Il ritorno del lato glamour: l’Eurovision 2021 raccontato dagli outfits dei video ufficiali

Diciamoci la verità: ci era mancato. Magari non tanto da piangere sconsolati come Vasil della Macedonia del Nord, ma è innegabile che nella nostra vita ci sia bisogno di quella spensieratezza trash che solo l’Eurovision Song Contest (che io mi ostino a chiamare Eurofestival come gli ottantenni) sa darci. Giuro che avrei pagato pur di vedere Diodato scatenare ondeggiamenti di bandierine tricolori tra il pubblico di Rotterdam. Pur di ascoltare mezza Europa  cantare “FAI RUMOOOOREEE QUIII”  in un campionario di accenti imperfetti, invece di accontentarmi di ascoltarne l’eco in un’ Arena di Verona desolatamente vuota.

Manizha (Russia)

Piú che altro mi sarebbe piaciuto per ciò che quel brano significa. “Fai rumore” è diventato, suo malgrado,  il simbolo dell’ultimo momento della nostra vita in cui sull’industria dello spettacolo non alitava il mostro dell’attualità. Facevamo rumore, e non solo dai balconi. Eravamo frivoli, felici. E ancora non lo sapevamo. É andata com’è andata. A questo punto è inutile guardarsi indietro. Archiviamo il 2020 come un brutto ricordo e aggrappiamoci, piuttosto, alla speranza. O, almeno,  a quel poco che ne serve per ripartire.

E ripartiamo anche da qui, allora. Da “San Marino che ci odia” (lo dicono gli altri eh, non noi, sia chiaro). Dai Paesi Scandinavi che si coalizzano. Dalla celebrazione della diversitá in tutte le sue forme. Dal particolare impegno della Spagna ad arrivare ultima. Dai twelve poiiiiints! Insomma, dall’ESC.  E con lui, dai look improponibili di chi vi partecipa.

Lungi dal dimenticare le buone, vecchie usanze, il team di Euromusica mi ha chiesto ancora una volta di onorare la competizione mettendo ai voti gli outfit indossati dai concorrenti nei videoclip delle canzoni in gara. E, siccome non mi dispiace maltrattare di quando in quando il mio senso estetico, ancora una volta ho accettato.

Lo so, lo so. Le mise dei video musicali sono quasi sempre funzionali allo storytelling. É, peró, altrettanto innegabile che l’estetica in essi proposta tenda a venire, in certo modo, ricreata sul palco. Purtroppo o per fortuna, le Sacre Leggi della Coerenza e del Marketing sono ancora un caposaldo dello show-biz. Ecco allora che quest’esercizio di (estasiata?) contemplazione ci permette di prevedere con un certo grado di attendibilità come saranno conciati gli artisti alla Ahoy.  Magari riusciremo persino a indovinare a quale Forza della Natura ricorreranno per gli effetti speciali (fuoco, vento o nebbia?) … cosa che si rivelerà piuttosto utile se intendete partecipare al FantaEurovision, il gioco virale del momento.

In linea generale, gli outfit rispondono ai trend visti alle sfilate, solo che spesso li portano agli estremi o li abbinano senza nessun criterio. E in fondo basterebbe questo per far scattare un campanello d’allarme. Perchè, se l’estetica dell’Eurofestival è di per sè rimasta ferma agli anni ‘80, immaginate cosa potrebbe accadere ora che gli anni ‘80 sono tornati di moda! Se già prima la Kermesse era un (sigh) tripudio di glitter e paillette, pensate cosa sarà quest’anno, quando i glitter e le paillette ce li propinano persino sui bikini!

Vasil (Macedonia del Nord)

Rassegnamoci quindi a un potpourri di luccichii e opulenza, con makeup di cromatismi accesi, e focus sulle spalle. Ma anche al ritorno delle zeppe anni 90, ai power suit abbinati alle sneakers, ad una profusione di tulle e volant (qualcosa di bello doveva pur esserci!). Se un dato appare evidente nei video di quest’anno è che – col beneplacito di Lady Gaga – guanti e hairdressing stanno vivendo il loro momento d’oro. Le ragazze si mettono in testa letteralmente tutto ciò che trovano. Corone. Foulard. Forcine. Catene. Parrucche. Coccodrilli. Il biglietto dell’autobus. La borsa della spesa. T-U-T-T-O. E quando non trovano niente con cui abbellire la cofana, vanno di trecce, treccine e cornrows (a proposito, le influenze afro sono piacevolmente abbondanti, in questa edizione).

