Noa Kirel chiama il nuovo singolo “Love Song”. Ma nel video è Kill Bill
Noa Kirel torna con un nuovo singolo, “Love Song”, e lo fa nel modo più spiazzante possibile: non con un’altra canzone d’amore zuccherosa, ma con un videoclip che si apre con un avviso “vietato ai minori di 18 anni” e prosegue tra spade, colpi e fiumi di sangue. La cantante, cinque volte di fila vincitrice degli MTV Awards come miglior artista del suo Paese e terza classificata ad Eurovision 2023 con “Unicorn”, continua la scia di brani di grande livello internazionale, nonostante l’uso della lingua ebraica: questo ancora una volta a testimoniare come diciamo sempre, che non è la lingua in cui è eseguito a rendere il brano una potenziale hit.
“Love Song” resta fedele al suo pop elettronico e ritmato, con un ritornello immediato e orecchiabile: nel testo, però, Kirel rifiuta le solite promesse eterne e preferisce chiudere i conti, quasi con ironia, bruciando tutto insieme al partner. Una sfumatura cinica che gioca consapevolmente con i cliché del genere, senza però abbandonare l’appeal da dancefloor che ha costruito il suo successo.
Il racconto nel videoclip
È il videoclip, diretto da Adam Reeder, a spostare davvero l’attenzione. Al centro della storia c’è la luna di miele di Kirel con il marito Daniel Peretz in Giappone, un viaggio realmente interrotto da un’appendicite acuta che ha costretto la cantante a un rientro d’urgenza in Israele per l’intervento chirurgico. Nel video quell’episodio diventa tutt’altro: durante una cena in un ristorante giapponese, Kirel comincia a sospettare che il compagno stia flirtando con la cameriera, lo segue e la situazione degenera rapidamente in una rissa corale, con spade sguainate e sangue in abbondanza. Il colpo che la protagonista incassa allo stomaco diventa, con un pizzico di autoironia, la spiegazione fittizia del vero malore che l’aveva colpita in viaggio.
L’estetica richiama apertamente “Kill Bill” e l’immaginario di Quentin Tarantino, con una violenza volutamente esagerata e teatrale più che realistica; non a caso il tono action e provocatorio è stato accostato ai video più spregiudicati di Sabrina Carpenter, in un mix di ossessione romantica e atmosfera horror. Ad accompagnare l’uscita, sui social Kirel ha scritto un messaggio scherzoso, spiegando che quello è ciò che è “successo durante la luna di miele in Giappone” e invitando i fan a non credere alle voci circolate in precedenza.
Nel solco di Miley Cyrus e Sabrina Carpenter
L’operazione si inserisce in un momento preciso della carriera dell’artista israeliana, oggi 25enne. Kirel è cresciuta come volto della televisione per ragazzi, protagonista di serie per bambini e per anni colonna portante del Festigal (un concorso musicale per bambini molto famoso in Israele ndr), dove tornerà anche nell’edizione 2026. Nel 2022 aveva già dimostrato la sua capacità di riempire spazi enormi con il concerto al Parco HaYarkon, davanti a oltre trentamila spettatori, in coincidenza con l’uscita di “Panterah”. L‘Eurovision e la carriera internazionale hanno poi ampliato ulteriormente il suo pubblico.
Il percorso ricorda quello di altre popstar cresciute davanti a un pubblico molto giovane e passate successivamente a un’immagine più adulta, da Miley Cyrus e Britney Spears fino appunto a Sabrina Carpenter. Kirel sembra voler gestire questa transizione senza però recidere il legame con il pubblico che l’ha accompagnata fin dagli inizi.
Proprio questa doppia dimensione rende particolare la scelta di accompagnare “Love Song” con immagini esplicitamente violente. Il video contiene un avviso in apertura, ma resta facilmente raggiungibile online anche da quel pubblico più giovane che conosce Kirel attraverso il Festigal e le sue precedenti esperienze televisive.
Musicalmente “Love Song” non segna una rivoluzione nel catalogo di Kirel: resta nel territorio pop che l’artista frequenta da tempo. È il video, però, a trasformare l’uscita in qualcosa di più, giocando deliberatamente con l’immagine della “ragazza del Festigal” ormai cresciuta.
