X Factor 14 al via con le auditions: il resoconto della prima puntata

Un grande tavolo a X per permettere il distanziamento introduce la nuova edizione di X Factor. Niente pubblico e questo esalterà la bravura ma anche eventuali storture. Al timone Alessandro Cattelan, giudici Emma Marrone e Hell Raton, al debutto, coi ritorni di Mika e Manuel Agnelli.

I primi sono i Blue Wit con “Bad Guy” di Bille Eilish. Sono sempre un po’ scettico quando alle audizioni si porta qualcosa di troppo giovane, ma loro sono indubbiamente bravi: suonano molto bene. Grossi problemi con il suono, la band se ne accorge ma recupera bene. Tutti si per loro.

Ale (Alessandra Ciccariello) ha 16 anni e canta il suo inedito LV dopo aver litigato con la madre. Molto interessante e il pezzo funziona parecchio. Mika gli fa notare le carenze vocali: ci sono ma cavolo, ha 16 anni! I Trillici e Don’t try suicide dei Queen. Non mi sembrano nulla particolarmente interessante, nè originale. Passano con 4 si.

Alle (Alessandra Ercoli) da Ascoli Piceno canta “Baby” di Madame su una base latina fatta da lei stessa. Non ci siamo. Giudici molto divisi. Niente da fare per lei. Sara Sgarabottolo canta Rocky Raccoon dei beatles voce e chitarra: per avere 17 anni, buonissima personalità: “Vedere una ragazza di 17 anni che ama i Beatles e che non va dietro alle mode è la salvezza dell’arte”, dice Emma e io sono d’accordo. Solo Agnelli dice no perchè la ritiene non pronta, quindi passa.

Blue Phelix e la sua South Dakota. Ha un timbro particolare come lui, che si presenta con orecchini a cerchio femminili e di solito indossa abiti da ragazza. Non so dire se mi piace davvero, ma la voce è veramente coinvolgente. Twemsis, tre sorelle livornesi di origine marocchina, cantano Loco Contigo di J Balvin. Tremende.

Casa di Lego con A case of you di Joni Mitchell  fa commuovere Manuel Agnelli: in effetti ha una grande voce, per avere soltanto 17 anni anche lei e regge il confronto con un mostro sacro della musica anglosassone. Avanti.  I fiorentini Manitoba con la loro Si ritorna a casa: sono la cosa migliore della serata, lei ha una voce graffiata interessantissima ed il pezzo funziona già in acustico, quindi con un arrangiamento professionale è potenzialmente una hit.

Disarmo canta la sua Pillole in 2D. A me non entusiasma. Passa con il no di Mika. Molto forte, anzi, fortissimo Bang, il rapper in napoletano su una storia vera di un padre ucciso dalla camorra del casertano J-One. Gli Wime con Bu. Sono molto confuso. Passano con 4 si.

Passano anche Dana e Romeo Taddei che cantano Poder sonreir, della sorella Rossana, i rapper Kaima che riscrive – meglio –Non avere paura di Tommaso Paradiso,  Will che riscrive “Somebody to love” di Lewis Capaldi facendola diventare Estate, senza che perda nulla e Merio (ex della band di Frah Quintale) con Miss U, dedicato alla madre scomparsa. Avanti il trapper Huma con Sorry Mamy: questo genere a me non piace, ma gli riconosco che è un testo fortissimo, nel quale chiede scusa per i suoi errori e l’altra trapper Mydrama, con un mashup di tha Supreme e Mara Sattei: molto bello il suo timbro vocale, in questa versione acustica.

Aphrodite riscrive Cara Italia di Ghali. Inascoltabile, fuori. Come lei Giada Varaschin con “Don’t turn my parade” di Barbra Streisand, Cali che porta “trap-rock anche un po pop”, Alex Chen, Honey Hyme che portano ad X Factor il J Pop con I wanna have it all, Enrico Calò con 1984 di Salmo, Antonio Calanna con Highway to hell degli AC/DC, Mattia Pedretti con I have nothing di Withney Houston.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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