Lo Sportello di Euromusica/ Giuseppe Calini
L’esperienza di uno abituato ai palchi e in generale alla musica e del buon rock, mescolato al pop. Allo Sportello di Euromusica si presenta oggi Giuseppe Calini, 48enne rocker legnanese, che propone il suo quattordicesimo album “Avevano ragione loro”, di cui a questo link trovate la title track. Il disco è distribuito dalla MusicForce. Perito industriale, Calini suona e canta sin da bambino ed è cresciuto col grande rock degli anni 70: Uriah Heep, Blackfoot, Sweet, Free, Ambrosia, Nazareth e tanti altri.
Musicista completo, Giuseppe Calini canta, suona chitarra, basso, pianoforte e batteria, riuscendo a comunicare, quindi, alla perfezione anche con tutti gli strumentisti che negli anni hanno collaborato alla sua feconda produzione discografica. Alcune tematiche gli sono particolarmente care e possiamo rintracciare dei veri e propri “fil rouge” nei suoi testi, fin dal disco d’esordio, “Spirito Libero”, uscito nel 1986: su tutti, oltre al rock’n’roll declinato in tutte le sue sfumature, (sia con le note, che con le parole), la grande passione per i nativi americani e per la loro cultura. Sono proprio gli “indiani” i “loro che avevano ragione” e che hanno ispirato anche l’ultimo disco.
Dove però c’è dentro tanto della sua vita, ci sono le favole e c’è la sua città, Legnano. Fra le canzoni migliori c’è “Tu sei qui (io non so scrivere canzoni d’amore)”, il singolo che aveva lanciato l’album, un’ intensa ballad che Giuseppe ha dedicato a sua moglie Chiara: il video che accompagna il pezzo e’ stato girato tra il Parco Castello di Legnano ed il locale “La luna nel pozzo”, che sorge in quella che era la casa dei nonni di Giuseppe e nella cui cantina sono nati i primi brani del rocker legnanese. In “Avevano ragione loro” hanno suonato nomi eccellenti: Matt Laugh alla batteria, Simone Sello alla chitarre, Johnny Ted al piano, organo Hammond e cori, Daniela Maldarin e Brace Goodtime ai cori. Altre tracce interessanti, “Already gone” e “Colori d’Irlanda”.

