Il disco più venduto della storia svedese parla di un’ape che fa addormentare i bambini
Nel tempio del pop plasticoso, dei ritornelli immediati e degli autori dei più grandi successi internazionali, la classifica degli album più venduti è dominata dal 2023 da un audiolibro di fiabe della buonanotte. Parliamo di “Somna Med Humlan Djojj” (addormentati con Bombo Djojj), da 259 settimane consecutive nella chart svedese e negli ultimi tre anni disco più venduto del Paese.
Se ci leggete non vi sarà sfuggita l’assonanza con “Vogguvìsur” dell’islandese Hafdìs Huld che da sei anni è l’album più venduto terra dei geyser. In questo caso, però, il progetto ha assunto dimensioni ancora maggiori. Non si tratta di un successo nato quasi per caso da un’esigenza familiare, ma di qualcosa che si è evoluto nel tempo fino a diventare un fenomeno culturale prima ancora che commerciale. O forse entrambe le cose contemporaneamente.
Al punto che IFPI Sverige o ha classificato al primo posto nella graduatoria degli album con le migliori performance nella Sverigetopplistan nei suoi 50 anni, dal 1975 al 2025. Si, avete letto bene: “Somna Med Humlan Djojj” è l’album più venduto della storia della Svezia. Un disco di fiabe e canzoni per la buonanotte, concepito in origine come accompagnamento audio a delle storie, é diventato uno dei fenomeni discografici più sorprendenti della musica svedese contemporanea. Che smacco, per i giganti del pop.
Il progetto che diventa simbolo culturale
Dietro al progetto ci sono padre e figlia: Staffan e Josefin Götestam. Lui è attore, commediografo e regista, lei cantautrice e attrice. Entrambi hanno alle spalle altri lavori per bambini, soprattutto teatrali, ma l’idea è quella di andare oltre e costruire un mondo che fosse a loro misura: rassicurante, tenero ma allo stesso tempo educativo. Nasce così nel 2019 il primo audiolibro, “Godnatt Djojj”, una serie di brevi fiabe della buonanotte narrate dallo stesso Staffan, accompagnate da musica ed effetti sonori e chiuse da “Godnattvisan”, una canzone scritta e cantata da Josefin.
Protagonista dell’audiolibro è Djodjj, un’ape (un bombo, per la precisione), dolce e timida, che vive in un mondo naturale fiabesco insieme ad altri insetti e animali. Le storie ruotano attorno a temi semplici ma universali: amicizia, solitudine, paura, coraggio, rispetto per la natura. Ogni episodio dura pochi minuti ed e pensato per essere ascoltato prima di dormire.
L’audiolibro è un formato antico, tutto sommato, ma le piattaforme lo vestono di nuovo e così le famiglie svedesi iniziano ad ascoltare insieme ai bambini le avventure dell’ape Djodjj. La canzone, soprattutto, diventa un punto fisso: i bambini la riconoscono, la aspettano, la cantano.
Il successo su Spotify porta al primo vero album, appunto “Somna Med Humlan Djojj”, che esce il 30 ottobre 2020. La partenza è diesel, ma qualcosa sta già accadendo nelle case: i genitori lo usano ogni sera, i bambini lo richiedono, le playlist si riempiono delle sue tracce. È l’inizio di un effetto routine domestica che, nel tempo, si rivelerà devastante per le classifiche.
Nel 2022 l’album è già stabilmente in Top 10, poi da gennaio 2023 si issa in testa alla chart e non si schioda più salvo in poche specifiche occasioni: la compilation del Melodifestivalen (il concorso nazionale che seleziona l’artista per l’Eurovision), l’album del vincitore di quest’ultimo e qualche big nazionale e internazionale.
Il singolo di maggior successo, “Djurens vaggvisa”, ha avuto un percorso parallelo: oltre 1.700 giorni in classifica (quasi cinque anni), 85 giorni al numero 1 e più di 130 milioni di stream solo in Svezia ed è diventato una sorta di inno nazionale della buonanotte: anche chi non conosce l’intero progetto, ha imparato il brano a memoria. E come già successo in Islanda, anche le radio svedesi sono costrette a modificare le loro classifiche per arginare l’invasione dei singoli dell’album nelle programmazioni di musica pop.
La routine notturna motore di ascolto
Il segreto del successo di “Somna med Humlan Djojj” non però solo commerciale, bensì culturale e comportamentale. L’album è diventato parte di una routine domestica: ogni sera migliaia di famiglie lo utilizzano per accompagnare i bambini al sonno.
