“Cichi doždž”: i NAVIband cantano la pioggia d’autunno mentre i loro social finiscono al bando

Riaccendiamo i fari su una scena musicale piuttosto dimenticata, quella bielorussa. Da quando BTRC è stata espulsa dall’EBU, dopo le controversie che hanno coinvolto l’emittente pubblica e il regime di Aleksandr Lukashenko, gli artisti bielorussi sono progressivamente spariti dai radar della musica europea.

Euromusica continua invece a dare spazio alle voci dissidenti e fra queste ci sono i NAVIband, il duo che nel 2017 portò per la prima volta all’Eurovision un brano in lingua bielorussa, “Historyja majho žyccia”, presentato sul palco europeo con il titolo inglese “Story of my life”.

Artsiom Lukyanenka e Kseniya Zhuk si sono schierati apertamente contro il regime e hanno sostenuto la cosiddetta “rivoluzione delle ciabatte”, il movimento di protesta pacifico dopo le contestate elezioni presidenziali del 2020. Una loro canzone è diventata anche uno degli inni non ufficiali della mobilitazione. La lista degli artisti bielorussi finiti nel mirino delle autorità è lunga e variegata la trovate a questo link. Una loro canzone è stata utilizzata come inno non ufficiale delle proteste.

Oggi NAVIband tornano con “Cichi doždž” (Pioggia leggera), un brano dalle armonie rarefatte, la cui melodia sembra proprio una di quelle pensate per accompagnare una giornata uggiosa. Oppure un viaggio lungo e lento.  La canzone racconta la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, utilizzando la pioggia come metafora per conservare il calore dei ricordi.

Ne parliamo non soltanto perché il brano esce quasi in concomitanza con il loro dodicesimo anniversario di matrimonio, che ricorre proprio questo mese, ma soprattutto perché i profili social del duo sono stati classificati come “estremisti” dalle autorità bielorusse, in relazione alle loro posizioni antigovernative.

Una classificazione tutt’altro che simbolica, considerando le conseguenze previste dalla legislazione bielorussa e la repressione che negli ultimi anni ha coinvolto artisti, giornalisti e oppositori. Nel mirino delle autorità è finita anche un’altra artista passata dall’Eurovision, Anzhelika Agurbash, sulla quale pende tuttora un mandato di cattura.

Sei album all’attivo, l’ultimo dei quali, “Adliha”, uscito proprio quest’anno: i NAVIband sono un ottimo esempio di quello che diciamo da sempre su Euromusica, cioè che non è la lingua in cui si canta a determinare la qualità di un brano.

Nel loro caso c’è in più una dimensione indie, certamente meno immediata per chi è abituato alle produzioni mainstream, ma il duo — che nel progetto si avvale anche di musicisti turnisti — conferma ancora una volta una particolare attenzione ai testi. Ascoltate per esempio “Ty paklich miane, pazavi”, ppubblicato lo scorso San Valentino e costruito attorno a una delle poesie più celebri della letteratura bielorussa, firmata da Yauheniya Yanishchyts.

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