Sanremo 2021, l’imbarazzante classifica della prima serata e le nostre pagelle

Si fa quasi fatica a commentare la classifica della prima serata del Festival di Sanremo 2021, con in gara i primi 13 campioni. La giuria demoscopica si conferma inutile e dannosa più del televoto e incredibilmente piazza nei primi cinque posti due fra le peggiori canzoni della serata. Prima Annalisa, davanti a Noemi, la vera sorpresa di questa serata, davanti ad un Fasma che ha fatto abuso di autotune. Bocciati i pezzi più moderni, quelli di Madame e dei Coma_Cose e forse il pezzo più geniale, quello di Max Gazzè. Ma il risultato più sorprendente è il quinto posto di un Francesco Renga apparso molto sotto tono. Fra i giovani passano in finale Folcast e Gaudiano.

CLASSIFICA: 1. Annalisa 2. Noemi 3. Fasma 4 Fedez e Francesca Michielin 5. Francesco Renga 6. Arisa 7. Maneskin  8. Max Gazzè 9. Colapesce e Di Martino 10. Coma_Cose 11. Madame 12. Ghemon 13. Aiello.

Di seguito, le nostre pagelle, quelle del responsabile Emanuele Lombardini e quelle di Beppe Dammacco: 25 anni di differenza fra i due.

CATEGORIA CAMPIONI (in ordine di uscita)

Arisa – “Potevi Fare Di Più”
EMANUELE LOMBARDINI: Gigi D’Alessio che incontra Kekko dei Modà, shakerati con la classe di Arisa. La cantante lucana ha una voce meravigliosa ed è l’unica cosa che rende questo pesantissimo pezzo un po’ più digeribile. JUSTICE FOR ARISA. VOTO 5, perchè lei lo canta bene.
BEPPE DAMMACCO: La firma Gigi D’Alessio si sente in tutta la canzone, e come in ogni brano del cantautore partenopeo c’è una netta spaccatura tra testo e arrangiamento. Arrangiamento bello, ma la melodia non dà giustizia alla cantante lucana, facendole rischiare qualche stecca. Il testo è miele allo stato puro. VOTO 6.

Colapesce e Dimartino – “Musica Leggerissima”
EMANUELE LOMBARDINI: Colapesce, Di Martino e Franco Battiato. Musica leggerissima, che in radio andrà fortissimo e probabilmente anche in gara, anche se l’orchestra penalizza sicuramente l’arrangiamento. ARIA FRESCA, ANZI FRESCHISSIMA. VOTO 8
BEPPE DAMMACCO: Una canzone leggera leggera, che ascolterei volentieri in loop. La sentiremo in radio, e anche se non dovesse passare tanto spesso in rotazione ha un posto garantito nella mia playlist. Una sola imperfezione vocale, nel bridge, ma per il resto le due voci erano perfettamente sincronizzate. Fa venire voglia di cantare e ballare, io stesso ho schioccato le dita e fischiettato a ritmo. Resta bene impressa in mente. VOTO 8

Aiello – “Ora”
EMANUELE LOMBARDINI: Pare che Aiello abbia fatto impazzire il regista nelle prove perchè voleva essere a fuoco in ogni inquadratura. Era per distogliere dal brano inascoltabile, probabilmente. Un brutto pezzo cantato male, urlando nel microfono e stonando all’inizio. DELUSIONE. VOTO 3.
BEPPE DAMMACCO: Dimentica il testo, diverse imprecisioni vocali, d’altronde Aiello è così. Live è abbastanza inascoltabile, ma forse la sua canzone riempirà le playlist su Spotify di qualche adolescente in preda alla febbre dell’indie. A me Aiello piace, ma non sono riuscito ad apprezzare la canzone, ha cantato talmente male che l’unica valutazione possibile è bassissima. VOTO 3.5

Francesca Michielin e Fedez – “Chiamami Per Nome”
EMANUELE LOMBARDINI: L’enorme delusione di un’accoppiata dietro alla quale si è fatto un sacco di hype. Acqua minerale sgassata. Pare che Fedez sia andato a lezioni di canto prima di Sanremo, per prepararsi al Festival. Procedere subito all’arresto del docente. ENTRARE PAPA, USCIRE DIACONO  VOTO 5 (perchè la Michelin alza il voto).
BEPPE DAMMACCO: Ha ragione Leone nella storia della discordia, questa canzone non è granché. Fedez si sforza di cantare con risultati molto discutibili, usa una valanga di autotune che Ghali levati proprio e riesce malgrado tutto a stonare ugualmente. Francesca Michielin è una garanzia. La canzone è senza infamia e senza lode. VOTO 5,5

Max Gazzè e la Trifluoperazina Monstery Band – “Il Farmacista”
EMANUELE LOMBARDINI: Poco da dire, se non che è il solito genio. Basta guardare qui sotto la foto a corredo.  Un brano che scorre via allegro, l’unico vero guizzo di una prima serata sin qui sotto le attese.  Talmente fuori dagli schemi da essere il più centrato. VOTO 9.
BEPPE DAMMACCO:  SI PUÒ FARE! Inizia così il brano del tanto geniale quanto pazzo Max Gazzè, sul palco con delle sagome di cartone (la Trifluoperazina Monstery Band) e con un costume alquanto bizzarro che vorrebbe richiamare Leonardo Da Vinci (con tanto di numero 11 e nome Da Vinci sulla schiena). Finora il brano migliore, e bravissimo Max Gazzè che pure non riuscendo a sentire bene il suo in-ear ha cantato molto bene. Non vuole vincere, non gliene frega niente, e fa bene perché ne sentiremo parlare comunque. VOTO 9.

