Sanremo 2018, Ultimo vince fra i Giovani. Sorprese dopo i duetti

La serata duetti del Festival di Sanremo 2018 torna in grande stile, confermando come sia questa formula e non quella delle cover a funzionare. Poche rielaborazioni vere, ma tante scelte azzeccate che hanno valorizzato i brani. La classifica della giuria degli esperti, che vale il 20% ha però regalato sorprese e probabilmente ha consegnato la vittoria ad uno fra Ron e il duo Meta-Moro.  Fra i giovani, come raccontiamo sotto, vittoria per Ultimo. Le fasce di classifica (solo quella degli esperti):

ALTA: Gazzè, Luca Barbarossa, Giovanni Caccamo, Meta-Moro, Ron, Vanoni-Bungaro-Pacifico, Diodato-Roy Paci
MEDIA: Le Vibrazioni, Annalisa, The Kolors, Avitabile-Servillo, Red Canzian, Lo Stato Sociale
BASSA: Decibel, Facchinetti-Fogli, Noemi, Renzo Rubino,Mario Biondi, Elio e le storie tese, Nina Zilli

GIOVANI

Nessuna sorpresa nei giovani, con la vittoria di Nicolò Moriconi in arte Ultimo: il rapper ventiduenne romano si impone con “Il ballo delle incertezze”: grande favorito della vigilia, anche per la sua particolare storia personale e familiare, gode anche di una notevole fan base che lo ha spinto in alto. Secondo posto per “Stiamo tutti bene”, il vincitore morale, il drammatico testo sui piccoli migranti morti in mare portato sul palco di Mirkoeilcane, che vince anche il Premio della Critica Mia Martini. Solo terzo Mudimbi con “Il mago”. Premio della sala stampa radio tv assegnato a “Specchi rotti” di Alice Caioli.

CAMPIONI

Renzo Rubino e Serena Rossi – Custodire: la voce suadente di Serena Rossi arricchisce un pezzo che nei primi due ascolti non aveva per nulla convinto, risultando piatto. Proprio nei momenti in cui andava più in difficoltà la tenuta del brano, l’ingresso della attrice e cantante napoletana lo rialza. Grave errore non aver pensato a un duetto. VOTO 7.5

Le Vibrazioni e Skin – Così sbagliato: Massimo rispetto per Skin ma si faceva quasi fatica a capirne le parole, in un tentativo maldestro di cantare anche italiano. Tantisima energia ma anche molte urla random rovinano un pezzo che non ne aveva davvero bisogno VOTO 5 (al duetto, sempre 9 al pezzo)

Noemi e Paola Turci – Non smettere mai di cercarmi: Paola Turci come Re Mida, trasforma in positivo un pezzo che funzionava soltanto in parte, soprattutto per via dell’interpretazione non sempre ferma di Noemi. A due voci tutto funziona meglio e l’armonia di due timbri scuri regala una bella atmosfera. VOTO 7.5

Mario Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim – Rivederti: Quattro minuti di bossa nova, con Biondi che fa conoscere all’Italia due giganti, la regina del genere in Brasile e un cantautore figlio d’arte. Grande atmosfera, altissimo spessore. VOTO 9

Annalisa e Michele Bravi – Il mondo prima di te: Il pezzo cresce ad ogni ascolto, come la sensazione che un posto giù dal podio – magari a beneficio di chi non doveva essere in gara – sarebbe veramente un affronto. Con Michele Bravi c’è un ottimo affiatamento, l’arrangiamento è internazionale. La presenza scenica è dirompente. VOTO 9.

Lo Stato Sociale con Paolo Rossi e il Piccolo Coro dell’Antoniano – Una vita in vacanza: “Nessuno che buca i palloni” sostituisce la frase non adatta ai bimbi. Pazienza per l’assenza della vecchia e per l’impalpabile contributo di Rossi. Tutto molto bello. Il pezzo è in loop nella mia testa dalla prima esecuzione. They deserve to win. No other chances.  VOTO 9.5

Max Gazzè con Rita Marcotulli e Roberto Gatto – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno: Un pezzo dell’orgoglio del jazz italiano con Gazzè, che donano un fascino particolare ed atmosfere rarefatte al già delicatissimo pezzo del cantautore romano. Che però purtroppo stecca a fine pezzo. Peccato. VOTO 6