Rassegnamoci, infine, a vederetanto fucsia. Sí, sí, fucsia. L’Eurovision Song Contest non è mai stato sobrio, ma vi anticipo che quest’anno sembra il kit di Barbie Superstar.

In tutto questo delirio, il titolo di meglio vestita se l’aggiudica senza troppe difficoltà la cantante degli Hooverphonic (Belgio), con Francia ed Albania a spartirsi un secondo ex aequo a svariati milioni di miglia di distanza dalla sua impeccabile raffinatezza.

Per gli uomini la decisione è più complicata, dato che sono almeno in tre a vestirsi uguali. Celebriamo con il lacrimevole Vasil, il polacco e lo svizzero l’innegabile ritorno della dolcevita, e invochiamo con la maggior parte degli altri la fine di un tamarrismo che sembra sempre più duro a morire.

La lotta per i peggio vestiti è, al solito, la piú agguerrita. É veramente, veramente difficile scegliere tra i calzini coi tacchi della moldava, il camicione patchwork della russa, i pigiami degli islandesi, il cappotto di piume con tanto di fascetta dorata dell’angelo norvegese, il “tubicino per respirare” dell’ucraina o il look da camionista daltonico della Danimarca.

Morale: se i videoclip possono dirsi un indizio accurato del panorama che ci aspetta sul palco di Rotterdam (e io credo di si), a Rotterdam ne vedremo delle belle. E meno male! Perchè, dai… quanto è piacevole tornare a preoccuparci solo dei vestiti?!

A seguire, ecco le pagelle dei look.

Donne

ISRAELE: Eden Alene, Set Me Free. Voto: 6+

Crop top, trasparenze, balze, strizzate d’occhio agli anni ‘90 e immancabili sbarluccichii eurofestivaliani. É esagerata, ma a suo modo stylish. Per quanto personalmente la sua mise non mi piaccia, devo riconoscere che è abbastanza in linea con i trend del momento, che porta agli estremi in una cofana trecciolinosa da fare invidia alle mantillas della Settimana Santa spagnola… e nei maxi orecchini rubati all’orologio a pendolo del nonno. Apprezziamo il risvolto pratico della canzone, che nei gridolini finali può essere utilizzata anche per richiamare i cani.

CROAZIA: Albina, Tick Tock. Voto: 6

Albina è tutte noi durante la pandemia: passa dal mettersi le prime cose che trova nell’armadio, assemblate totalmente a caso (felpone oversize, gilet, stivali con la zeppa e minigonna scozzese) a vestirsi come una Diva di Hollywood non appena può uscire di casa. Nell’ultima parte del video osserviamo, infine, un perfetto look da smartworking: completo formale abbinato alle scarpe da ginnastica. Perchè va bene fare la donna in carriera su Zoom, ma non dimentichiamo la comodità.

GRECIA – STEFANIA, Last Dance. Voto: 5+

Ecco a voi la clone greca di Annalisa in un riuscito spot delle sneakers. Per lei, look di ispirazione ‘90s con i “mom trousers” a vita alta che s’è dimenticata di stirare, abbinati a crop top e giacca oversize. Segue i trend, ma non convince del tutto.

AZERBAIGIAN  – EFENDI, Mata Hari. Voto: 7

 Coda alta, completo nero con short e cut-out: consigliamo vivamente il look di Efendi per una qualsiasi serata in discoteca (quando si potrà tornare a ballare)

MALTA – DESTINY, Je Me Casse. Voto: 4

 Mi dichiaro totalmente a favore dei messaggi di women empowerment e femminismo che questa canzone intende veicolare. Lungi da me rovinare tutto facendo la tipica donna che critica un’altra donna. Perchè, davvero, lei mi sta simpatica a pelle. La vorrei come amica con cui andare a sbronzarmi al bar. Però, ragazzi, qui mi si chiede di dare un giudizio ai look. E davvero non posso far finta di non vedere quelle orride spalline sbrilluccicose. Abbiamo detto che vanno di moda gli anni ‘80, ma non mi sembra una ragione valida per travestirsi da domatrice di leoni. Se è per quello abbiamo anche detto che è il momento dell’hairdressing, ma non serviva riciclare la coroncina che indossavi da piccola per vestirti da principessa a Carnevale. Vogliamo parlare, poi, dell’abito con il maxi-fiocco su una spallina? Io i fiocchi li adoro, ma questo sembra un cuscino tirato fuori dalla pillow challenge che andava di moda nel primo lockdown!

