The Voice of Italy 2- Il resoconto del secondo live show

The Voice of ItalyBella sta performance, sembrava quasi l’Eurofestival. Quando sento roba scandinava, a me mi viene sempre in mente l’Eurofestival”. Pierò Pelù cita l’ESC nel secondo live di The Voice, non è dato di capire se in bene o in male, anche se l’esibizione in questione, quella di Giuseppe Maggioni, gli è piaciuta. Dopo il Primo Maggio è ormai deragliato, Pelù, che sfrutta l’esibizione di Suor Cristina per porre l’accento su questioni spinose e controverse che riguardano la chiesa e la dichiarazione dei redditi.

Rimandato invece J AX che ha detto che gli Europe non ci sono più. Più tardi, risponde ad Emma Marrone nella polemica da lei lanciata contro suor Cristina a margine della sua partecipazione poco fortunata all’Eurovision. A proposito. Quasi quattro ore di diretta, 16 canzoni, 4 in meno (ovviamente) della scorsa settimana. All’ESC i 26 avevano cantato in un’ora e 50. Escono Andrea Manchiero (a sorpresa, era il migliore dei suoi), Luna Palumbo, Carolina Russi, Giulia Dagani. Dopo il salto le nostre valutazioni

 

TEAM PELU’

DARIA BIANCARDI –  Calling you (Javetta Steele): Un po’ troppe fioriture, come al solito. Canta bene, questo è noto. Ma è sempre di maniera.

ESTHER OLULORO- Talkin about a revolution (Tracy Chapman): Pezzo trito e ritrito in questi show, ma lei lo canta bene, senza ombra di dubbio.

GIACOMO VOLI- Madness (Muse): Bravo come sempre, un po’ freddo. E dire che la canzone è molto nelle sue corde.

GIULIA DAGANI- Insieme (Mina): Se J AX “reggaeizza” ogni brano, Pelù invece trasforma in rock tutto. Il tutto è un po’ spiazzante. E poi c’è il confronto con Mina. Si sente che hanno avuto problemi col pezzo.

Scelta del pubblico: Giacomo Voli, Daria Biancardi

Scelta del coach: Esther Oluloro

TEAM CARRA’:

LUNA PALUMBO- Cant’ remember to forget you (Shakira & Rihanna): L’effetto radio-hit, cioè di un brano attualmente in rotazione radiofonica e nelle charts è sempre rischioso, perchè il confronto è fresco. Lei purtroppo, lo perde.

FEDERICA BUDA- Why (Randy Crawford): Pezzo che si staglia bene per le sue corde, se la cava anche in inglese. Per adesso le danno cose molto simili.

TOMMASO PINI- Mentre tutto scorre (Negramaro): Ottima scelta, calza benissimo sulla sua voce e lui ci sta dentro molto bene.

GIUSEPPE MAGGIONI- The final countdown (Europe): Non è Joey Tempest e non ha un decimo della sua grinta. Però complessivamente non sbaglia nulla.

Scelta del pubblico: Giuseppe Maggioni, Tommaso Pini

Scelta del coach: Federica Buda

TEAM J AX

DYLAN MAGON – Past time Paradise (Stevie Wonder): Bravo su un brano non vicino alle sue corde, le rime che ci mette dentro di suo pugno sono pienamente inserite in tutto in contesto.

CAROLINA RUSSI – Hai delle isole negli occhi (Tiziano Ferro): Poco convincente, fredda. Il brano di per sé non aiuta, ma meglio altre volte.

SUOR CRISTINA SCUCCIA – Uno su mille (Gianni Morandi): Comincia diesel, poi si riprende e torna sicura. Pulita, energica, senza fronzoli.

VALERIO JOVINE – Red Red Wine (UB 40): Si prosegue sul filone reggae, ma almeno, finalmente, è quello vero. Vince facile, gioca in casa.

Scelta del pubblico: Suor Cristina, Dylan Magon

Scelta del coach:  Valerio Jovine

TEAM NOEMI:

ANDREA MANCHIERO – Vivere (Vasco Rossi): Molto a suo agio su questo brano rock, non sbaglia nulla e la sua voce ha occasione di essere usata al meglio.

STEFANO CORONA- Careless whisper (George Micheal):  L’originale è di atmosfera e quasi soffiato, qui manca tutto questo ed è tutto ridondante.

GIANMARCO DOTTORI- Wonderwall (Oasis): Il brit pop cantato dagli italiani fa sempre un certo effetto. Lui sbaglia poco, ma emoziona anche poco.

GIORGIA PINO- Tutto quello che un uomo (Sergio Cammariere): Pessimo arrangiamento, pezzo non adatto ad una voce come la sua, troppo graffiante per un brano del genere.

Scelta del pubblico: Giorgia Pino, Stefano Corona

Scelta del coach: Gianmarco Dottori

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