Buon 2020 con dieci hit eurovisive danzerecce per prolungare il Capodanno

Euromusica vi regala, come ormai sapete, un inizio di anno in musica. Quest’anno abbiamo deciso di farlo in maniera particolarmente scoppiettante e di prolungare i festeggiamenti per Capodanno con dieci canzoni pescate dalla storia recente dell’Eurovision unite dal filo rosso di un ritmo ballabile. Dieci generi per dieci paesi e dieci canzoni. Alzate il volume delle casse e cominciate a ballare. E ovviamente, un buon 2020 a tutti voi.

1 Gina G- Ooh aah.. just a little bit (Regno Unito 2006)

Per cominciare, suggeriamo un po’ di sana eurodisco, di quella bella. Gina G, australiana di stanza nel Regno Unito, nel 2008 sfruttò l’onda del successo europeo per provare a riportare nella terra d’Albione il microfono di cristallo. Non ci riuscì, ma si guadagnò una nomination al Grammy. “Ohh aah just  a little bit, you know what I am looking for“. La bomba di sensualità non lasciava spazio a dubbio alcuno.

2 Copycat – Copycat (Belgio 2009)

Del sano rock’n roll, per continuare, anche se lui non è Elvis, ma solo ‘Copycat’, cioè un copione. Del resto Patrick Ouchene, a quei tempi, era il frontman di una cover band rockabilly: “But it’s too fat for the rock’n’roll”. Deve averlo pensato anche il pubblico, che lo relegò all’ultimo posto, in semifinale, con un misero punto. Però ci fa battere il piede a tempo e tanto basta.

3 Sidsel Ben Semmane- Twist of love (Danimarca 2006)

Meglio però farsi insegnare dalla bella Sidsel Ben Semmane, qui sedicenne, come si balla il twist. Lei, come dice la canzone l’ha imparato ‘da un tipo chiamato Johnny’, che era un po’ timido ed innamorato di Connie”. Poi, moderno Rocky Roberts, si è buttato nel twist e ha conquistato la sua amata.

4 Suzy- Quero ser tua (Portogallo 2014)

Se siete donne, magari più del twist può funzionare una licenziosa pimba, come quella che Suzana Guerra, in arte Suzy portò sul palco di Copenaghen nel 2014 mancando di un soffio la finale. Il pubblico maschile, magari, apprezza di più il suo francamente indimenticabile costumino rosso.

5 Severina- Moja Stikla (Croazia 2006)

Tacchi alti e sfrontatezza. Care donne in visione e all’ascolto, se avete abbastanza fegato (e fiato), potete provare a fare come Severina Vuckovic, che nel 2006 fece ballare l’arena di Atene al ritmo del suo turbofolk arrangiato da Bregovic.  “Oyda da, oyda dai, oyda dai dai, Oyda da, oyda dai, oyda dai dai”

6 Mandinga – Zaleilah (Romania 2012)

“The Balkan girls they like the party like nobody”, cantava nel 2009 Elena Gheorghe. Tre anni dopo, lungo lo stesso filone, la procace Elena Ionescu, frontwoman dei Mandinga ne dava un’altra esplicita conferma. “Zaleilah leilah lei, everyday, everybody. El Perfume del viento, besandome”. Provate a pensare, care ragazze in visione, cosa stessimo guardando noi maschi.

7 – Jessy Matador – Allez Ola Olè (Francia 2010)

Invece del trenino, visto che il 31 dicembre è passato, suggeriamo di proseguire la festa con questo brano dai ritmi caldi, che il franco-congolese Jessy Matador ha portato sul palco eurovisivo di Oslo e in testa alla classifica nazionale. Del resto, come canta: “Allez, allez, allez, il faut en profiter, C’est une bonne journée et on va la fêter. Allez, allez, allez, allez. Il faut danser”. Ah, se vi sembra un inno calcistico è perchè è un inno calcistico. O meglio, avrebbe dovuto esserlo. Era l’inno della Francia per i Mondiali 2010. Poi fu dirottato sull’Eurovision.

8 – Kunkuiskajaat – Tyolki Ellaa (Finlandia 2010)

O magari, preferite come le due bellezze finniche qui sotto, rispondere al freddo dell’inverno con un inno folk al suono della fisarmonica. “What do I sing when I’m in love? Will my love carry the song to the moon?” (ma in finlandese). Il titolo significa: “Si può vivere anche lavorando”. Intanto, balliamo e cantiamo. A piedi nudi, come Sandie Shaw nel 1967. Vi consigliamo il bucolico (nonchè invernalissimo) video ufficiale.  Che meraviglia, la cosa migliore mai portata in concorso dalla Finlandia.

9 Rodolfo Chiklicuatre – Baila el chiki chiki (Spagna 2008)

La burla sfuggì di mano e fu cosi che l’emittente privata rivale di RTVE che aveva cercato di boicottare la selezione nazionale per l’Eurovision si trovò costretta a concedere la licenza al suo artista per andare a Belgrado sotto le insegne della tv pubblica. L’assurdo joca-jouer iberico divenne quindi un ballo capace di arrivare persino in Italia (e di vincere 7 -leggasi sette – dischi di platino in Spagna).  “Give el Chiki Chiki to that little sister With el Chiki Chiki she’s gonna like it, mister​. Uno, el brikindans, dos el crusaito, tres el maiquelyason, cuatro el robocop“. Rigorosamente da ballare mentre si è ancora sotto l’effetto del trenino di fine anno. Guardate la ballerina vestita di fucsia e provate ad indovinare tutti i riferimenti a fatti reali del testo.

 

10 Koza Mostra ft Agathonas Iakovidis – Alcohol is free (Grecia 2013)

A ritmo di rebetiko, per chiudere al meglio la nostra selezione con uno dei pezzi più belli degli ultimi 15 anni eurovisivi. Storia di mare, di pirati e di bottiglie di whisky. E un un gruppo che duetta con uno degli artisti più famosi della musica popolare greca.

Potrebbero interessarti anche...