Sanremo 2016, quarta serata: Francesco Gabbani vince le Nuove Proposte. E fra i Campioni…

La lunghissima quarta serata di Sanremo 2016 (fine ore 1.18, non osiamo pensare cosa succederà domani) consegna il primo verdetto, quello delle Nuove Proposte, che premia il 32enne carrarese Francesco Gabbani e con cinque brani esclusi per ora dalla finale di domani: è stato aperto un televoto che ne ripescherà uno e come è facile intuire dai nomi qui sotto, l’esito sarà probabilmente scontato.  Si rialza Dolcenera, ce la fa Alessio Bernabei che però sembrano destinati entrambi ad una corsa difficile, per motivi divers. A rischio uscita (al televoto): Zero Assoluto, Dear Jack, Neffa, Bluvertigo, Irene Fornaciari. Di seguito, il resoconto della serata.

Gabbani

FINALISTI CATEGORIA NUOVE PROPOSTE

L’orchestra, come già detto, penalizza fortemente due brani, quelli di Francesco Gabbani ed Ermal Meta, pensati per funzionare bene su disco. Ermal Meta migliora la performance rispetto a martedì sera e si presenta con la bandiera rainbow dipinta in fronte che allo stesso tempo è un appoggio alla campagna per i diritti civili e un omaggio a David Bowie. Miele, la cantante che ieri sera è stata esclusa dopo la seconda votazione della sala stampa, ha avuto l’occasione di ricantare alle 21.15, prima dei Campioni. Standing ovation per lei.

Vince Francesco Gabbani con “Amen”, uno dei due brani dati sin dall’inizio come favoriti: l’altro,”Odio le favole” di Ermal Meta è solo terzo, battuto anche da “Introverso” di Chiara Dello Iacovo; quarto Mahmood con “Dimentica”.Premio assegnato dalla sala stampa “Lucio Dalla” a “Introverso” di Chiara Dello Iacovo; premio della Critica per “Amen” di Francesco Gabbani.

CATEGORIA CAMPIONI

Annalisa – Il diluvio universale: Si conferma un brano di grande classe, maturo, di grandi armonie e lei lo canta benissimo. Ma la sensazione è che sarà complicato lottare per un posto nei cinque in un festival dove stanno pesando molto anche le radio, che non stanno passando la canzone più di tanto.

Zero Assoluto – Di me e di te: Il loro problema è che sono “mononota”, per dirla alla Elio e che il pezzo, pur ritmato, somiglia a tante altre cose già sentite. Divertenti, qualche leggero problema di intonazione.

Rocco Hunt- Wake up: L’idea è buona e funziona anche, ma come già detto, sembra una cover di Pino Daniele. Lui però ci crede, il testo è forte, se si riesce a stargli dietro.

Irene Fornaciari – Blu: Uscirà comunque valorizzata da questo festival: per aver portato un brano su un tema così difficile, trattato senza retorica, con delicatezza. Un lato diverso del suo essere cantautrice. Dopo tanti anni, anche per lei sarebbe ora di raccogliere un pò quanto seminato.

Giovanni Caccamo e Deborah IuratoVia da qui: Lei meno bene che alla prima uscita, ma l’affiatamento evidente, come l’ottima vena di Giuliano Sangiorgi, autore del brano. Che è bellissimo, ma poco immediato. Sarà una bella scalata, ma il podio lo meriterebbero tutto.

Enrico Ruggeri – Il primo amore non si scorda mai: La gara al televoto non lo mette fra i favoriti per ovvi motivi anagrafici, ma in radio è uno dei brani che sta andando meglio. In un festival con le sole giurie, molto probabilmente, vincerebbe a mani basse. L’unico vero pezzo del 2016. Dal secondo più vecchio in concorso.

Francesca Michielin – Nessun grado di separazione: Una delle rivelazioni di questo festival, anche se stasera ha avuto qualche lieve incertezza. Il brano cresce di ascolto in ascolto, l’orchestra lo penalizza ma su disco è uno dei migliori in concorso. Sarebbe una perfetta scelta eurovisiva.

