Eurovision 2016: le pagelle ai brani della seconda semifinale

Domani seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest dalla Globen Arena di Stoccolma. Diretta alle ore 21 su Rai 4 e Radio 2 (commento Marco Ardemagni e Filippo Solibello), San Marino RTV e Radio San Marino (canale 520 di Sky, o 73 Tivù sat o 73 DTT (in Emilia-Romagna) commento Lia Fiorio e Gigi Restivo). E se ricevete il segnale, anche su Rsi La 2 (commento Paolo Meneguzzi e Clarissa Tami)  Ecco la mia personale review dei brani. Le canzoni sono qui.

01 LETTONIA: Justs- “Heartbeat”: Scritto da quella Aminata che l’anno scorso portò uno dei pezzi più moderni mai sentiti sul palco eurovisivo, anche questo non è da meno. Picchia forte, elettropop infarcito di dubstep, destinato a fare classifica e forse anche cassetta. L’hanno messo a inizio serata, in una semifinale difficile, ma ce la farà. Anche perchè sennò è veramente un delitto. Torneremo a Riga, prima o poi, forse non l’anno prossimo. MARZIANO. VOTO 9.

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02 POLONIA: Michal Szpak- “Color of your life”: Sanremo 1975, se avete presente. Talmente vecchio da essere nuovo. Lui dal vivo è stato sin qui  sempre una spada, il pezzo funziona nonostante sia datatissimo, e poi è l’unica vera ballad del concorso. Senza la Romania, è destinato a stravincere il televoto italiano. Molto applaudito dovunque, se si conferma può addirittura sperare in un posto nei primi 5, comunque una top 10 è assolutamente alla portata. OUTSIDER. VOTO 8.5

03 SVIZZERA: Rykka – “The last of our kind”: Il pezzo funziona un pò si e un pò no  e lei pure.  Bello ma non abbastanza, forte ma non abbastanza. Non sufficientemente immediato per restare in testa sino alla fine dopo essere stato eseguito per terzo. Le serve una prova super, ma tanto. Amici svizzeri, non è che se portate una canadese vincete sempre eh? CERCASI COLPACCIO. VOTO 6.5

04 ISRAELE: Hovi Star – “Made of stars”: La ballad è ben costruita, ma nel corso degli anni Israele ha portato cose infinitamente migliore. Lui canta bene (molto bene, in prova è stato fortissimo) ma in una semifinale molto difficile, gli servirà una performance memorabile, perchè dopo di lui ci sono diversi pezzi forti. L’episodio omofobico di cui è stata vittima non dovrebbe condizionare il voto. RINCORSA. VOTO 7

05 BIELORUSSIA: Ivan – “Help you fly”: Ha fatto parlare di sè perchè voleva esibirsi nudo e con un lupo vero (cosa vietata dal regolamento),  questa situazione sarà invece solo su una clip a inizio brano. Ma in realtà è forse la prima volta dal 2007 che la Bielorussia ha un brano che se va in finale potrebbe anche sparigliare un pò le carte. Il sound anni 90 solitamente funziona e forse potrebbero bastargli un pò di amici in questa semifinale. Ma forse anche no. SUL FILO. VOTO 7

06- SERBIA: Sanja Vucic – “Goodbye”: Per fortuna i brani in concorso sono noti mesi prima, perchè altrimenti questo brano così bello soprattutto nel testo, che parla di violenza contro le donne, faticherebbe. Lei però live e in prova è stata impeccabile, è una che sta sul palco da un bel pò e si vede Finale assolutamente alla portata e poi chissà. DA SCOPRIRE. VOTO 7

 07 IRLANDA- Nicky Byrne – “Sunlight”: Nicky Byrne è sempre stato quello più debole fra i componenti degli Westlife. E sin qui, nei live, lo ha assolutamente dimostrato. Il più scarso fra i cantanti maschi, nettamente. A 38 anni, dopo 15 anni di carriera e 45 milioni di dischi venduti, non si può. Il pezzo strizza l’occhio a tante cose che si sentono adesso ma nella realtà è abbastanza indistinto, nel senso che scivola via senza particolari picchi e senza farsi ricordare granchè. A occhio, rischia l’ultimo posto. NO CONTEST VOTO 5

08 MACEDONIA – Kaliopi- “Dona”: Qui siamo all’inverso. Il pezzo è vecchio e nella media, lei ha cantato cose nettamente migliori. Lei però può cantare anche le pagine gialle che avrebbe sempre lo stesso identico carisma e la stessa precisione giapponese. A livello vocale è forse la migliore artista in concorso e questo probabilmente le basterà per garantirsi la finale. Dopo è più dura, ma tanto non è che da quelle parti pensino a vincere.  GARANZIA. VOTO 7 (alla performance complessiva).

