Campioni e canzoni: spopola in Svezia l’inno (ironico) a John Guidetti

Il calcio e la musica, uno stretto legame. Succede spesso, anzi sempre, in occasione di grandi eventi come i mondiali o gli europei di calcio che vengano composti inni ufficiali dei singoli paesi o dell’intera manifestazione (ricorderete “Un’estate italiana”, “La copa de la vida” o più recentemente “Waka Waka”). Molte sono le canzoni dedicate ai big del pallone, più rare quelle dedicate ai campioni in occasioni di singole imprese. Lo hanno fatto gli svedesi, con “Johnny G (The Guidetti Song)”, dedicata a John Guidetti.

John Guidetti

Direte voi: chi è John Guidetti e perché gli hanno dedicato una canzone? John  Alberto Fernando Andres Luigi Olof Guidetti, di origine italiane per parte di nonno, è il centravanti della nazionale svedese Under 21 di calcio fresca vincitrice del titolo europeo di categoria. Ora, non so se avete presente la portata della cosa: la Svezia, che vince l’Europeo di calcio. La Svezia. Quel paese che  non vince un trofeo per club dal 1987 (due coppe Uefa col Goteborg), dove si gioca per ovvi motivi meteorologici da aprile a ottobre, i cui migliori giocatori stanno tutti all’estero e i cui club faticano a passare il secondo turno delle coppe europee. Una squadra, quella dell’Under 21 svedese, fatta di ragazzi vogliosi di mettersi in evidenza per provare a staccare un contratto coi club che contano. Poco blasone, tanto impegno. Massimo risultato. Un po’ come le provinciali che un tempo da noi riuscivano a vincere lo Scudetto.

Il titolo europeo under 21, primo trofeo assoluto del calcio maschile svedese (le donne hanno vinto un europeo più due U.19), è stato un evento talmente storico che per celebrarlo s’è scomodato anche il vincitore dell’Eurovision, Mans Zelmerlow, chiamato a cantare al party di bentornato dei suoi connazionali campioni della pedata la canzone che l’aveva appena reso a sua volta campione d’Europa. Ebbene. John Guidetti (che gioca in Spagna, nel Celta Vigo) di quella squadra è il genio e la sregolatezza, l’uomo dei gol straordinari (uno proprio all’Italia) e degli atteggiamenti sopra le righe. Spesso parecchio sopra. Come quando al termine della semifinale degli Europei U.21 vinta per 2-1 contro i cugini danesi, penso bene di denigrarli davanti alla tv: “Vadano a casa, siamo superiori, loro fanno solo chiacchiere, mai incontrato avversari così scarsi”.

Il progetto Badpojken, con a capo il dj Fredrik Andersson, ha deciso di celebrarlo dedicandogli una canzone. Che appena uscita è immediatamente schizzata in testa alla classifica. Come successe, nove anni fa, ad Elias ft Frans con “Zlatansangen”, scritta dallo stesso team per celebrare l’uomo che aveva riportato la Svezia ai mondiali, ovvero Zlatan Ibrahimovic, il calciatore svedese più forte di sempre dopo Gunnar Nordahl. “Per me sei tutto il mondo, oh John Guidetti. Vuoi sposarmi?” canta con ironia Frida Green, la voce di questo collettivo messo insieme per l’occasione (testo completo qui).

Perché si, sul pallone si può anche scherzare. All’estero sono maestri in questo: i tedeschi celebrarono Luca Toni allora centravanti del Bayern Monaco con “Numero Uno” di Matze Klop  riscritta sulla melodia della celebre “Zuppa romana” degli Schrott nach 8 (1984); la Francia seppe fare della testata di Zidane a Materazzi costata il mondiale ai Blues un successo discografico e una hit estiva con “Zidane il a tapè” dei La Plage. Gli inglesi Magic Lunchbox celebrarono a loro modo John Fashanu, l’attaccante del Wimbledon reso popolare da noi da Mai dire gol: “Ma chi ti credi di essere, Bruce Grobbelaar?” (il celebre portiere del Liverpool che con le sue parate tolse la Champions 83-84 alla Roma ndr). E potremmo andare avanti all’infinito. Da noi invece, Checco Zalone a parte (l’unico che ha saputo sdrammatizzare Calciopoli e i Mondiali), quando  c’è di mezzo un pallone che rotola l’ironia scarseggia e al massimo può succedere che Lionel Messi finisca nelle canzoni di Sanremo (“Un pallone“, Samuele Bersani 2012).

Forse è anche per questo che il nostro calcio sta scadendo, perché ci prendiamo troppo sul serio e non sappiamo riderci su.  Ci manca l’ironia e mancano ormai da troppo tempo ci mancano anche i campioni che fanno la differenza ai quali, nel caso, dedicare una canzone. “Da quando Baggio non gioca più, non è più domenica”, cantava Cesare Cremonini. Perché dentro alle canzoni c’è sempre un fondo di verità.

UPDATE: del giugno 2016: Frans oggi di anni ne ha 17, fa il cantante e a maggio, come ben sa chi ci legge, è arrivato quinto all’Eurovision, in casa. Dieci anni dopo quella sua unica precedente canzone. E oggi è di nuovo in testa alle classifiche, non solo svedesi.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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