Dopo 25 anni nuovo album per The Mystery of Bulgarian Voices (aka “Il coro delle voci bulgare”)
Ve lo ricordate, il coro delle voci bulgare? Alle nuove generazioni forse non dice nulla, ma quelli di voi che sono sopra i 40 anni avranno almeno una volta sentito “Pipppero“, la canzone di Elio e le storie tese inserito nell’album del 1992 ““İtalyan, Rum Casusu Çıktı” dove appunto partecipava come featuring quello che in realtà si chiama The Mystery of Bulgarian Voices. Ebbene, questa corale femminile della radio e televisione bulgara, celebre per la sua particolare polifonia, dopo aver lavorato in 43 anni di vita con moltissimi big internazionali Kate Bush, Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, U2 e il rapper Drake, esce con un nuovo lavoro.
Non solo. Esce 20 anni dopo l’ultima volta, con una partecipazione importante, quella della cantante ed autrice australiana Lisa Gerrard, vincitrice di un Golden Globe per le musiche de ‘Il Gladiatore’, scritte insieme ad Hans Zimmer, fondatrice del gruppo Dead Can Dance, e che ha preso parte a diverse altre colonne sonore (anche con il nostro Ennio Morricone)
“BooCheeMish”, questo il titolo dell’album, alterna brani originali, scritti da Petar Dundakov, con riarrangiamenti di canti popolari del folklore bulgaro, sfruttando gli archi, le percussioni e la drum machine. A dirigere il coro da 25 anni è Dora Hristova, diplomata al National Music Academy “ancho Vladigerov”, e da anni impegnata nel perfezionamento della musica corale contemporanea. Il singolo di lancio è “Pora sotunda”, che trovate qui sotto.
Il Coro ha tenuto più di 1250 concerti all’estero, numerosi concerti natalizi e pasquali in Bulgaria e oltre frontiera, ha partecipato a vari festival musicali in tutto il mondo e si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto internazionali, è composto è composto da 24 cantanti provenienti dalle regioni rurali della Bulgaria. La loro abilità sta nel combinare canzoni popolari bulgare con armonie che mettono in risalto i loro timbri unici, con i ritmi irregolari, i costumi tradizionali così pittoreschi e soprattutto il modo di cantare per voci parallele a intervalli (di seconda, di settima e di nona) ritenuti tradizionalmente dissonanti nella musica occidentale.

