Una preghiera in musica dal Mondo per i tre anni dal massacro del 7 Ottobre

Il Friends of Zion Heritage Center ha lanciato “The Whole World Sings Together”, progetto musicale internazionale realizzato in occasione del terzo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 in Israele, nel quale furono uccise circa 1.200 persone e altre 251 furono prese in ostaggio. L’iniziativa è dedicata alla memoria delle vittime e, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole esprimere solidarietà a Israele e al popolo ebraico.

Il brano è accompagnato da un videoclip realizzato in Israele e il progetto prevede un invito rivolto alle persone di tutto il mondo a cantarlo oggi, 7 ottobre. Noi di Euromusica ci associamo idealmente, nel ricordo delle vittime sterminate al Nova Festival e degli ostaggi uccisi nei mesi a seguire.

Siciassette Paesi per “The Whole World Sings Together”

La canzone è stata ideata e prodotta da Mike Evans, fondatore di Friends of Zion, e riunisce voci provenienti da diciassette Paesi: Stati Uniti, Israele, Cina, India, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Francia, Ungheria, Iran, Yemen, Germania, Argentina, Corea del Sud, Regno Unito, Italia, Russia e Messico. Una memoria collettiva in questo giorno che lentamente si sta cercando di cancellare normalizzando il terrorismo e trasformandolo in atto di resistenza.

Il Global Prayer Event for Israel

“The Whole World Sings Together” farà parte anche del Global Prayer Event for Israel, iniziativa organizzata da Friends of Zion per il 7 ottobre.

Il programma prevede una maratona internazionale di preghiera di 24 ore trasmessa in diretta da Gerusalemme, con un momento centrale al Muro Occidentale. Friends of Zion punta così a inserire il videoclip all’interno di una giornata più ampia dedicata al ricordo delle vittime.

Il riferimento a “We Are the World”

Il modello dichiarato è quello di uno dei più celebri progetti musicali collettivi del Novecento: “We Are the World”.

La canzone, scritta nel 1985 da Michael Jackson e Lionel Richie e prodotta da Quincy Jones, riunì oltre 40 artisti statunitensi sotto il nome USA for Africa con l’obiettivo di raccogliere fondi contro la carestia in Africa. È lo stesso Evans a richiamare esplicitamente quel precedente: «Nel 1985 il mondo ha cantato insieme per l’Africa. Ora il mondo deve farlo per il popolo ebraico».

Il testo di “The Whole World Sings Together” ruota soprattutto attorno ai concetti di memoria, solidarietà e speranza, con riferimenti alla possibilità di ricostruire dopo il trauma.

Anche in questo caso Friends of Zion lega direttamente il progetto alla memoria del 7 ottobre e delle persone coinvolte nell’attacco, dagli uccisi agli ostaggi e alle loro famiglie.

L’organizzazione sintetizza il senso dell’iniziativa contrapponendo «il ricordo all’oblio e la vicinanza all’isolamento». Il risultato è un progetto nel quale la musica diventa soprattutto uno strumento per veicolare un messaggio commemorativo, con l’ambizione di coinvolgere contemporaneamente persone di diciassette Paesi.

La nostra posizione

La posizione di Euromusica è ben nota. Non ci sarà pace in Medioriente senza riconoscimento reciproco e senza applicazione della risoluzione 181 dell’Onu che riconosce il diritto di Israele ad esistere. Gridare “Palestina libera dal fiume al mare” è negare l’esistenza di Israele.

Liberare Gaza dai terroristi tagliagole di Hamas e contemporaneamente liberare Isreale da un Governo fondamentalista paragonabile ad Hamas per ideali, che ha rovinato la reputazione internazionale del Paese. E poi da qui ripartire rilanciando gli accordi Abramo per interrompere i quali Hamas ha lanciato l’attacco: sono la base solida, visto anche l’appoggio del mondo arabo al piano di pace, sulla quale costruire un dialogo che possa condurre in prospettiva alla convivenza se non pacifica almeno civile fra due popoli, due culture e due stati.

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