Delayers: “Che occasione per noi firmare per una major”. E ora sognano l’Europa
Ne abbiamo parlato qualche giorno fa in occasione del loro record, quello che fa di loro i primi sammarinesi ad aver firmato per la Universal e realizzato un EP, oggi torniamo a parlare dei Delayers perchè è il radiodate ufficiale di “Let it go/She bad”. Un primato storico, anche se in realtà nel 2003 dalla Universal passò Little Tony, ma per un progetto che prevedeva un solo singolo, quello del duetto con Bobby Solo in “Non si cresce mai”, per la partecipazione a Sanremo: “Comunque è una grande soddisfazione – racconta John Carattoni, componente del trio insieme a Luca Zucchi e Federico Bombini – speriamo che questa traccia piaccia a molti e che sia per noi una bella promozione visto anche che veniamo da un piccolo stato come San Marino. Sicuramente per noi è una spinta dopo tante produzioni con etichette indipendenti“.
Un’occasione nata davvero per caso: “Noi avevamo sempre fatto tracce più EDM, da club. Ci siamo detti: perchè non provare con qualcosa di più pop? Così abbiamo scritto “Let it go”, dove c’è la voce del cantante statunitense Rhett Fisher e l’abbiamo mandata alla Universal. Ma più per provare che altro. E invece dopo poche ore ci hanno detto di salire a Milano per fare l’EP“.
Che fra l’altro sarà il primo di questi tre giovanissimi producers (24 anni John, 25 gli altri due), che in cinque anni hanno messo insieme comunque già diverse produzioni importanti. I Delayers possono infatti vantare una collaborazione con Tiesto, un remix ufficiale per David Guetta (“Play hard”) e il supporto di alcuni dei pesi-massimi della scena elettronica come DJ Snake e Dillon Francis.
A giugno l’EP, attualmente di due tracce si arricchirà di altre tre: due remix di “Let it go” e una versione cantata di “She back”. Intanto, da oggi la traccia comincia a girare per le radio e loro cominceranno a girare l’Italia (prima tappa il festival Nameless a Lecco, insieme ai big del settore) e l’Europa. Con un pensiero anche all’Eurovision: “E’ sicuramente un festival più per i cantanti, ma abbiamo visto che c’è anche chi fa dance pop e produzioni da ballare, quindi perchè no, sarebbe un palco importante per noi“. Chissà, magari la cosa arriva alle orecchie di chi conta.

