Musica svizzera: 15 cantanti e canzoni che devi conoscere

Monte Bre Ceresio Lugano Svizzera

Quando pensiamo alla Svizzera generalmente pensiamo alle montagne, alle mucche, al latte, tutti elementi che di questo Paese sono simboli e per certi versi anche stereotipi. Ma questa terra poliglotta e multiculturale, in cui la democrazia regna sovrana, ha la musica nel suo DNA avendo tra l’altro dato vita al più importante evento musicale al mondo: l’Eurovision Song Contest. Per questo vi proponiamo 15 artisti e altrettanti canzoni che secondo noi meritano di essere ascoltati.

1. Kura K – Tra Milano e il Mare

Partiamo con il brano MX3 Tutti per 1 del mese di agosto 2026, un brano freschissimo nato da un progetto musicale altrettanto fresco. Kura K è il nome d’arte di Gabriel Broggini, e se il nome vi suona familiare è perché avrete sicuramente sentito parlare di lui all’Eurovision 2012, insieme a suo fratello Ivan, in un progetto – ancora esistente – dal nome Sinplus (a Baku erano in gara con “Unbreakable”).

“Tra Milano e il mare non ci sono luoghi fisici, ma stati d’animo: irrequietezza e tensione fra ciò che siamo e ciò che il mondo ci chiede di diventare”, scrive la RSI per raccontare il brano, che rappresenta il debutto da solista per Kura K, frutto della necessità da parte dell’artista di fermarsi e ritrovare se stesso.

2. Kings Elliot – Born Blue (The Song)

Forse di questa lista è la proposta più forte dal punto di vista emotivo, oltre a essere fortemente personale per l’artista di Altendorf che da anni vive a Londra. Le cronache locali raccontano che questo brano fosse in realtà destinato all’Eurovision 2026 per rappresentare la Svizzera, la storia ci dice che le cose sono andate diversamente, ma la certezza è che “Born Blue (The Song)” è un brano di cui avevamo bisogno.

Perché chiunque abbia lottato con la salute mentale o abbia affrontato dei momenti duri ha bisogno di ripetersi che, come dice Kings Elliot nel ritornello, “Forse sono abbastanza”. Ed ecco che questo brano diventa la carezza o l’abbraccio che serviva e che fa bene, anche se ascoltandolo le lacrime arrivano.

3. Ele A – Atlantide

Su Ele A non c’è molto da dire: basti pensare che Rolling Stone ha scritto di lei con l’emblematico titolo “La migliore rapper d’Italia è svizzera”. E se della giovane rapper di Sorengo – che chi vi scrive conosce dai tempi di “Uno9999” e di “Dafalgan” – abbiamo ascoltato più volte in radio brani come “091”, “X Te”, “Ombre di città”, “KO” o “Oki”, è bene anche scoprire il suo lato più intimo che viene dall’EP “Pixel”.

Non è un singolo “Atlantide”, ma è quel brano grazie a cui possiamo ascoltare una Ele A più introspettiva e fragile, che con pianoforte, archi e autotune tocca certe corde in grado di scatenare l’emozione più forte.

4. Marie Jay – oups

Dal palco del Montreux Jazz Festival – e dalle radio sempre grazie a MX3 – scopriamo la frizzantezza di Marie Jay, giovane artista originaria di Vaud che con il suo pop freschissimo sta conquistando la Svizzera e il mondo della musica francofona. Il brano che vi proponiamo, “oups”, è anche il primo singolo di cui questa giovane e promettente artista ha realizzato un videoclip ufficiale. Per chi vi scrive, accanito ascoltatore di RSI Rete Tre, è stato colpo di fulmine al primo ascolto.

5. Anna Rossinelli – Heat

Anna Rossinelli non è una giovane artista in rampa di lancio: è un nome solidissimo della musica elvetica. Qui ne abbiamo parlato spesso. Nota anche al pubblico internazionale grazie alla sua partecipazione all’Eurovision 2011, la sua musica si è evoluta e ha raggiunto una dimensione sempre più internazionale.

“Heat”, per esempio, è quel brano che ascoltandolo rimane impresso come un pop ben realizzato ed estremamente orecchiabile. È quel pop internazionale che potrebbe tranquillamente passare in radio e non sfigurare al cospetto di produzioni britanniche, canadesi, svedesi o statunitensi. E se in radio non passa ci pensiamo noi ad ascoltarlo inserendolo nella nostra playlist.

6. Zoë Më – Jamais été (cool)

Di Zoë Më abbiamo parlato più volte sulle pagine del nostro sito, sia in occasione della sua partecipazione all’Eurovision 2025 a Basilea – sua città natale – con “Voyage” sia nella nostra intervista realizzata in occasione della pubblicazione del suo EP “Loup garou”.

“Jamais été (cool)” è l’ultimo effervescente singolo che ben rispecchia la sua autrice e interprete. Interamente in francese, a differenza di altri brani di Zoë Më che uniscono la lingua romanda allo svizzero tedesco, è una rappresentazione ironica e allo stesso tempo autobiografica di un’artista tutta da scoprire e che, con la sua musica, ha il potere di incantare.

7. Veronica Fusaro – Slot Machine

Su Veronica Fusaro abbiamo detto tanto, ne abbiamo parlato a più riprese sia quest’anno – vista la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest a Vienna con “Alice” – sia in passato dipingendola come una delle principali esponenti del rock e del pop made in Switzerland. E per noi era impossibile non menzionare l’artista di Thun che per metà è italiana – suo papà è di Acri e lei non ha mai rinnegato le sue origini – anche in questa occasione.