BULGARIA – VICTORIA, Growing Up Is Getting Old. Voto: 6-

Look d’altri tempi in linea con le ambientazioni vintage del video. É tutta colletti inamidati, camice e vestitini floreali. Fa un po’ zia perfettina che ti cucina le torte la Domenica, ma a modo suo ci sta. Ad ogni modo: qualcuno saprebbe spiegarmi perché diavolo mi sembra che somiglino tutte ad Annalisa?

LETTONIA – SAMANTA TINA, The Moon Is Rising. Voto: 4

Nel look con turbante e cappotto mi sembra un mix tra Crudelia DeMon e la strega di Biancaneve. Le camicia del primo outfit, invece, mi piace (datemi maniche importanti e vi solleverò il mondo!): peccato solo che si sia dimenticata a casa i pantaloni. L’ultima giacchina è un no assoluto, sembra la parte di sopra di un pigiama in raso da Signora Bene. In definitiva: the queen of the dance starà pure coming, ma the queen of fashion è rimasta a casa a dormire.

RUSSIA – MANIZHA, Russian Woman. Voto: 3

 Non appena è apparsa sullo schermo, m’è partita nella testa la vocina di Enzo Miccio che urla “ma come ti veeeeesti?”. Nel video dell’esibizione la vediamo con un’acconciatura complicatissima fatta di mollette e turbante a tinte forti, abbinati ad un’indefinibile casacca patchwork che immagino voglia ricordare i costumi tipici russi. Quando finalmente se la toglie, rimane vestita come uno dei personaggi della Casa di Carta. O come un carcerato, fate voi. Io boh.

UCRAINA – GO_A SHUM. Voto: 5

Scusate, ma che cosa accidenti ha l’ucraina sulla faccia?!? Sembra uno di quei tubicini che ti mettono in ospedale per respirare meglio. In merito al decorare la gonna sulle graffette, posso solo dire che é un’ottima idea per quando siete annoiate in ufficio.

CIPRO – ELENA TSAGRINOU, El Diablo. Voto: 5

M’è presa un po’ di nostalgia dei bei tempi in cui Cipro portava dei figaccioni all’Eurofestival, ma non fatico a immaginare che il pubblico maschile apprezzi il cambio. Elena, comunque, non ha dato solo il cuore al diablo…gli ha dato pure il guardaroba! Nel suo video è un po’ tutto too much. Too much brillantini, too much frange argentate. E Too much pure il fatto che i brillantini siano sovrapposti ad una maglia nera, come quelle che vendono a 5 euro nei peggiori Bazar cinesi.

SAN MARINO – SENHIT, Adrenalina. Voto:  5,5

Il filo conduttore tra i mille outfit della tipa nel videoclip è l’accostamento tra finta pelle e tulle, con silhouette anni ‘80 che si caratterizzano per un chiaro focus sulle spalle. Alcuni di questi outfit funzionano, altri no.
Per esempio funziona, soprattutto a livello scenico, la maxi gonna in tulle arancione abbinata al top con le spalline imbottite: un look che ultimamente s’è visto molto sia nella moda flamenca che in quella civile. Magari per uscire non io non lo completerei con le calze viola, le scarpe gialle e i guanti blu, ma rende da Dio nel videoclip, che non a caso in certi aspetti sembra quasi un bizzarro fashion film. Non funziona, invece, la tuta in pelle con un’esagerazione di balze in tulle sulle maniche (trashissima), e neppure il look che ha assemblato avvolgendosi nel tappeto di casa. Il makeup sì che è da 10 e lode, coloratissimo e perfettamente in linea con le tendenze del periodo.

