Verso l’Eurovision 2018: non solo ‘La forza’: quando l’Europa vuole cantare in italiano
Una delle protagoniste più attese dell’Eurovision Song Contest 2018 che comincia martedì è Elina Netsayeva, la soprano estone che dopo aver vinto la propria selezione nazionale, rappresenterà la tv dello stato baltico con un brano operatic-pop in lingua italiana, dal titolo ‘La forza‘. I bookmakers ed i fan la mettono già fra le favorite per un posto almeno sul podio, se non addirittura per la vittoria finale: la combinazione lirica-italiano, portata in giro nel mondo da Andrea Bocelli, Il Volo o Vittorio Grigolo, da sempre piace al resto del mondo, che – anche per nostre colpe – identifica la musica italiana solo con questo tipo di sound o comunque con produzioni dal sound vintage.
Elina Netsayeva non è la prima artista proveniente da un paese dove l’italiano non è lingua nazionale (dunque Italia, Svizzera, San Marino) a presentarsi in gara ad Eurovision con un brano in lingua italiana. Eccoli di seguito.
Voice- Nomiza (Cipro 2000). Nei tredici lunghi anni di assenza dell’Italia dal concorso, in molti fra i paesi in gara manifestavano chiaro il desiderio di riascoltare la nostra lingua. I primi ad accettare la sfida sono i ciprioti Voice, con un brano bilingue ma con molte parti in italiano. La produzione è però complessivamente poco efficace e il brano atterra in ventunesima posizione.
Mihai Traistariu – Tornerò (Romania 2006). La Romania è uno dei paesi che maggiormente hanno usufruito dell’italiano nel corso del loro cammino eurovisivo. Ad inaugurare la serie è stato Mihai Traistariu, sul palco di Atene: ritornello in italiano sul testo in inglese, quarto posto al traguardo.
Todomondo- Liubi Liubi I love you (Romania 2007). Ancora la Romania, stavolta con un progetto multietnico, che mette insieme artisti di varia nazionalità e varia etnia, che eseguono un brano plurilingue. La parte in italiano è scritta e cantata dall’italiano del gruppo Ciro De Luca, mamma rumena e padre napoletano, da tempo residente in Romania, dove vive facendo il cantante professionista, portando la musica napoletana in giro per il mondo. Tredicesimo posto.
Bonaparti.LV. – Questa notte (Lettonia 2007). In quella edizione gli italiani in gara sono due. Il secondo è il tenore sardo Roberto Meloni, che dopo essersi trasferito in Lettonia per l’Erasmus, ha partecipato e vinto in un talent show locale, intraprendendo poi la carriera canora. C’è lui alla guida della ensemble tenorile Bonaparti.LV (gli altri cinque sono lettoni), che esegue un brano interamente in italiano. E stavolta il testo è scritto da una italiana, Francesca Russo. Sedicesimo posto.
Nico e Vlad Mirita – Pe o margine de lume (Romania 2008). Ancora la Romania, per il terzo anno consecutivo, ancora una volta un brano vintage. Stavolta a cantare una parte del testo in italiano è il duo composto da Nicoleta Matei & Vlad Mirita. Il brano non ottiene il successo sperato e chiude appena ventesimo.
Jacques Houdek- My friend. Di nuovo un tenore, di nuovo un brano vintage, ancora bilingue. Jacques Houdek, artista croato di provata fama, propone una canzone nella quale duetta ‘con sè stesso’, attraccando al tredicesimo posto.
Uno schema abbastanza simile, che abbina l’italiano, la musica italiana, a suoni retrò, quando non esclusivamente al ‘bel canto’.E se da una parte è motivo di orgoglio vedere che all’estero la nostra lingua è molto amata, il fatto che per quasi tutti, lontano dai paesi dove l’italiano è lingua nazionale, non esiste altra musica italiana che questa o quella dei grandi nomi degli anni 60-70-80 (basta farsi un giro su youtube e vedere i grandi raduni musicali all’est…), dovrebbe far riflettere su quanto sia assolutamente necessario un pò di coraggio per le nostre case discografiche per investire all’estero e far capire che la musica italiana è anche molto altro.

