“One more kiss” delle Fourteen: il K-Pop italiano sbarca su Rai V/BE

C’è un debutto che profuma di scommessa e di novità nel panorama pop italiano, ed è quello delle Fourteen: quattro ragazze di appena 14 anni pronte a portare in Italia il linguaggio e l’estetica del K-pop, con un progetto pensato fin dall’inizio per parlare anche al pubblico europeo. Il gruppo ha già pubblicato il primo singolo, “One more kiss”, e da gennaio 2027 sarà protagonista di una serie tv su Rai Vibe, il nuovo canale Rai dedicato al pubblico kids e teen che prenderà il posto di Rai Gulp.

Un’idea coltivata per sei anni

Dietro Fourteen c’è la firma di Paolo Meneguzzi e Alberto Meroni, che a quanto pare portavano avanti l’idea da tempo: lo stesso Meneguzzi ha raccontato di averla coltivata per sei anni prima di vederla finalmente prendere forma. A produrre il progetto è Joy Production & Sustainability Srl, con la Rai come partner televisivo ufficiale e Warner Music Italia a occuparsi della parte discografica.

L’ambizione è chiara fin dal nome del progetto: applicare il modello coreano, fatto di casting rigorosi, percorso formativo intensivo e racconto transmediale tra tv, musica e social, a un prodotto interamente italiano ma costruito per varcare i confini nazionali. Il piano, oltre al gruppo e alla serie, prevede un album di inediti con videoclip originali e un tour nazionale nel 2027.

Viola, Sofy, Cahaya e Deegee: le quattro voci del gruppo

Le protagoniste di Fourteen si chiamano Viola (Scalzo, da Io canto Generation), Sofy, Cahaya (Cahaya Lovisa Kabuhung) e Deegee, tutte di 14 anni, selezionate attraverso casting nazionali svoltisi tra Napoli, Milano e Roma nel giugno 2026. Nei giorni del lancio di “One more kiss” le quattro sono già al centro dei primi contenuti coreografici legati al brano, che stanno circolando su TikTok e Instagram, i canali naturali per intercettare il pubblico più giovane a cui il progetto si rivolge.

 

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“One more kiss”: il debutto discografico

Il percorso di selezione si è sviluppato in tre tappe ravvicinate: Napoli il 13 e 14 giugno, Milano il 20 e 21 giugno, Roma il 25 e 26 giugno, con un callback finale il 27 e 28 giugno per definire, oltre alle quattro protagoniste, anche il corpo di ballo che le affiancherà nella serie. A guidare i provini di canto e ballo sono stati lo stesso Paolo Meneguzzi e Andreas Carlsson, autore del testo del primo singolo del gruppo. Carlsson è uno svedese pluripremiato ai Grammy che vanta collaborazioni anche con Britney Spears (ha firmato fra l’altro “Baby, one more time” e “Oops I did it again”)

Alla produzione del brano, uscito lo scorso 7 agosto per Warner Music, c’è invece Eric Libdom, che ha lavorato con le TWICE e con BoA.

Il K Pop è un riferimento generale, ma ovviamente è tutto molto tarato sull’Occidente:  guardando il video e in generale i reel del quartetto sui social, c’è da dire che più che la Corea ricorda tutto molto la Svezia (il sound del brano sicuramente), mentre l’estetica è quella delle quattordicenni mitteleuropee, che sanno già padroneggiare bene le telecamere nonostante la giovanissima età. Nel complesso è un pop di buona fattura, destinato a funzionare sopratutto con la prossima spinta televisiva.

Da gennaio la serie tv

Il racconto della nascita del gruppo, dai casting in poi, arriverà infatti in tv da gennaio 2027 su Rai V/BE, il nuovo canale Rai pensato per il pubblico kids e teen che da quello stesso mese sostituirà Rai Gulp. Un lancio che intreccia più linguaggi — musica, televisione, social — nel tentativo di costruire un fandom fin dalle prime settimane di vita del progetto.

L’identità dei giovanissimi, anche in Italia

L’onda del K-pop è inarrestabile anche da noi. I BTS sono ormai un must fra i giovanissimi (particolarmente fra le ragazze) e solo la scorsa settimana il nuovo album degli Stray Kids, dal titolo “This & That”, ha raggiunto la vetta della charts anche in Italia come in altri Paesi europei. Sempre gli Stray Kids sono citati a modello nel ritornello di una canzone dello Junior Eurovision 2025, Come noi” delle sammarinesi Idols SM.

E il recente successo del film d’animazione Netflix KPop Demon Hunters ha fatto da traino sia all’album sia ai singoli di punta, “Golden” delle HUNTR/X (Premio Oscar alla miglior canzone originale) e “Soda pop” dei Saja Boys, confermando quanto questo sia il sound del presente anche in Italia e persino a fronte di cantanti “virtuali”, visto che le voci degli artisti reali sono associate a personaggi animati.

Se è vero che ogni generazione ha i suoi artisti di riferimento, nei quali gli adolescenti possono riconoscersi, il K-pop è sicuramente uno dei linguaggi musicali della Generazione Alfa. Paolo Meneguzzi, cantautore italo-svizzero con una lunga carriera e diversi Sanremo alle spalle, ha anche nel suo carniere un Eurovision da protagonista (nel 2008 in quota Svizzera con “Era stupendo”), due da commentatore per la RSI e due dietro le quinte: è stato infatti coautore degli ultimi due brani dello Junior Eurovision per l’Italia (e quindi per la Rai).

Tutte associazioni che fanno pensare a come i due progetti possano incrociarsi. Le Fourteen hanno per l’appunto 14 anni e quindi, in teoria, sono già al limite massimo di età per lo Junior Eurovision. Ma chissà che, dopo le recenti modifiche all’età minima per l’Eurovision, salita a 18 anni, non possano esserci slittamenti in avanti anche per lo Junior. E allora magari il K-pop italiano targato Rai potrebbe sbarcare in Europa.

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