SERBIA – HURRICANE, Loco Loco. Voto: 5

Nel videoclip, queste wannabe Destiny’s Child balcaniche sfoggiano talmente tanti look che commentarli tutti sarebbe impossibile. Quindi vi faccio un riassunto: il trionfo del tamarro. Perle, paillette, stampe animalier, taccazzi da club notturnoun eccesso dopo l’altro, in un quadro in cui l’unico assente è lo Stile. Mi azzarderei a dire che l’unico dettaglio “sì” è il reggiseno in vista sotto la giacca: Non perchè piaccia a me, ma perchè le passerelle così hanno decretato.

MOLDAVIA – NATALIA GORDIENKO, Sugar. Voto: 3

Credevo che quella specie di body plasticato con intarsi di pizzetti e perline fosse già il peggio del peggio…  poi ho visto i calzini indossati sotto alle scarpe con la zeppa. Aiuto.

AUSTRALIA – MONTAIGNE, Technicolour. Voto: 6,5

 La duplice essenza di ogni donna si incarna nei due outfit indossati dall’australiana nel video. Il primo è super comfy, con maglietta, pajama pants e sneakers; Il secondo è tutto balze, maniche esagerate e bretelle in pelle. E chiunque sia a conoscenza della mia smodata passione per i volant non faticherà ad immaginare che mi piaccia un bel po’. Peccato solo per gli stivali decorati: con un paio di anfibi semplici avrebbe reso molto di più.

ROMANIA – ROXEN, Amnesia. Voto:6

Al vederla con felpa, pantaloni e stivali ho sospirato di sollievo. “Ohhh finalmente una vestita normale”, ho pensato. Poi è apparso l’outfit con le maxi maniche a pipistrello e la gonna trasparente in tulle.

BELGIO- HOOVERPHONIC, The Wrong Place. Voto: 8

 Attenzione al Belgio, gente, perchè gioca duro. Del resto, con la carta Hooverphonic è difficile sbagliare. Oltre ad avere indiscutibilmente una delle canzoni più belle della competizione, lei è di una raffinatezza unica. Il suo abito da sposa d’altri tempi è delicato, elegante, senza pretese. Una Regina, senza alcuna rivale.

IRLANDA – LESLEY ROY, Maps. Voto: 6,5

M’è venuto il fiatone solo a vedere il video. Ma dove diavolo corre?!?
In quanto al look, credo che quella sottospecie di cardigan con le frange mi piaccia, ma dato che non si ferma un attimo è difficile formulare un giudizio coerente. In ogni caso ne apprezzo la semplicità, più unica che rara nel contesto eurovisivo: maglia con scollo laterale, pantaloni, niente orecchini e trucco nude. Non mi entusiasma, ma nemmeno mi disgusta. Evitare i guanti con le dita scoperte sarebbe stato chiedere troppo, vero?

FRANCIA – BARBARA PRAVI, Voilà. Voto: 7,5

Certo che essere francese e presentarsi col baschetto è come essere spagnole e presentarsi vestite da flamenco. O essere italiane e ballare la tarantella con un pezzo di pizza in mano. Insomma: Barbara gli stereotipi non si sforza tantissimo per  demolirli, mi pare. Forse, però, fa bene, perchè mi ritrovo persino a sorvolare sulle pailette in nome della sua proverbiale, innegabile (e stereotipatissima) eleganza transalpina.

ALBANIA – ANXHELA PERISTERI, Karma. Voto: 7

Personalmente credo che lo scollo a cuore non sia la scelta più adatta a un seno prosperoso come quello di Anxhela, perchè finisce col “volgarizzarlo” un po’. Detto ciò, gli abiti che indossa nel videoclip mi piacciono, e non mi dispiacerebbe indossarli ad un’occasione speciale.

SLOVENIA – ANA SOKLIC, Amen: Voto: 6,5

Ana s’è presentata alle prove con una tuta della taglia sbagliata (le fa le pieghette sulla pancia!) su cui è rimasto attaccato il lenzuolo della stanza d’hotel. Una scelta di cui sicuramente si sarà pentita nel momento stesso in cui ha iniziato a scapparle la pipì, ma che nonostante tutto mi affascina.

