Sanremo 2016, abbiamo ascoltato i 61 giovani in corsa: ecco i nostri 12 finalisti

In attesa che la commissione artistica (Carlo Conti, Ema Stokholma, Carolina Di Domenico, Pinuccio Pirazzoli e Gianmaurizio Foderaro) faccia il suo corso come l’anno scorso ho scelto di confrontarmi con i 61 brani di Sanremo Giovani, dai quali ne saranno estratti 12 per la finale live del 10 dicembre, dalla quale usciranno 6 posti per l’Ariston (gli altri due saranno comunicati lo stesso giorno, scelti fra i finalisti di Area Sanremo). Detto che il livello medio è buono, resta qualche produzione sconfortante in relazione all’età (per esempio Ethan Lara, che ha 18 anni ed ha appena vinto Castrocaro ma porta una  b-side di metà anni 90, è il pezzo più “vecchio” in concorso), qualche produzione di difficile comprensione (Primiano Stesso, che pure è uno bravo, The Shalalas, gli italobrasiliani Selton, che però del resto non si snaturano) e altri dai quali ci si attendeva molto di più (Lele, Lelio Morra, il rientrante ex vincitore di Amici Gerardo Pulli, Marie and The Sun, Stag), ecco la mia personale top 12.

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Ho scelto quelli che secondo me potrebbero essere i 12 sul palco della finale, non tanto e non solo per i miei gusti ma anche tenendo conto di quelle che potrebbero essere scelte “sanremesi”, commerciali o potenzialmente di popolarità televisiva, in un Sanremo che – finalmente – ha riportato i vincitori un talent non certo brillante come Amici nel posto dove devono stare, cioè fra le Nuove Proposte. L’ascolto è stato fatto da me senza alcun pregiudizio sugli artisti, perchè Sanremo- vale ricordarlo- è il Festival della canzone e non dei cantanti. Brani all’ascolto qui.

I 12 FINALISTI DI EUROMUSICA

  1. Marianne Mirage – Le canzoni fanno male: Inutile nasconderlo, la veronese Giovanna Gardelli in arte Marianne Mirage è la grande favorita di questa selezione, per la popolarità che ha già acquisito e – soprattutto – per il fatto che la produce la Caselli. Ma come già l’anno scorso per Ermal Meta, il pezzo è forte: “Le canzoni fanno male” è fresco e radiofonico, uno di quelli con le maggiori potenzialità. Il passaggio all’Ariston pare scontato. Poi per la vittoria i fattori sono tanti, ma certo farà gara di testa.
  2. Marco Colonna- Il cuore fa rumoreE’forse la più grossa sorpresa della selezione, perchè questo ragazzo arrivato agli Home Visit di X Factor 7 ha un pezzo crossover estremamente gradevole, molto adolscenziale ma con un ritornello che entra nelle orecchie in due secondi.
  3. Chiara Grispo- Niente è impossibileCome scritto sopra, il principio dell’ascolto è stato quello del farlo senza alcun pregiudizio sugli artisti. E Chiara Grispo ha uno dei pezzi migliori, forse il più attuale  fra quelli in concorso. Radiofonico, orecchiabile, una powerballad che potrebbe stare benissimo nelle radio europee. C’è la mano e anche qualcosa di più di Fortunato Zampaglione e si sente. Suraci ha in mano forse il pezzo migliore da quando manda i suoi a Sanremo. Potenziale vincitrice.
  4. Frè Monti – Ciao amore, buona fortunaSe questo fosse il Sanremo di Baudo, l’ex The Voice sarebbe il vincitore. Ballata delicata, romanticissima, tipicamente italiana e nonostante questo riesce ad essere estremamente radiofonica e attrattiva. Pezzo sanremese per eccellenza, difficile capire se una cosa così possa avere poi futuro a livello discografico, ma in concorso può fare molta strada.
  5. Luca Tudisca- Il ritrattista: Non si vince Musicultura a caso. Pezzo cantautorale, bel testo che tratteggia una storia, raccontata con delicatezza, garbo e armonia. Arrangiamento sinfonico, melodia a tratti eterea. Un altro figlio di Amici cresciuto esponenzialmente da quando è uscito dal talent. Discograficamente difficilissimo, ma onestamente chissenefrega. Il pezzo è bello, e merita.
  6. Flo- Cassandra: Floriana Cangiano, detta Flo, altra vincitrice di Musicultura. Pezzo nello stile della cantautrice campana, a tratti retrò, voce bella modulata benissimo, porterebbe sul palco dell’Ariston un genere che non passa molto spesso. La gente canticchierebbe il ritornello e forse le giurie potrebbero persino aiutarla.
  7. Carola Campagna- Prima che arrivi il giorno: L’altra grossa sorpresa di questa selezione considerando che arrivava da un genere assai più melodico. Il prodotto di The Voice of Italy mette la sua voce al servizio di un elettropop di spessore, sicuramente più commerciale rispetto ad altre sue produzioni. Ma del resto, Sanremo val bene un cambio di genere.
  8. Santiago-La Stanza: E’ subito elettropop da ballare. Tantissima elettronica in un pezzo che cattura sin dalle prime note, assonanze anni 90, ma è un genere che ormai è tornato pienamente di moda. A dire il vero a tratti si riconoscono dentro altre 7-8 canzoni, ma dei 61 brani è l’unico che fa realmente muovere dalla sedia e quindi merita un posto nei 12.
  9. Tommaso Pini- Cose che danno ansia: Va detto subito, il pezzo è bello ma  non regge il confronto con ‘Veleno ed antidoto’ con cui l’anno scorso avrebbe meritato non solo un posto nella finale ma anche – a mio giudizio – il podio all’Ariston  e che invece fu scartato. Ma la  voce dell’ex The Voice così particolare e le sue melodie sempre contemporanee e moderne meritano una chance.
  10. La Rua –Tutta la vita questa vita: Sembra difficile che la band ascolana, sulla cresta dell’onda dopo il secondo posto ad Amici dietro a Chiara Grispo e una estate piena di concerti possa fallire l’aggancio all’Ariston. Come già per Pini, il pezzo non vale molte cose della loro produzione, ma questo è un genere in gran voga in tutta Europa, loro sono bravi, mettono in campo un’esperienza decennale e in più potrebbero garantire pubblico aggiunto ad una sezione Giovani sempre complicata su quel fronte.
  11. Leo Stain- Ciò che resta: Uno di quei pezzi che devi risentirli più di una volta perchè ti piacciano ed è quello che ho fatto anche io. Però anche una di quelle cose che se se cantate bene piacciono tanto alle giurie, uno di quei pezzi che magari vincono anche e poi faticano a passare in radio. Ma è fuori discussione che un pezzo così pienamente cantautorale, molto sanremese e poco commerciale, potrebbe essere scelto proprio per dare spazio a vari generi. Arrivare sul palco dell’Ariston è più dura, ma l’anno scorso c’è arrivato persino Micheal Leonardi e questo è un pezzo assai migliore.
  12. Marina Santelli – Altro che favoleDirettamente da The Voice of Switzerland ma anche corista e turnista con Mietta e Mario Biondi, ha un pezzo perfetto per Sanremo, superclassico, un pop tradizionale,  molto difficile forse sul piano commerciale. Il suo punto di forza è un range vocale incredibile, sfumature black, quasi sofferte, che valorizzano una canzone complessa, non immediata ma di spessore.

