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Festival di Sanremo 2016, seconda serata: largo ai Giovani, poi altri 10 Campioni

Seconda serata del Festival di Sanremo 2016. Sempre in diretta dalle 20.30 su Rai Uno e Radio Due. Ieri era si sono esibiti 10 dei 20 campioni, stasera si replica con gli altri 10:con votazione 50% televoto, 50% sala stampa dell’Ariston (ci saranno i collegamenti di Rocco Tanica, che non gareggia con gli Elii). Ma come l’anno scorso, la serata sarà aperta dalla gara delle Nuove Proposte. La prima a cantare sarà Cécile, la giovane ostiense originaria del Camerun oggetto in questi giorni di una polemica per una presunta censura al suo brano. Oggi ha spiegato di essere stata lei a scegliere quale parte del testo tagliare.

Sanremo Giovani 2016

Ne ascolteremo 4 su 8, che si sfideranno in scontri diretti: votazione 50% televoto, 50% sala stampa dell’Ariston. Due passano, due eliminati. Per quanto riguarda i Campioni, avremo poi la prima classifica relativa alle 20 canzoni in concorso. Ospiti Eros Ramazzotti, Ellie Goulding, Nino Frassica, il pianista Ezio Bosso, Nicole Kidman, . In chiusura, Dopofestival con Max Giusti, Nicola Savino e la Gialappa’s Band. Ecco i brani in gara stasera:

CATEGORIA NUOVE PROPOSTE 

  • Cécile – N.E.G.R.A (Walkman Music) vs Chiara Dello Iacovo – Introverso (Rusty Records)
  • Irama – Cosa resterà (Warner) vs Ermal Meta – Odio le favole (Mescal)

CATEGORIA CAMPIONI

  • Dolcenera – Ora o mai più (Universal)
  • Clementino- Quando sono lontano (Universal)
  • Patty Pravo – Cieli immensi (Carosello)
  • Valerio Scanu – Finalmente piove (Naty Love you)
  • Francesca Michielin – Nessun grado di separazione (Sony)
  • Alessio Bernabei -Noi siamo infinito (Warner)
  • Elio  e le storie tese – Vincere l’odio (Sony)
  • Neffa -Sogni e nostalgia (Sony)
  • Annalisa – Il diluvio universale (Warner)
  • Zero  assoluto – Di me e di te (Warner)

Nella conferenza stampa di questo pomeriggio, sono stati diramati anche i nomi degli otto componenti della giuria di esperti che venerdì e sabato  sarà  chiamata a votare, contribuendo per il 30% (insieme a televoto 40% e giuria demoscopica 30%) venerdì sera ad eliminare 4 canzoni (cinque andranno al ripescaggio una sarà salvata da un nuovo televoto) e sabato al risultato finale. Eccoli nel dettaglio:

  • Franz Di Cioccio, batterista e cantante, animatore e fondatore della Premiata Forneria Marconi, in gara al Festival di Sanremo 1988 nel supergruppo vocale Figli di Bubba (presidente)
  • Laura Valente, cantante, ex voce dei Matia Bazar, vedova di Mango
  • Fausto Brizzi, regista
  • Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti
  • Massimiliano Pani, cantautore e compositore, giurato allo Junior Eurovision Song Contest 2014
  • Valentina Correani, vj, conduttrice di The Voice of Italy e dello Eurovision Song Contest 2015, componente della commissione Rai selezionatrice dei brani di Campioni e Nuove Proposte
  • Paola Maugeri, giornalista e speaker radiofonica, attualmente a Virgin Radio
  • Federico L’Olandese Volante, voce storica della radiofonia italiana, ex RTL 102.5, attualmente a Radionorba
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Sanremo 2016, Cécile conferma: “Ho deciso io quali frasi tagliare”. Ecco il video

La polemica era scoppiata lunedì e ne avevamo riferito: “N.E.G.R.A”, il brano che la ventunenne Cécile Ngo Noug canterà oggi nella sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo è stato come tutti gli altri ridotto a 3 minuti, tagliando però un riferimento importante nel testo, che è contro ogni forma di discriminazione. Subito si era parlato di censura, ma lei poi ad un giornale on line aveva confermato il taglio dicendo però di essere stata lei stessa col suo staff a scegliere cosa tagliare. L’ufficio stampa si era affrettato a smentire che fossero quelle le frasi incriminate. Ma questo video qui sotto, che ci ha inviato la collega Nadia Macrì del sito Fratelli d’Arte da Sanremo (che ringraziamo) conferma invece che il taglio è proprio quello, con la cantante che ne spiega le motivazioni.