Annalisa
Elio e le storie tese – Vincere l’odio: Che loro siano geniali l’abbiamo detto. Il brano è un pò come “La canzone mononota”, quando l’hai sentito la prima volta poi non ci sono novità da attendersi, a parte come loro salgono sul palco. Il pubblico applaude moltissimo. Ma il piazzamento è tutto da scoprire: possono stravincere, ma anche arrivare sedicesimi.

Patty Pravo – Cieli immensi: Il pezzo è una perla come poche in questo festival, una ballata pop che su disco è ancora meglio che dal vivo. Stasera però no, la divina ha cantato male. Parecchio male. Purtroppo.

Alessio Bernabei -Noi siamo infinito: Ora, il pezzo fa muovere i piedi a tempo ed è radiofonico, vero. Il problema è che sembra una B Side svedese e la canta come lo farebbe una di quelle cantanti bionde scosciate che partecipano ai festival dell’est (cioè stonando). E lui non lo è.

Neffa- Sogni e nostalgia: Ha rovinato un pezzo gradevolissimo con una interpretazione molto negativa. Decisamente sottotono rispetto alla prima uscita, peccato.

Valerio Scanu – Finalmente piove: L’altra grande sorpresa è l’interprete sardo, che la prima sera ha saputo valorizzare facendolo proprio un pezzo dove si sente forte l’impronta di Fabrizio Moro. Stasera non è andato altrettanto bene.  Non è sostenuto dalle radio (prevedibilmente, visto che si autoproduce), ma è piaciuto molto agli addetti ai lavori. Basterà per fare gara di testa?

Dear Jack – Mezzo respiro: Operazione lancio di Leiner Riflessi fallita. Stecca la prima sera, stecca ancora stasera, ne prende una che è un traforo per quanto è grande. Stiamo parlando di un cantante di 18 anni, d’accordo, però non prende una nota nemmeno per sbaglio. Il pezzo è quello che è. Cioè appena dignitoso.

Noemi – La borsa di una donna: Meglio della prima sera, più centrata. La sua voce scura calza meglio su altri brani, però sente molto suo il testo di Masini e questo le consente di adattarsi anche a questo tipo di ballate.

 Stadio -Un giorno mi dirai: Con Ruggeri, i migliori della sera, galvanizzati dalla vittoria nella serata cover. Il brano sta passando tantissimo nelle radio, non è escluso che possano essere i clamorosi outsider di questa edizione. Lo meriterebbero.

Arisa- Guardando il cielo: Una macchina da musica. Non sbaglia una nota, ma non è solo tecnica, riesce anche ad emozionare.  Il brano è molto bello, molto italiano, una melodia che all’Ariston e anche in radio funziona sempre.

Lorenzo Fragola

Lorenzo Fragola- Infinite volte: Meglio rispetto a martedì sera, ma il problema è che questo pezzo verrebbe meglio ad uno con coloriture vocali diverse e più marcate, come Marco Mengoni, a cui la melodia strizza chiaramente l’occhio. Nonostante questo, anche grazie al massiccio apporto di televoti e ad un airplay che lo vede in vetta, resta il candidato numero uno alla vittoria. Purtroppo.

Bluvertigo – Semplicemente: La canzone funziona, purtroppo Morgan, che già non gode di un timbro particolarmente brillante, è arrivato a Sanremo con una leggera afonia che si è portato dietro.  Il sound è comunque sempre complesso per l’Ariston.

Dolcenera – Ora o mai più: Il pezzo più difficile del Festival, cantato con grazia e delicatezza da un’artista che ha saputo mostrarsi negli anni in diverse sfacettature. In una rassegna mainstream è davvero una corsa in salita. Peccato.

Clementino- Quando sono lontano: Abbiamo già detto. Sembra tutto molto approssimativo. E a Sanremo è onestamente un peccato grave.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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