Poesia e tradizione nella selezione ucraina per l’Eurovision con “99” di Krut

Tra le varie finali nazionali per l’Eurovision che vedremo questa settimana vi sarà quella ucraina su cui oggi noi puntiamo i riflettori. Sabato sera infatti andrà in scena la finale dell’ormai classico Vidbir. Tra i favoriti vi è un brano particolare che unisce suoni tradizionali a quelli più moderni. Stiamo parlando di 99 di Marina Krut, artista di 24 anni che si è diplomata alla scuola d’arte per bambini di Khmelnytsky, sua città natia, specializzandosi nella bandura, strumento a cui lei è fortemente legata. Infatti, dal 2017, anno in cui ha partecipato all’ottava edizione di X Factor Ucraina, ha pubblicato ben due album in cui la bandura è presente in ogni brano.

Come racconta in un’intervista a radiosvoboda, per lei la bandura è non solo uno strumento portatore di un valore etnico, ma capace  anche di unire suoni di vari altri strumenti. Interessante inoltre notare come, seguendo sempre la sua intervista, molti passanti ucraini a volte la fermino per chiedere di che strumento si tratti, nonostante sia uno strumento tradizionale locale. Segno che ci troviamo di fronte a uno strumento per lo più dimenticato e che l’effetto che deve fare al pubblico ucraino non deve essere molto diverso da quello che farebbe su un pubblico italiano.

Sabato, tra i favoriti, si esibirà con 99, il cui nome è legato al concetto che non bisogna mai mollare nelle difficoltà (ci sono 99 ragioni per non arrendersi, un altro modo per dire che ve ne sono parecchie). La canzone, come il video, raccontano la sua storia personale, che vede superare vari ostacoli lungo la strada verso l’obiettivo finale, ovvero il grande palcoscenico. All’inizio della storia, vi è il personaggio principale della videoclip che non può suonare la bandura e lo strumento non ha archi. Sulla sua strada, la ragazza incontra altri eroi che la aiutano a raccogliere delle  corde per poter suonare e cantare in tutto il mondo.

Potrebbero interessarti anche...