Cecile

Stasera intanto Cècile aprirà la seconda serata del Festival di Sanremo, sfidando Chiara Dello Iacovo e la sua “Introverso”: in palio un posto nella finale. L’altra sfida diretta metterà di fronte Irama con “Cosa resterà” e Ermal Meta con “Odio le favole”. Voto 50-50 fra televoto e sala stampa. Domani il primo turno si completa con Francesco Gabbani (“Amen”) contro Miele (“Mentre ti parlo”) e Micheal Leonardi (“Rinascerai”) contro Mahmood (“Dimentica”), con lo stesso meccanismo.

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“Mengonismo”, omologazione e stecche: Sanremo mette a nudo i nuovi talenti della musica

La serata sanremese di ieri è stata un successo: oltre 11 milioni di telespettatori, con buona pace di chi chiedeva il boicottaggio del Festival per la presenza di Elton John e ieri sera mostrava invece di stare seguendo, commentando in diretta i nastrini arcobaleno e derubricando tutto alla voce “previsto”, salvo poi stamattina tessere le lodi del conduttore sino a poche ore prima attaccato. Ma del resto, la coerenza non è mai stata una dote di noi italiani.

Arisa

Il Sanremo del Conti-bis supera l’esame.  Non che ci si attendesse qualcosa di diverso, ma storicamente, reggere l’impatto del secondo festival di fila non è mai stato semplice nemmeno per i re dell’ascolto. Meno bene, le canzoni. Ne abbiamo ascoltate solo metà, questo è vero ma per adesso sembra confermare l’assunto che molti fra noi cronisti andiamo dicendo da tempo e cioè che la “musica moderna” non esiste. L’assenza di originalità è tipica del Festival, ma la tendenza all’omologazione, soprattutto fra le voci più giovani, è parsa sin qui evidente. Il “Mengonismo” è morbo dilagante: Fragola e i Dear Jack hanno provato palesemente a ricalcare l’impronta delle melodie del cantante di Ronciglione senza però averne né le sfumature nel timbro ma neanche la vocalità: e se a Leiner Riflessi, sbattuto nel frullatore a 18 anni, con scarsissima esperienza live precedente, possono essere concesse delle attenuanti – benchè generiche – è imperdonabile invece che Lorenzo Fragola, al secondo Sanremo, dopo un disco e un tour di successo e diverse esibizioni live, mostri ancora questi evidenti limiti vocali. In un Festival normale, senza televoto e non drogato dalla presenza di editori che controllano anche una buona metà dell’etere radiofonico, sgomiterebbero entrambi per evitare l’ultimo posto e invece stasera, quando verrà diramata la prima classifica, il cantante catanese  sarà probabilmente ai piani alti e la band viterbese fuori dalla linea rossa.

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Sanremo 2016, via alla gara dei Giovani: petizione per averli nelle radio

I grandi sconfitti della scorsa edizione di Sanremo sono stati i Giovani, le Nuove Proposte, che stasera entrano ufficialmente in gara. I numeri di radioairplay sono stati impietosi, segnalando come il numero di passaggi delle canzoni delle otto novità del Festival siano stati nettamente inferiori a quelli dei Campioni. Network radiofonici concentrati sui Campioni e pochissimo spazio ai nomi emergenti. Per questo Audiocoop, il coordinamento delle etichette indipendenti, per mano di Giordano Sangiorgi, suo presidente e numero uno del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) lancia una petizione per chiedere che anche in Italia, come in Francia, venga imposta alle radio una quota minima di artisti nazionali, compresi gli emergenti. Ecco il testo:

MEI Audiocoop

“Un anno e mezzo fa la stessa proposta avanzata da AudioCoop sottoscritta da oltre 1000 artisti “Sanremo Giovani: i brani dei giovani non passano in radio, come denunciato da AudioCoop.” La Fimi porta avanti la stessa proposta avanzata da AudioCoop e chiede al Ministro Franceschini di introdurre le quote musicali in radio per i giovani emergenti. Anche il portale di musica Allmusic Italia lo scorso giugno ha lanciato un appello ai grandi network radiofonici, una petizione appoggiata anche dal MEI e dal Reset Festival di Torino che ha raccolto oltre 6.300 firme di giovani artisti, addetti ai lavori e fruitori di musica on line, petizione che proprio in questi giorni è stata indirizzata anche al Ministro Franceschini. Significherebbe introitare ogni anno in Italia 45 milioni di euro di diritti d’autore in piu’. AudioCoop, insieme al MEI, lancio’ un anno e mezzo fa, raccogliendo l’adesione di oltre 1000 artisti italiani, l’idea di inserire come in Francia le quote in radio e tv a favore della nuova musica italiana e degli esordienti insieme al sostegno di una promozione comune all’estero.

