X Factor 9, dopo gli Home Visit ecco i 12 artisti ammessi ai live
Tutti insieme all’auditorium di Courmayeur, il più alto d’Europa, ad oltre 2000 metri di altezza per gli Home Visit di X Factor 9, ultimo step verso i live: canteranno insieme con una band e la grande novità è che gli artisti possono ascoltare tutte le performance, studiando dunque i loro possibili avversari. Scenario suggestivo ma indubbiamente l’altezza e l’aria rarefatta sono un ostacolo, nonostante ovviamente si canti al coperto.
Clamorose eliminazioni, annunciate agli artisti durante un viaggio in funivia: niente live per tre che hanno molto impressionato vale a dire Marco Sbarbati, Iron Mais e Street Chords ma soprattutto gli OSC2X. Scelte incredibili quelle di Fedez, che non mancheranno di far discutere: soprattutto il duo elettropop aveva davvero colpito. Incredibile anche l’esclusione di Selene Capitanucci, apparsa la migliore dall’inizio, esclusione incredibile soprattutto se paragonata a Elenora Anania, onestamente sguaiata,eccessivamente urlante e ridondante. Escludere un’artista perchè “troppo perfetta” è davvero una motivazione senza alcun senso.
UOMINI 16-24 (Mika)
Curiosa soprattutto la performance di Cranio Randagio su un pezzo di Dargen D’Amico ricco di ironia. Molto classica e molto italiana (sebbene su un pezzo internazionale come “Say something” degli A great Big World) la performance di Luca Valenti, bravo ma forse non sufficientemente internazionale. Debole rispetto alle altre volte Marco Gori (“Dont’stop me now” dei Queen), bene Giacomo Runco in arte Eva su “Carry you home” di James Blunt (a cui Mika però contesta la scelta. definita poco coraggiosa) e Leonardo Marius Dragusin (“Anna e Marco”), assai meno convincente Angel Gabriel Marmolejos su “Luci a San Siro”, troppo costruito. Passano il turno:
- Luca Valenti
- Leonardo Marius Dragusin
- Giacomo Runco in arte Eva
DONNE 16-24 (Skin)
Selene Capitanucci si conferma ancora la più versatile cantando bene un pezzo poco noto come “The story” della statunitense Brandy Carlile nella versione della messicana Sara Ramirez. Eleonora Anania su “Margherita” continua a sembrare il karaoke in mezzo ad artisti decisamente migliori, sembra solo dotata di buona voce ma la meno pronta, quella su cui c’è da lavorare di più. Stecca nel finale per Gaia Albertazzi (“Quando una stella muore”) , mentre Enrica Tara (“Hometown glory” di Adele era anche molto azzardata come scelta, a dire il vero), con i suoi 16 anni si fa prendere un pò dall’emozione e sfodera una performance buona solo in parte, così come Margherita Principi, piatta su “Guardastelle” di Bungaro e Martina Galli (“Lovesong” di Sara Bareilles).Passano il turno:
- Margherita Principi
- Enrica Tara
- Eleonora Anania
GRUPPI (Fedez)
Gli OSC2X piacevano forse di più su pezzi più genuinamente elettronici ma anche su “It takes a fool to remain sane” dei The Ark non dispiacciono, con un bell’arrangiamento e una notevole sicurezza. Street Chords a cappella sulla hit dell’anno, ovvero “Roma-Bangkok” di Baby K e Giusy Ferreri: meritano, assolutamente. Moseek ci fanno riascoltare nientemeno che “Relax” dei Frankie Goes to Hollyowood e solo per questo meritano un applauso. A parte questo, molto bravi, bell’arrangiamento. L’esperienza si sente. Landlord su “Liberi o no” di Gualazzi & The Bloody Beetroots, molto bravi. Grosso team, quello di Fedez quest’anno.Gli Urban Strangers portano “We cry” dei The Script ma sono costretti a ricominciare per un problema. Iron Mais con “Svalutation” di Celentano, applausi a scena aperta. Passano il turno:
- Moseek
- Landlord
- Urban Strangers
OVER (Elio)
Davide Sciortino canta “Ordinary people” di John Legend e si sente che canta già da un bel pezzo live in giro per i palchi inglesi. Però come dice Elio, sin qui ha cantato solo in inglese, bisognerebbe sentirlo in italiano. Marco Sbarbati va sul classico: “Eppur mi son scordato di te” di Lucio Battisti ed è un altro che indubbiamente ci sa fare parecchio. Giò Sada se la cava su “Dune mosse”di Zucchero, così come Daniel Aniyewon con “Fourfivesconds” di Rihanna, Mc Cartney e Kanye West. Diego Esposito fa una scelta italiana ma molto difficile come “E non finisce mica il cielo” di Mia Martini, pezzo meraviglioso che non si sentiva da un pò: bravo, non c’è che dire. Massimiliano D’Alessandro canta “I’ve got a woman” di Ray Charles: un pò piatto, a dire il vero. Passano il turno:
- Davide Sciortino
- Giò Sada
- Massimiliano D’Alessandro