Noemi- “Glicine”
EMANUELE LOMBARDINI: Noemi è ringiovanita di 15 anni e stasera splende non soltanto vocalmente. Il pezzo è quanto di più sanremese esista e totalmente dentro la sua comfort zone ma è cantato benissimo e soprattutto molto più forte di tutto quello che ha portato in concorso le altre volte. Corre per un posto nella top 5. LANCIATISSIMA. VOTO 8.5
BEPPE DAMMACCO: Finalmente un pezzo forte dopo “Sono solo parole”. Vuole vincere, e questa canzone potrebbe fare molto bene nella classifica del Festival. Canzone allo stesso tempo grintosa e delicata, e menomale che abbiamo questa canzone molto bella che sicuramente ascolteremo anche fuori dall’Ariston! VOTO 10.

Madame – “Voce”
EMANUELE LOMBARDINI: Il commento migliore alla sua performance è l’endorsement arrivato nientemeno che dal Cardinale Ravasi, che ha twittato un verso della sua canzone. Madame ci ricorda che nonostante tutto, è il Festival del 2021 e si candida al primo posto nell’airplay. Un pezzo moderno, che ha già vinto il premio Lunezia per la miglior canzone d’autore al femminile. Difficile che corra per i piani alti, perchè il televoto e la demoscopica hanno un’età media alta. Ma chi lo sa. UNDERDOG. VOTO 9
BEPPE DAMMACCO: Un talento incredibile a soli 18 anni, che porta uno dei pezzi migliori della serata. Non che ci fosse molto da discutere, già dalla prima lettura del testo avevo l’impressione che sarebbe stata una gran bella canzone. Lei è straordinaria, e con questa canzone non andrà bene, andrà benissimo almeno in radio VOTO 10.

Måneskin – “Zitti E Buoni”
EMANUELE LOMBARDINI: Non saranno originali, ma sono assolutamente credibili. Ventenni in rampa di lancio. Del sano rock a mezzanotte, ci sveglia. Attenzione a darli fuori dalla corsa per i piani alti OPERAZIONE RILANCIO VOTO 7.
BEPPE DAMMACCO:  Rock puro sul sacro palco del teatro Ariston di Sanremo! Rompono gli schemi con la loro musica. Un po’ di sano hard rock come non se ne sentiva da anni su questo palcoscenico, e ben vengano artisti come loro che, sin dalla prima esibizione, hanno letteralmente buttato giù il teatro. VOTO 10

Ghemon – “Momento Perfetto”
EMANUELE LOMBARDINI: A Ghemon riconosco che non è mai banale e sa sempre proporsi in una veste diversa, che ne conferma la poliedricità come interprete e come autore. Ma per onestà va detto che questo pezzo è brutto. Molto brutto. PECCATO. VOTO 4.
BEPPE DAMMACCO: Il suo ritorno a Sanremo, dopo “Rose viola, è una canzone molto leggera, che ha uno stile quasi annoiato, che si lascia trascinare. Non è niente male, poco radiofonica e per niente eurovisiva, ma mi piace e non so nemmeno perché. Il motivo “catchy” resta impresso in mente, e non posso fare almeno di schioccare le dita a tempo. VOTO 7,5

Coma_Cose – “Fiamme Negli Occhi”
EMANUELE LOMBARDINI:  Non è la loro migliore produzione, ma vorrei sentire la versione discografica, perchè sono convinto che pezzi come questo perdano molto con l’orchestra, perchè sono pensati per una diversa strumentazione. Però è un brano diretto, che entra in testa in cinque secondi. In radio farà benissimo, in gara è più difficile, perchè in molti potrebbero non apprezzare i calembours del testo che li caratterizzano. IN ASCESA. VOTO 7.5
BEPPE DAMMACCO:  Canzone in pieno stile Coma_Cose, con molti giochi di parole e frasi apparentemente prive di senso compiuto. Un brano che personalmente mi piace molto (sarà che apprezzo il duo da prima che raggiungessero il successo). Abbastanza radiofonica, di sicuro sarà nella mia playlist. VOTO  7,5 (ma potrebbe anche arrivare a 10 dopo un paio di ascolti).

