X Factor 2026, via alle audizioni: il resoconto della prima puntata

Al via le audizioni dell’edizione numero 20 di X Factor. Sempre Giorgia al timone, con la novità Irama, che prende il posto di Achille Lauro, e i riconfermati Jake La Furia, Paola Iezzi e Francesco Gabbani. Come sempre, ecco il nostro resoconto della puntata con le valutazioni sulle esibizioni.

Best performance

La migliore della serata è Veronica Bruganelli, 20 anni, pesarese di Marotta, che ha eseguito la difficilissima “Voilà” di Barbara Pravi, seconda ad Eurovision 2021 dietro ai Måneskin. Non conoscendo il francese, era anche molto più complesso. Quattro sì dai giudici per lei con standing ovation del pubblico, meritatissima.

Promossi

Discreta – ma passa con quattro si –Elisa Brunetti: canta “Ay paquita” di Rosalìa. Pezzo sbagliato, prova vocale buona. Interessante la versione acustica di “Brianstorm” degli Arctic Monkeys degli studenti sassaresi Mad-Dog. Applausi del pubblico, sano rock e quattro si.

Denny Anania porta un suo inedito dal titolo “Quelli sbagliati”, dedicato alla madre, con dentro tutta la sofferenza di una infanzia passata a sentire i litigi dei suoi. Un cantautorato indie ma a tratti quasi antico, che potrebbe funzionare anche nelle radio. Leggermente calante, vero. Ma ha un graffiato molto bello. Passa.

Alanis Fiscarelli rischiatutto inserendo una barra nella riscrittura crossover di “Nessuno mi può giudicare”: la voce non mi piace ma l’operazione funziona. Clarice è molto delicata su “Use somebody” dei Kings of Leon.

Matteo Bok è il caso della serata. Lo metto fra i promossi perché oggettivamente ha cantato bene “La mia storia fra le dita” di Gianluca Grignani. Ma è tutto molto finto e costruito. Ex Sanremo Young, vive a Miami e canta, con la madre manager. Parla in modo molto “affettato” e infatti Gabbani gli dice subito che sembra “l’intelligenza artificiale”, Jake la Furia gli dice che sembra la voce del navigatore. Passa, ma insomma.

Bene gli altri due inediti, la delicatezza di Benedetta Stigi con “Filippo” e la follia dei D!ps con “Fammi un video”.  Bene anche Stefano Camuffo (“Enemy” degli Imagine Dragons) e Alteo “L’ultima notte” di Ariete). Per tutti  quattro si.

Bocciati

Alcune prove tremende. La peggiore per distacco quella di Angelo Sciascia che decide di “ammazzare” Purple Rain di Prince cantandola, dichiaratamente “un tono e mezzo sopra”. La faccia schifata di Gabbani è emblematica, poi  Jake La Furia ci mette il carico: “25 minuti di gorgheggi sono troppi”. Ne esce una roba a metà fra un controtenore e i Cugini di Campagna, ma urlata.

I Sad Twins stonano su “50 Special” dei Lunapop. Livello karaoke alla quinta birra. Irama “Non voglio spegnere i sogni di nessuno, ma nemmeno accenderli in questo caso”, Carolina Jane Rinaldi destruttura “Tintarella di luna”, di fatto cancellandone la melodia.  Harry Tomei canta un inedito scritto dal suo professore di filosofia, che lo accompagna. L’effetto è quello di un testo filosofico su una base EDM. Tutti eliminati.

Lorena Luca da Giarre ha una faccia che buca lo schermo, ma non ha funzionato su “I follow rivers” di Lykke Li. Molto acerba, forse troppo. Per me è no. Gabbani le regala una nuova chance. Rakatoum canta “Reckoning song” di Asaf Avidan. Brava ma minimale, troppo. Tanto busker, poco versatile.  Fuori. NIccolò Indino canta Blanco (“Lacrime di piombo”) come Blanco. Quindi male. Fuori. Anche perchè gli chiedono di cantare qualcosa di suo e lui non risponde.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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