Un’esperienza altamente positiva quella francese che permette di contrastare la globalizzazione e di fare emergere ogni anno tantissimi artisti nuovi che riescono a farsi conoscere oltre le mura francesi grazie anche a questa legge. L’appello raccolse tantissimi consensi tanto che fu poi successivamente raccolto da ben 31 Senatori della Repubblica, primo firmatario il Senatore Stefano Collina, che ne fecero un emendamento per una proposta di Legge del Governo e portato all’attenzione del Parlamento. All Music Italia, ha poi raccolto successivamente oltre 6.300 firme di giovani artisti, addetti ai lavori, fruitori di musica e nomi della musica italiana come i Nomadi, i Tazenda, Ivana Spagna e Silvia Salemi tra i tanti, tutte raccolti on line, a favore di tale proposta per i giovani emergenti e la stessa AudioCoop, nel monitorare i passaggi radio dei giovani finalisti di Sanremo 2016, ha segnalato come questi in effetti fatichino a passare nei grandi network radiofonici nazionali e serva ancora con maggiore urgenza una Legge in tal senso. Un tema caldo da sempre portato avanti dagli artisti indipendenti ed emergenti, tra i firmatari Piero Peluù, Eugenio Finardi, Critina Donà, Paolo Belli, Piotta, Pierpaolo Capovilla de Il Teatro degli Orrori , Paolo Fresu, Dodi Battaglia dei Pooh, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Alberto Fortis, Omar Pedrini, Riccardo Tesi e tantissimi altri artisti di ogni area musicale, dal pop alla classica, dall’alternative al jazz, dal folk al rap, che anno ben capito quanto le quote favoriscano lo sviluppo dell’innovazione e della ricerca del nostro paese.  Ora arriva anche l’adesione della FIMI, la Federazione dell’Industria Musicale Italiana che ha diramato da alcuni giorni un comunicato. Da qualche tempo ormai la Rai permette che i brani delle Nuove Proposte possano essere trasmessi in radio già prima del festival. Peccato che non li trasmetta nessuno! Il Ministro Franceschini introduca delle quote obbligatorie di trasmissione sulle radio per opere italiane prime e seconde”. È’ l’appello rivolto al ministro per i Beni e le Attività Culturali dalla Fimi per contrastare la totale assenza dei nuovi talenti, non solo sanremesi, nella rotazione radiofonica”. Di qui l’appello al ministro: “Pensiamo che il ministro Dario Franceschini, che tanto sta facendo per la cultura, debba mettere in cantiere anche ‘quote radiofoniche’ obbligatorie per le opere prime e seconde così come avviene per il cinema. Nel recente provvedimento sul cinema addirittura sono previste sanzioni per i broadcaster che non programmano film italiani. Il nostro però non è un invito ad avere quote generiche di musica italiana, la musica italiana è oltre il 60 % del mercato, ma piuttosto la richiesta di un vero sostegno per i giovani perché oggi mancano completamente gli spazi per i nuovi talenti, siano essi prodotti da major o indipendenti e tale situazione non è più tollerabile” Ricordiamo che le quote in radio e tv come in Francia sono state richieste da oltre un anno e mezzo dal MEI eda AudioCoop con il sostegno di oltre 1000 firme di artisti a favore del made in Italy e dei giovani esordienti, un appello che ha raccolto anche un emendamento proposto da 31 senatori con in testa come primo firmatario il Senatore Stefano Collina. Ci auguriamo che tale proposta oramai vista positivamente tutti possa trovare un giusto coronamento, visto il postivo interesse del Ministro Franceschini verso la musica , avendo lui stesso siglato un accordo per l’equo compenso che ha portato più risorse al settore musicale così come una quota del 10% sulla copia privata tutta dedicata ai giovani, oltre ad altri positivi interventi come il tax credit per le opere prime e a favore del jazz, visto che tra le altre cose, tali quote di Nuova Musica Italiana in Radio e Tv come in Francia al 40% con il 20%riservato ai giovani esordienti durante il palinsesto giornaliero: significherebbe oltre a una maggiore diffusione dei giovani emergenti e degli indipendenti, un introito di 45 milioni di euro in più di diritti ogni anno che arriverebbero nelle tasche di tutte le piccole produzioni indipendenti ed emergenti e dei loro artisti, come da indagine effettuata dai giornalisti (meritori) Fabrizio Galassi e Pasquale Rinaldis Una iniziativa che va supportata, che limita lo strapotere delle major di fare come gli pare nei grandi network radio e tv e cambiare radicalmente il panorama delle risorse per la nuova musica del nostro paese e sostenere l’innovazione. Significa avere nel 2016 se andasse in porto un’altra Top Ten!”