Annalisa – “Dieci”
EMANUELE LOMBARDINI: Resto ancora dell’idea che meriti di vincere prima o poi Sanremo: è una delle migliori voci italiane, cristallina come poche ed ha saputo smarcarsi dal quella catena di montaggio che è Amici. Ma ancora una volta, i pezzi che porta in gara non vanno sopra la sufficienza. Bello, cantabile, ma non decolla mai. COMPITINO. VOTO 6 di immensa stima.
BEPPE DAMMACCO: Non all’altezza della cantante, che ha una voce molto bella e non ha paura di farla sentire. Peccato perché lei potrebbe puntare molto in alto, ma spesso le vengono date canzoni non all’altezza. Non è un’insufficienza, anzi, è orecchiabile, azzarderei un “bella”, ma non tra le migliori della serata. VOTO. 6,5

Francesco Renga – “Quando Trovo Te”
EMANUELE LOMBARDINI: Renga è la più grande delusione della serata. Nel senso che nelle sue passate partecipazioni, la sua indubbia straordinaria vocalità e la sua interpretazione compensavano brani non sempre all’altezza. Stavolta il brano è così brutto che non c’è niente che tenga. DEBOLE. VOTO 4
BEPPE DAMMACCO: Senza infamia e senza lode. non è neanche al massimo della forma, ci ha regalato prestazioni migliori e soprattutto brani migliori. Anche in questo caso non è malissimo, arriva quasi alla sufficienza, però magari è solo il primo ascolto a darmi questa impressione. Magari riascoltandola mi piacerà di più. VOTO: 4

Fasma – “Parlami”
EMANUELE LOMBARDINI: L’abuso di autotune andrebbe punito per legge. Fasma ne usa talmente tanto che la sua canzone, che pure funzionerebbe, perfino, sembra eseguita da una voce sintetizzata. IRRITANTE. VOTO 5
BEPPE DAMMACCO:  Trap allo stato puro, tantissimo autotune, e in alcuni punti la voce di Fasma fa a cazzotti con l’orchestra. Non è affatto male però. Peccato che a volte vada a prendere fiato nel momento sbagliato, per rappare più barre possibili spezza le parole. Bella la melodia, il testo non è male, ed è la trap meno fastidiosa che abbia mai sentito, anche se ho avuto la sensazione che a un certo punto si sia perso. VOTO: 6 (ma per favore, non abusare più di autotune!)

 

CATEGORIA NUOVE PROPOSTE (in ordine di uscita)

Gaudiano – “Polvere Da Sparo”
EMANUELE LOMBARDINI: Il brano perde un sacco nell’arrangiamento con l’orchestra anche se resta di ottimo livello. Lui impreciso. Passa il turno, lo rivedremo quindi venerdì. RISENTIBILE. VOTO  6.5
BEPPE DAMMACCO: Qualche piccola imprecisione vocale e qualche parola non scandita benissimo soprattutto nel ritornello ma comunque prevedibile: alla difficoltà di rompere il ghiaccio al Festival di Sanremo bisogna aggiungere la difficoltà di cantare davanti a una platea vuota. Buona la presenza scenica e la mimica. Nel complesso l’esibizione è più che sufficiente. VOTO 7

Elena Faggi – “Che Ne So”
EMANUELE LOMBARDINI: Viene da Italia’s Got Talent, dove aveva preso il Golden Buzzer. Il pezzo era già noto e non è che fosse straordinario, lei è parecchio emozionata. NESSUN BUZZER, ANZI. VOTO 5
BEPPE DAMMACCO: Anche lei non pulitissima, prestazione non all’altezza della finale di Sanremo Giovani al Casinò. Al di là del look stile bambola di porcellana, forse l’esibizione è stata un po’ troppo asettica rispetto alla canzone particolarmente “sbarazzina” e dal motivo che resta bene in testa. VOTO 5.5

Avincola – “Goal!”
EMANUELE LOMBARDINI: Male in avvio,  è molto emozionato e questo pesa molto sulla sua performance Ma il brano resta il più forte fra quelli in concorso, fresco e radiofonico. Viene eliminato, peccato. OCCASIONE PERSA (DAL FESTIVAL) VOTO 8 al brano, 5 alla performance.
BEPPE DAMMACCO:  L’’entrata con il pallone spinge Amadeus a provare uno stop di petto e un tiro, in barba ai protocolli. Vocalmente non entusiasmante, anche se rispetto agli altri credo qualcosina in meno l’abbia sbagliata. In ogni caso nulla di entusiasmante. VOTO: 6,5

Folcast – “Scopriti”
EMANUELE LOMBARDINI: Diretto sul palco da Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours, prodotto da Tommaso Colliva, già vincitore di un Grammy. Porta un genere poco sfruttato a Sanremo, molto americano. Funziona, ed ha prospettive. Potrebbe sparigliare le carte venerdì. TALENTO. VOTO 7.5
BEPPE DAMMACCO: La voce migliore dei quattro che si sono esibiti stasera. Anche lui non ci regala un’esibizione pulitissima, ma dal punto di vista vocale è il migliore. Rischia una stecca, ma la evita e si riprende subito. Bravo. VOTO: 8

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