09 LITUANIA – Donny Montell- “I’ve been waiting for this night”: Esattamente come Nicky Byrne, canta un pezzo assolutamente uguale ad tanti alti in questa competizione negli anni recenti. Rispetto a quello irlandese, gira tutto sul ritornello e quindi si ascolta ancora meno. Nessunissimo futuro commerciale fuori dal concorso, forse il brano con meno appeal in assoluto. Punta molto, se non esclusivamente, sull’ammiccamento e sull’aspetto fisico.  NIENTE DI NUOVO.VOTO 5

10 AUSTRALIA – Dami Im- “Sound of silence”: Il brano che per la tradizione musicale ci si dovrebbe aspettare dal Regno Unito lo porta invece l’Australia, in più con un’artista già premiatissima in patria. Chiaramente un brano attuale, che sicuramente passerà in molte radio d’Europa e che se l’avesse cantato un big europeo qualunque, sarebbe stata una hit. Impeccabile in prova, con soli tre anni di carriera alle spalle. Prenda nota Nicky Byrne. L’Australia fa gara di testa (se vince si resta in Europa, però). TENETELA D’OCCHIO. VOTO 8

11 SLOVENIA – ManuElla- “Blue and red”: Come per Irlanda e Lituania, un pezzo che non spicca, già sentito e risentito più volte. Non che la finale nazionale proponesse capolavori, a dire il vero, ma si poteva fare una scelta un pò più coraggiosa. Poi lei è anche brava (e caruccia) ma insomma. Amici sloveni, grazie per la partecipazione e arrivederci all’anno prossimo. ARIDATECE I MARAAYA. VOTO 5.5

12 BULGARIA – Poli Genòva – “If love was a crime“: Eccolo qua, l’altro pezzo che potrebbe far saltare qualche pronostico. Fresco, radiofonico, attuale, molto ben cantato anche nei live. Meno nelle prove, con qualche incertezza Cresciutissima dalla prima partecipazione, in tecnica ed esperienza, ha per le mani un pezzo svedese di un autore di seconda fila, che però entra in testa al primo ascolto. Se va in finale può rovinare un pò di feste. VOTO 8 (al pezzo).

13 DANIMARCA – Lighthouse X- “Soldiers of love”: Il filone è sempre quello danese degli ultimi anni, un easy pop, molto easy. Troppo. Da quando hanno vinto nel 2013, i danesi hanno completamente perso la bussola musicale, affidandosi a brani per nulla incisivi, su melodie già sentite svariate volte. Nella selezione nazionale c’erano almeno tre brani di livello. Ma come l’anno scorso, probabilmente, ci hanno messo lo zampino le ragazzine ormonose. Già bocciati anche dalla loro chart. MEDIOCRI. VOTO 5

14 UCRAINA – Jamala – “1944”: Come testo e come tematica (la deportazione dei tatari di Crimea nel 1944 come paragone con la Crimea oggi) è forse uno dei pezzi migliori del decennio. Lei l’ha cantato benissimo dovunque (non sbaglia una nota mai) e del resto siamo di fronte ad un brano di qualità anche a livello musicale. Poco eurovisivo, anzi forse per nulla. Ma ormai da qualche edizione il concorso è cresciuto molto anche su questo fronte. Potrebbe essere uno dei pezzi rivali della Russia e se vincesse non ruberebbe nulla. CORAGGIO. VOTO 9.

15 NORVEGIA – Agnete- “Icebreaker”: Incomprensibile come in un paese musicalmente avanzato come la Norvegia, che oltretutto in concorso è da tre anni in top 10 possa aver vinto la selezione una roba simile. Due pezzi incollati insieme, anche male, cantati freddamente. INASCOLTABILE. VOTO 4

16 GEORGIA – Nika Kocharov & Young Georgian Lolitaz- “Midnight gold“: Il coraggio di non snaturarsi e andare in concorso con del sano brit pop anni 90. Molto Oasis, a tratti Green Day, tantissimo dubstep. Il miglior pezzo mai portato in concorso da un paese in grandissima crescita. Meriterebbero non solo la finale, ma un posto nei dieci. E invece purtroppo, questo è un genere che non funziona mai, all’Eurovision. Ma l’aria sta cambiando, chissà. Uno dei pezzi migliori dell’edizione.  SOTTOVALUTATISSIMO. VOTO 8.5

17 ALBANIA – Eneda Tarifa- “Fairytale”: E’ arrivato il momento di punire con una eliminazione chi vince con un pezzo in lingua nazionale e poi lo cambia in inglese, per giunta anche trasformando la melodia da intensa ballad a indistinto pop ani 90 qualunque.  C’è di peggio, per carità. E canta anche benissimo. Ma davvero, è una occasione persa. Amici albanesi: perchè? AUTOLESIONISMO. VOTO 6.

18 BELGIO – Laura Tesoro- “What’s the pressure“: Messo strategicamente in fondo, è un pezzo che conferma l’evoluzione del Belgio, finalmente. Del sano groove, che la giovanissima di origine italiana ha sin qui cantato molto bene. Anche qui, come nel caso dell’Australia, l’avesse cantata qualcun’altro, anche soltanto l’autrice del pezzo Selah Sue, saremmo di fronte a una hit internazionale. In prova è stata eccezionale: canta e balla senza apparentemente risentirne, non stecca mai, l’arena si muove. Finale certa e occhio che ne fa fuori diversi. TALENTUOSA. VOTO 7.5

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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