È un meccanismo molto diverso da quello di un normale disco pop. Un album tradizionale può concentrare gran parte degli ascolti nelle settimane successive all’uscita e poi progressivamente scendere. Una raccolta utilizzata per il sonno può invece essere ascoltata ogni sera, per mesi o addirittura per anni. E quando in famiglia arriva un fratello o una sorella più piccoli, il ciclo può ricominciare.
C’è poi un altro elemento: quello del comfort. Quelle canzoni finiscono per diventare un segnale familiare e rassicurante, associato al momento in cui la giornata si chiude. L’ascolto non dipende più dalla novità del disco, ma dalla sua funzione..È sostanzialmente lo stesso meccanismo che abbiamo osservato in Islanda con “Vogguvìsur”, ma in Svezia il fenomeno è andato oltre
Oltre la buonanotte: Humlan Djodjj strumento come educativo
“Somna med Humlan Djojj” non è infatti oggi solo una raccolta di ninne nanne, ma un vero e proprio brand ben riconoscibile, un universo narrativo completo, con storie, personaggi, libri e persino una serie animate. Humlan Djojj è entrato nella cultura svedese perché ha smesso di essere solo musica o solo un cartone: è diventato un rito collettivo.
Sono usciti diversi libri per bambini con le storie di Djojj, illustrati da Louise Jacobsson e Sara Baeck. I volumi riprendono le trame degli audiolibri, ma in forma scritta e visiva, adatti alla lettura ad alta voce. In collaborazione con UR, l’ente pubblico svedese per l’educazione, e nata una serie animata di Humlan Djojj, Gli episodi sono brevi, con ritmi calmi e temi educativi. La serie ha reso così il personaggio visibile anche ai bambini che non avevano mai ascoltato gli audiolibri.
Attenzione però, ridurre il successo di Humlan Djojj ai freddi numeri di una routine notturna non rende giustizia al progetto. Le storie affrontano infatti temi importanti attraverso un linguaggio accessibile ai bambini. Djojj è un’ape e il suo mondo permette di parlare con naturalezza di biodiversità, insetti, fiori e cicli naturali. Temi molto forti in Svezia, anche nell’educazione dei bambini.
Allo stesso tempo entrano in gioco emozioni tipiche dell’infanzia: la timidezza, la paura del buio, la solitudine, il desiderio di amicizia. Il tutto senza trasformare ogni racconto in una lezione.: Humlan Djojj è un compagno di viaggio. C’è infine la dimensione condivisa dell’ascolto: sono storie pensate per i bambini ma che, soprattutto nella fase della buonanotte, vengono spesso vissute insieme ai genitori.
In un’epoca nella quale una parte consistente dell’intrattenimento infantile passa attraverso gli schermi, Humlan Djojj propone esattamente il contrario: pochi minuti, ritmi lenti, una voce, della musica e una storia.
Nel marzo 2024 è arrivato anche “Sov med Humlan Djojj”, secondo album con dieci nuove ninne nanne. Il disco prosegue nello stesso universo sonoro del primo e ha consolidato ulteriormente il progetto. Nel momento in cui scriviamo, i due lavori occupano addirittura il primo e il secondo posto della classifica svedese degli album, con Sov med Humlan Djojj che ha già superato le 129 settimane in chart.
Una sfida da raccogliere
“Somna med Humlan Djojj” in Svezia é ormai parte del DNA delle famiglie: quasi ogni genitore svedese con figli piccoli lo conosce, lo usa, lo consiglia. Questo ha creato un effetto di normalizzazione culturale: non è più “un album per bambini”, bensì quasi un linguaggio comune e un ponte fra generazioni: le scuole dell’infanzia lo usano come sottofondo, i nonni lo regalano ai nipoti. Ed è forse questa la parte più interessante dell’intera storia.
In un Paese come la Svezia, dove l’industria musicale ha un peso enorme e dove il pop è da decenni uno dei prodotti culturali esportati con maggiore successo, dove un evento come il Melodifestivalen fa il 90 percento di share, vedere un progetto per la buonanotte competere con le grandi produzioni discografiche dice qualcosa su quanto sia cambiato il concetto di “album di successo”. La musica non è solo intrattenimento o riflessione. Può diventare anche cura, educazione, rituale domestico, persino medicina.
Una sfida che dovremmo cogliere anche in Italia, dove le classifiche sono sempre più dipendenti da un pubblico molto giovane e da prodotti costruiti intorno a un consumo rapido. In Svezia, paradossalmente, a mettere tutti in fila è da anni un bombo che aiuta i bambini ad addormentarsi