POSSIBILI OUTSIDERS

  • Valeria (Romitelli) -La vita è un illusione: Pezzo firmato come quello dell’anno scorso dal fratello Piero, ex Pquadro, ex Sanremo ed ex Amici (come lei), un elettropop non originale, ma che potrebbe inserirsi nella bagarre se si scegliesse di puntare maggiormente su brani esclusivamente commerciali e radiofonici. Romitelli è ormai autore consumato su produzioni europee e un po’ si sente.
  • JO M- L’uragano ci prende: Torniamo indietro ai Sanremo di metà anni 90, però attenzione perchè ogni tanto cose così, se cantate bene come lo fa lui al festival possono ancora funzionare. Pezzo gradevolissimo, che si lascia ascoltare e scivola via lieve, che ha poca vita propria fuori dalla rassegna, ma potrebbe entrare magari per accontentare un certo target di pubblico.
  • Martha Rossi- Distante: L’unico problema di questo pezzo è che – come per Valeria – è in una selezione con decine di altri brani simili. Nulla da dire sull’elettropop fresco, commerciale, radiofonico, che un posto lo meriterebbe anche. Ma a meno che non vadano su una selezione chiaramente radio-oriented, dovrà sgomitare.
  • Enrico Nigiotti- Cercando miracoli: Lui Sanremo l’ha già fatto nel 2015. E per trovare un artista che bissa la partecipazione nelle nuove proposte  bisogna andare indietro ai Sanremo di Aragozzini o alla metà degli anni 90. Ma dal punto di vista puramente e assolutamente musicale, il pezzo un posto lo meriterebbe perchè mostra un Nigiotti più maturo.
  • Riky Anelli- Malanima: Anche lui Sanremo l’ha già fatto. Ma nel 2001. E la cosa incredibile è che il pezzo di quest’anno è nettamente più giovane e fresco di quello di quando fu selezionato e non andò lontano. Allora portò uno stilema sanremese. Qui siamo su produzioni sempre un pò anni 90, ma si sente la maturità dell’artista soprattutto nel testo.
  • Aprile & Mangiaracina- Il cielo di Napoli: Come è cambiata Silvia Aprile da quel Sanremo del 2010. Molto difficile che una giuria pop oriented selezioni un pezzo così tanto jazz, ma la cantante napoletana e il pianista siciliano sul palco dell’Ariston ci starebbero veramente bene, sarebbe un diamante che impreziosirebbe la rassegna.
  • Hugolini- Semaforo: Allegro divertissement di un artista che arriva alla prova solista dopo un decennio a suonare nei locali d’Italia con una celebre band fiorentina. E’ chiaramente un pezzo fuori da qualunque logica di gara o commerciale, alla Sergio Caputo prima maniera, ma proprio per questo potrebbe addirittura piacere a qualcuno la sfida.
  • Uomosummer- Isolazionismo. Nella mia selezione ideale è l’alternativa a Santiago. Elettropop da ballare, con assonanze di certe produzioni italiane, ma anche europee, anni 80. Testo interessante sui problemi della società moderna vissuti da un particolare punto di vista.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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