, ma con buona possibilità di fare breccia anche in quello.