“Slot Machine” è il brano che, per chi vi scrive, ha fatto inserire stabilmente Veronica Fusaro in playlist – pur conoscendola già dal 2019 – grazie anche alla martellante ma efficace promozione realizzata sui social. In radio questa canzone è andata fortissima, non è difficile intuire il perché, e se non fosse stata pubblicata nel 2024 forse sarebbe stata perfetta per l’Eurovision. Ma non importa la gara, l’importante è ascoltare tanta buona musica.

8. The Vad Vuc – Nemvìa

Un po’ di sano folk ticinese non fa mai male, soprattutto se non è solo musica ben fatta ma nasconde anche critica sociale. Estratto dall’ultimo album dei The Vad Vuc, “Nemvìa” (in dialetto ticinese significa “andiamo via”) è forse uno dei brani che meglio rappresentano la maturità per questa band che era già abbondantemente matura. L’hanno raccontato anche Cerno e Mago il 30 maggio a Local Heroes su RSI Rete Tre, condotto eccezionalmente da Alessio Arigoni aka DJ Sterky, in cui hanno presentato il loro ultimo album “Il fondo del barile”.

9. Elias Bertini – Big Bang

Rimaniamo nel Canton Ticino per ascoltare il glam rock di uno dei più interessanti artisti della scena musicale svizzera. Elias Bertini il palcoscenico lo conosce bene, è uno di quegli artisti – insieme per esempio ad Andrea Bignasca, a Julie Meletta e a tanti altri nomi della scena ticinese – che fanno musica da molti anni e per questo si sono fatti conoscere dal pubblico, ma nonostante tutto non smette mai di stupirci. Non a caso “Big Bang” al primo ascolto può ricordare vagamente i Muse.

L’artista di Locarno ha avuto modo di raccontare meglio questo suo ultimo singolo al microfono di Music Club, condotto da Roxy sulle frequenze di Radio Ticino.

10. Red Echo – Painkiller

Il fatto che il Grigioni non sia soltanto una parentesi lo dimostrano progetti musicali come le Ladunna – di cui avevamo già parlato qui – o anche le Red Echo, che con il loro rock marcato e anche positivamente sfacciato usano la musica come antidolorifico nella loro “Painkiller”, brano che grazie a MX3 ha avuto la massima diffusione nelle radio pubbliche della Confederazione.

11. Fenice – Hollywood Hills

Definire Fenice, nome d’arte di Giulia Bevilacqua, è estremamente difficile. Parliamo di un’artista, cantautrice, con formazione di canto lirico, cresciuta tra il Ticino e Milano, che però nella sua musica sa unire testi taglienti, melodie che uniscono urban e pop oltre a una padronanza della scena – come dimostrato al Montreux Jazz Festival – fuori dal comune.

Bonus: Fenice – Backdoor

Era così difficile descrivere Fenice con un solo brano che oltre a “Hollywood Hills”, suo singolo più immediato, ne consigliamo anche un altro, “Backdoor”, che a differenza del precedente è più intimo e introspettivo

12. ALMA Acoustic – Arturo

Quello che vi presentiamo è probabilmente il brano più geniale dell’intera playlist. Gli ALMA Acoustic raccontano il mondo visto dagli occhi di un gatto, “Arturo”, che vede ciò che gli umani non possono – o non vogliono – vedere. La band pop/rock luganese, con questo brano delizioso dimostra che si può fare cantautorato anche fuori dalla penisola italiana e il risultato può essere in ogni caso eccellente.

13. Hidden Hands – Sunset Love

Quando parliamo di Hidden Hands parliamo di uno dei migliori collettivi dance non soltanto nel Ticino, ma nell’intera Confederazione. Non è un caso se “Sunset Love” sta già suonando nei dancefloor non solo in Svizzera ma ben oltre i confini nazionali.

Bonus: Hidden Hands feat. Glue Valley – Missin’u

Se a Hidden Hands aggiungiamo la collaborazione di un altro fenomenale collettivo originario dalla Valcolla, parliamo naturalmente di Glue Valley – i due collettivi in realtà collaborano stabilmente –, il risultato è garantito ed ecco “Missin’u”

14. Re-Count – It Doesn’t Seem – TwoZeroTwoFive

Per questo brano bisogna tornare indietro nel tempo nientepopodimeno che di 30 anni. Eh sì, perché il progetto Re-Count – alter ego del musicista e produttore ticinese Omar Enrico Bernasconi, attivo dal 1995 – è sempre rimasto fedele allo stile che unisce elettronica, rock, ambient e sperimentazione. “It Doesn’t Seem”, qui proposta in versione TwoZeroTwoFive (ovvero 2025), inizialmente era cantata da Michela Domenici e non è un’operazione nostalgia ma la chiusura di un cerchio durato 30 anni.

15. Sogni Estivi Infranti Permanenti – Sirene

La chiusura perfetta non poteva che essere con il progetto più misterioso – si fa per dire – ma allo stesso tempo affascinante. Perché i Sogni Estivi Infranti Permanenti, al secolo Simone Romeo e Federico Sicilia, insieme a Rachel Dauchy che per questo brano ha curato sia la scrittura che l’interpretazione, sanno unire sonorità ispirate agli ultimi decenni del Novecento con un tocco ironico, malinconico e nostalgico, cantando della precarietà esistenziale e della nostalgia dell’irrealizzato.

Avevamo già parlato di loro la scorsa estate, presentando il loro precedente singolo “Blu Tramonto” interpretato dalla voce di Alice Petronici. Tuttavia “Sirene” è qualcosa di diverso. Estratto dall’album “Esistenzialismo Peridepressivo” e lato B del singolo “Stanotte è già settembre”, questo brano riesce a essere tremendamente malinconico ma a far cantare, come se svuotasse la mente dai cattivi pensieri. È un brano che conquista e che va vissuto dalla prima all’ultima nota.

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