Uomini

ITALIA – MANESKIN, Zitti e buoni. Voto:7

 “Fuori di testa ma diversi da loro”: è proprio il caso di dirlo. Cioè, raga, quest’anno spacchiamo di brutto! In tutto ‘sto marasma di dance, atmosfere epiche e canzoni struggenti, il buon sano rock dei Maneskin ha il sapore di una torta al cioccolato dopo 2 mesi di dieta. A livello di look sappiamo già cosa aspettarci. Il kit completo prevede pelle, borchie, trasparenze e capezzoli in vista: non propriamente un outfit per uscire a cena con la fidanzata (anche se, oh, i gusti sono gusti!); Però sul palco – e con la loro grinta – funziona. Li ho inseriti nella categoria “uomini” per una semplice questione di maggioranza, ma ammiro tantissimo la frangetta impeccabile di lei.

 GEORGIA – TORNIKE KIPIANI, You. Voto: 6+

La Georgia porta a Rotterdam una ballad malinconica, ai margini della tradizionale estetica eurofestivaliera. In linea con la narrativa del videoclip, Tornike si presenta con la classica mise da escursione in montagna: giubbotto pesante per non prendersi il raffreddore, felpa con cappuccio, cuffietta, scarponcini e zaino con i  panini. La realtà è che quando vai in gita non pensi molto allo stile, quindi il suo approccio “comfort above all” mi sembra più che giustificato. Il look con cui mi aspetto di vederlo all’Ahoy, però, è più simile a quello che sfoggia sul finale del clip: un’intramontabile camicia bianca che evita quasi sempre scivoloni di stile.

 SVEZIA – TUSSE, Voices. Voto: 5

 Estetica gender-fluid per lo svedese, che condensa in un solo outfit tutti i trend di quest’edizione dell’ESC: completo fucsia con tanto di spalline imbottite nel più puro stile anni ‘80, e collana a cascata a dare luce al tutto. Molto scenico, ma per me rimane un no.

 ISLANDA – (NOMBRE IMPRONUNCIABILE), 10 Years. Voto: 3

 La rivincita dei gamers. Questi hanno messo in pausa la partita alla play, sono usciti a girare il video in pigiama, hanno ringraziato tutti e l’hanno ripresa. Esteticamente inguardabili, ma giuro che li amo fortissimo.

MACEDONIA DEL NORD – VASIL, Here I Stand. Voto: 8

 Dolcevita sotto la giacca e un intramontabile total black per non rischiare troppo. É un filino melodrammatico, ma almeno si veste bene. Occhio perchè potrebbe finire sul podio: La canzone sarebbe perfetta nella colonna sonora di un film Disney… e alla gente i film Disney piacciono.

POLONIA – RAFAL, The Ride. Voto: 7

É vestito praticamente uguale al macedone, quindi per la par condicio dovrei dargli 8. Scendo di un punto per gli occhiali da sole e il capello col gel, che il passo da “elegante” a “tamarro” è breve.

 UK – JAMES NEWMAN, Embers. Voto: 6,5

 Ecco, appunto. L’outfit total black con giacca oversize e sneakers non sarebbe male, ma la collana fa subito bullo di periferia. Occhio ai dettagli, guys, eddai.

SVIZZERA – GJON’S TEARS, Tout L’Univers. Voto: 7+

 Altra dolcevita, altro total black, altro look intramontabile. Insomma: niente di nuovo. Se non si osa non si sbaglia, lo dico sempre. Che noia, però! (inserire sbadiglio).

DANIMARCA – FYR & FLAMME, (Titolo impronunciabile). Voto:2

 Difficilmente scendo fino al 2, ma in questo caso il voto corrisponde al numero esatto di secondi che mi sono bastati per decretare che il danese sarebbe entrato di diritto al primo posto dei peggio vestiti. Non so neanche da dove cominciare. I pantaloni a vita alta? La canottiera da camionista con tanto di collana? La giacca fucsia? Irrecuperabile.

SPAGNA – BLAS CANTÓ, Voy a Quedarme. Voto:7

 Io davvero non capisco perché la Spagna si impegni a voler arrivare sempre agli ultimi posti ad Eurovision. Non c’avranno voglia di organizzarselo a casa loro, dico io, altrimenti non si spiega. Perchè guardate che ne avrebbero, di cantanti validi… Detto questo, per me la camicia nei pantaloni di Cantó é un NO assoluto. Senza parlare del fatto che le sneakers non c’azzeccano nulla con il resto del look. Ho visto di peggio, ad ogni modo. E la Terra di Cervantes resta pur sempre il mio secondo Paese.

