Sanremo 2017, si parte: contro gli inutili polemisti, vincerà la musica

Pronti, via. Alle 20.30 si alza il sipario sull’edizione 2017 del Festival di Sanremo. E a giudicare da come stanno andando le cose, promette già bene. Nel senso che ancora non è partito e già c’è molto di cui parlare. Perché Sanremo è Sanremo, naturalmente ed infilarlo dentro a qualche polemica inutile (e dannosa) fa sempre bene.

Ci sarebbe da dire – per esempio – dell’infinita tristezza di chi valuta il cast di Sanremo e degli ospiti parametrandolo non alle scelte artistiche ma a criteri improbabili, come l’orientamento sessuale e le posizioni sull’adozione dei figli. Come se davvero, per comporre il cartellone di una manifestazione di questo spessore si pensasse a queste cose e non invece a lavorare ‘di bilancino’ per soddisfare le esigenze dell’unica vera lobby, quella delle etichette discografiche. Ma per loro no, la costruzione del ‘mostro’ deve proseguire e Sanremo non deve fare eccezione.

Oppure ci sarebbe da dire sull’altrettanto triste, disinformata e disinformante polemica ‘gentista’ sui compensi, montata da coloro che neanche sanno che Sanremo si finanzia da solo, con la pubblicità e che se la Rai fa cinque serate e non per esempio due o tre è perché incassa, dalla convenzione e dagli spot, senza sborsare un euro.

E dire che invece si dovrebbe parlare solo di musica. Delle canzoni e di chi dovrà giudicarle. La presenza di un grande come Giorgio Moroder nel ruolo di presidente di giuria potrebbe far passare in secondo piano quella della ‘non esperta’ Greta Menchi, ma in fondo il suo inserimento fra gli otto che contribuiranno a decidere il vincitore, al fianco di gente che invece di musica e spettacolo ne mastica veramente o che comunque un talento ha dimostrato di averlo è un po’ il segno della deriva verso la quale si sta andando: Moroder dovrebbe offendersi per la scelta della direzione artistica che ha messo sullo stesso piano due Oscar e quarant’anni di musica con una che non ha alcun merito se non quello di far parte di una scuderia potente e avere un milioni di follower su youtube. Ma il Maestro, giustamente, è superiore.

In fondo, come detto, questa è la deriva. Quella che consente ad artisti con risultati di vendita miserrimi e nessun album in uscita di essere presenti fra i Campioni al fianco di Campioni veri; quella che per una strana logica mette i primi quattro classificati dello stesso talent show in due categorie diverse, costringendo due di loro a tentare la fortuna alle selezioni dei Giovani, col rischio – che per uno si è concretizzato – di lasciarci le penne. Ma tant’è.

Sanremo è Sanremo, che si parli dunque di musica. Sarà un festival all’insegna dei talent show. Non solo perché Maria De Filippi è la regina di uno dei maggiori di questi, ma anche perché la pattuglia dei reduci è lunga:  Alessio Bernabei, Sergio Sylvestre, Elodie e Lele da Amici; Michele Bravi e Giusy Ferreri da X Factor; Alice Paba, Tommaso Pini e Francesco Guasti da The Voice. Sylvestre ed Elodie sono primi e secondi dell’ultima edizione, quella dove Lele arrivò quarto e La Rua (usciti in finale alle selezioni, saranno la sigla della rassegna) terzi.

Derby e record. Fra i giovani andrà in scena un inedito derby cesenate fra Marianne Mirage (unico cavallo della Sugar e favorita per la vittoria) e Braschi, ma anche l’Umbria schiera per la prima volta nella storia del Festival due cantanti: Michele Bravi da Città di Castello fra i Campioni e Valeria Farinacci da Terni fra i Giovani. Sarà però un festival Roma centrico: ben XX artisti vengono infatti dalla capitale o dalla provincia di Roma (Elodie, Giulia Luzi, Fiorella Mannoia, Fabrizio Moro, Paola Turci, Michele Zarrillo più Alice Paba che è nata a Tolfa). A questi si aggiunge il viterbese Alessio Bernabei (di Tarquinia) per una rassegna made in Lazio. Subito dopo, la regione più rappresentata è la Toscana (Francesco Gabbani, Marco Masini, Tommaso Pini, Francesco Guasti).

Celebrazioni e  trofei. Sei i debutti assoluti (Elodie, Sergio Sylvestre, Alice Paba, Raige, Giulia Luzi, Lodovica Comello), due i debutti fra i Campioni (Ermal Meta e Francesco Gabbani), uno il debutto da solista (Samuel). Sono allineati al via quattro vincitori di Sanremo: Al Bano (1984), Francesco Gabbani (Giovani 2016), Fabrizio Moro (Giovani 2007), Michele Zarrillo (Giovani 1987). Prosegue anche la volontà di celebrare grandi anniversari: quest’anno ricordo per i  50 anni dalla tragica morte di Luigi Tenco, ma sul palco ci saranno anche Al Bano che celebra il mezzo secolo di carriera, Ricky Martin che ne fa 30, tanti quanti gli anni dalla vittoria di Zarrillo fra i Giovani. C’è grande attesa anche in chiave europea, visto che chi vince rappresenterà l’Italia allo Eurovision Song Contest 2017 a Kiev nel mese di Maggio. E allora, pronti, allacciate le cinture. Noi, come sempre, vi accompagneremo in diretta e per tutta la settimana, Euromusica sarà esclusivamente dedicato a Sanremo.

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