Aspettando l’Eurovision 2014: i cantanti e i loro euromedley

Freaky Fortune RyskykiddIl nostro viaggio eurovisivo sta per partire. Mentre Emma sta per arrivare a Copenaghen, anche noi siamo pronti a raccontarvi l’evento musicale più importante d’Europa. Fino a sabato 10, gran parte dei post del blog saranno dedicati all’Eurovision Song Contest, che parte martedì e che seguiremo insieme al nostro sito partner Eurofestival News in dettaglio (anche sulla pagina facebook), giorno per giorno, anche attraverso nuove iniziative (per le quali vi rimandiamo comunque al sito). Ecco dunque un succoso antipasto

Uno dei classici eurovisivi o preurovisivi quello dei medley di brani della rassegna a cura dei cantanti in gara nell’edizione in avvio o in corso. Sinora resta inarrivabile (e inarrivato) quello proposto nel 2011 dai Sjonni’s Friends, che si presentarono strumenti in mano alla conferenza stampa coi cronisti e inscenarono dieci minuti dieci di canzoni eurovisive una dietro l’altra, fra cui anche una versione in islandese di “Gente di mare”, “Save your kisses for me” dei Brotherood of Man (Regno Unito 1976), “Laβ die sonne in dein herz”  degli Wind (Germania 1987), “What’s another year” (Johnny Logan, Irlanda 1980) e “Never ever let you go”  di Rollo & The King (Danimarca 2001): merita di essere rivisto, basta cliccare qui.

Quest’anno gli artisti non si stanno risparmiando. Ruth Lorenzo ha sfornato un medley acustico con la sua canzone “Dancing in the rain”, e quattro vincitrici come “La La La” di Massiel (Spagna 1969), “Satellite” di Lena (Germania 2010), “Euphoria” di Loreen (Svezia 2012) e “Only teardrops” di Emmelie De Forest (Danimarca 2013).

Non sono da meno Freaky Fortune ft Ryskykidd con “Only teardrops”, ma anche “Running scared”  di Ell & Nikki (Azerbaigian 2011), la citata “Satellite”, “Fairytale” di Alexander Rybak (Norvegia 2009: geniale l’idea della sveglia per la ritmica…), “Hard rock Hallelujah” dei Lordi (Finlandia 2006), “Euphoria”  e poi ovviamente, dato che sono greci la loro storica vittoria con “My number one” di Helena Paparizou” (2005).

Nei primi passaggi davanti alle telecamere per i fan, qualche artista si è già cimentato in cover e brevi medley eurovisivi: Tinkara Kovac (Slovenia) strizza l’occhio all’Italia, che è nella sua semifinale ricordando che 50 anni fa a Copenaghen vinse “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti e ricantandola a cappella e suonandola col flauto. Lo svizzero Sebalter invece suona il violino e lo usa per mettere una dietro l’altra la sua canzone “Hunter of stars” e “Fairytale”.  Mariya Yaremchuk invece ripropone “Wild Dances” della connazionale Ruslana, che vinse nel 2004.

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