PORTOGALLO – THE BLACK MAMBA, Love is on my side. Voto:6

Cappello, farfallino, scarpe di vernice: il portoghese porta sul palco un perfetto look in stile anni 20. Fossi in voi non lo metterei per uscire, ma copiatelo senza remore se vi invitano a una festa a tema.

 PAESI BASSI – JEANGU MACROOY, Birth of a New Age. Voto: 7

Per quanto i suoi abiti non mi facciano impazzire, devo ammettere che il padrone di casa ha stile da vendere. Sposando le influenze africane allo stile urban contemporaneo, dà vita a quello che è probabilmente il look piú originale tra tutti quelli indossati dai concorrenti maschili. Solo per questo, si merita l’assoluzione per la giacca pitonata. Peraltro, devo dire che il gilet che si allaccia sul fianco è molto bello.

GERMANIA – JENDRIK, I don’t feel hate. Voto: 4

 Dal calzino bianco alla giacca coi brillantini, passando per una sorta di improponibile pigiama di velluto viola, penso che la reazione ai look del tedesco si possa, in definitiva, riassumere nel commento del ragazzino nel videoclip: “what the f***?”. In ogni caso vi consiglio di sceglierlo per la vostra squadra del FantaEurofestival: se si porta sul palco la tizia travestita da dito medio, avete già vinto tutto in partenza.

 ESTONIA – UKU SUVISTE, The lucky one. Voto: 7,5

L’estone è un altro che va sul classico, oltretutto abbinandolo alla proverbiale  sicurezza del piacione. Personalmente, spero che a Rotterdam punti sul casual: dovendo scegliere tra i look che indossa nel video, preferisco di gran lunga il maglione al completo da cerimonia.

 AUSTRIA – VINCENT BUENO, Amen. Voto: 7

Ma quante volte ve lo devo dire, ragazzi? I dettagli contano! L’outfit dell’austriaco (sebbene identico a migliaia di altri) sarebbe impeccabile… peccato abbia deciso di tamarrare il tutto con i dettagli argentati sui pantaloni.

 FINLANDIA – BLIND CHANNEL, Dark Side. Voto:7

 Ed eccoli qua, gli unici veri rivali dei Maneskin! Rockettari nordici con un classico look da rockettari nordici, seppur declinato nella sua versione più soft. Occhi truccati, canotte lunghe, nero come unica tinta ammessa nel guardaroba. Ascoltando il brano non ci si potrebbe aspettare niente di diverso. La coerenza fatta band.

NORVEGIA – TIX, Fallen Angel – Voto: 2

 Siori e Siore, abbiamo trovato un degno rivale al danese. Ma proprio DEGNISSIMO. Vi consiglio di cercarvi il video e giudicare da soli, perchè io non so se sono in grado di descrivere a parole come si sia conciato ‘sto tipo. Vi bastino tre cose: cappotto di piume CON STRASCICO. Fascetta dorata sulla fronte.  Pantaloni dello stesso colore. Ok che è in linea con la tematica della canzone (peraltro bella!) ma proprio non si può guardare.

 REP. CECA – BENNY CRISTO, Omaga. Voto: 6

 Nel videoclip del brano, Benny sfoggia un campionario di look diversissimi tra loro. Troppi, per esprimere un giudizio di senso compiuto. A voler cercare un minimo comun denominatore, lo indicherei forse nel più convenzionale stile urban, esemplificato dalle felpe con stampe vistose. Io, però, mi auguro che a Rotterdam opti per le polo e la giacca in pelle.

 LITUANIA – THE ROOP, Discoteque. Voto: 5

Outfit gender fluid anche per il lituano, che abbina ai tacchi una mise monocromatica giallo fluo con spalline anni ‘80 e pantaloni a vita esageratamente alta. All’inzio della sua performance si muove come un ubriaco… e presumo lo fosse stato davvero quando ha deciso cosa indossare.

Siete d’accordo con le mie pagelle o state già pensando di venire a cercarmi per lanciarmi addosso qualche tipo di oggetto contundente? Chi saranno, secondo voi, i meglio e i peggio vestiti sul palco di Rotterdam? Lasciateci la vostra opinione nei commenti  (qui sotto trovate tutti gli altri video) e… buon “Eurofestival” a tutti!

 

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