Decibel e Midge Ure – Lettera dal Duca: La new wave è tornata sul palco dell’Ariston. Il mitico leader degli Ultravox a dire il vero fa il compitino, però ritrovare uno dei protagonisti storici della musica europea degli anni 80 è commovente, per quelli della mia età. VOTO 7 (al duetto, sempre 9 al pezzo)

Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico con Alessandro Preziosi – Bisogna imparare ad amarsi: Posso dirlo che la grandissima Ornella è andata purtroppo fuori tempo ad inizio canzone, senza peccare di lesa maesta? E purtroppo Alessandro Preziosi a tratti stona. Peccato, il pezzo resta una perla. VOTO 5 (al duetto, sempre 8.5 al pezzo)

Diodato e Roy Paci con Ghemon – Adesso: La barra scritta da Ghemon si inserisce bene nell’arrangiamento. Nel complesso però non c’è alcun miglioramento nella performance. Il pezzo resta medio, loro restano bravi. VOTO 6

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con Giusy Ferreri – Il segreto del tempo: Il problema è che Giusy Ferreri notoriamente ha problemi live. E lo conferma anche in questa performance, dove purtroppo il duo ex Pooh prende anche una sonora stecca. Si avviano mestamente verso i bassifondi della classifica. VOTO 4

Enzo Avitabile e Peppe Servillo con gli Avion Travel e Daby Touré – Il coraggio di ogni giorno:  tre minuti e mezzo di world music, con la presenza della band storica di Servillo e un polistrumentista senegalese. Tutto di grande effetto. VOTO 7.5

Ermal Meta e Fabrizio Moro con Simone Cristicchi – Non mi avete fatto niente: Non riesco a giudicare più in maniera oggettiva un pezzo che doveva essere squalificato. E lo dico con dispiacere perchè nonostante le vagonate di retorica nel testo (e nonostante l’inutile recitativo acchiappapubblico di Cristicchi di oggi), l’operazione funzionava. SENZA VOTO.

Giovanni Caccamo e Arisa – Eterno: Arisa, splendida nel nuovo look coi capelli lunghi, mette la sua voce cristallina e dritta come una spada al servizio del pezzo radiofonico di Caccamo e di colpo, dopo le stecche delle prime due sere, il brano riprende quota. Senz’altro una delle cose migliori della sera. VOTO 8

Ron e Alice – Almeno pensami: Alice è un’artista senza tempo, dalla classe immensa e dona ancora più atmosfera al delicato pezzo di Ron oltrechè probabilmente una robusta spinta verso l’alto. VOTO 8.

Red Canzian e Marco Masini – Ognuno ha il suo racconto: All’inizio sembra sgonfiarsi poi ritornano le chitarre distorte e scopriamo che anche Masini ha una anima rock. Un grandissimo peccato che questo pezzo non sia stato apprezzato a sufficienza le prime due sere, ne risentirà. VOTO 8.5

The Kolors con Tullio De Piscopo ed Enrico Nigiotti – Frida (Mai mai mai): Per onestà va detto che hanno scelto due virtuosi dei rispettivi strumenti e che nell’arrangiamento del duetto questo si sente. L’assolo finale di De Piscopo non c’entra niente, ma è un tributo alla grandezza dell’artista. VOTO 6 (media fra il duetto e il pezzo)

Luca Barbarossa e Anna Foglietta – Passame er sale: Ad essere oggettivi, non è stato un grande duetto perchè Anna Foglietta è una attrice e non una cantante e si sentiva. Però questo stornello in salsa pop è talmente bello e suggestivo  da farlo passare in secondo piano. VOTO 67

Nina Zilli e Sergio Cammariere – Senza appartenere:  Ridondante ed inutile il minuto di assolo al pianoforte, poi quando il pezzo decolla è tutto molto bello, perchè la voce calda ed avvolgente di Cammariere si appoggia su quella della Zilli con grande delicatezza.

Elio e le Storie Tese con i Neri per Caso – Arrivedorci: Un duetto che avrebbe meritato di essere in concorso così. L’esperienza corale del gruppo vocale salernitano rialza il debole congedo degli Elii.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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