Sanremo 2020: Tosca vince la serata cover, in ascesa Pelù, Pinguini Tattici Nucleari e Le Vibrazioni

La serata cover, dedicata ai 70 anni del Festival di Sanremo, incorona Tosca, il cui duetto con la spagnola Silvia Perez Cruz vince per distacco una serata con poche cose belle, tre perle e alcune esibizioni molto sotto il limite dell’ascoltabile. La classifica generale sarà resa nota domani in apertura di serata ma intanto stasera, l’orchestra, mette in rampa di lancio per la vittoria oltre alla cantante romana anche Piero Pelù, Le Vibrazioni e i Pinguini Tattici Nucleari. Elodie nei bassifondi, sarà molto difficile il recupero. Alcune conferme fra gli ultimi della fila.

I Pinguini Tattici Nucleari

Campioni e cover (con ospiti) in gara

Michele Zarrillo con Fausto Leali Deborah (Fausto Leali e Wilson Pickett, Sanremo 1968 – 4° posto). Il vecchio leone accompagna sulla sua canzone Michele Zarrillo. Con l’interprete originale a fianco, non può che uscirne una copia più o meno conforme alla versione ufficiale, ma è una copia fatta bene. NELLA MEDIA VOTO 6.5

Junior Cally con i Viito – Vado al massimo (Vasco Rossi, Sanremo 1982 – finalista): Band di accompagnamento completamente fuori tempo, chitarre che vanno così così, barre di Junior Cally forzate. Purtroppo per il trapper romano, questa serata farà media per la classifica. IMBARAZZO. VOTO 2

Marco Masini con Arisa – Vacanze romane (Matia Bazar, Sanremo 1983 – 4° posto): Arisa ha palesemente una tonalità troppo alta, inadeguata alle sue corde. Masini parte male, poi crescono entrambi. Sarà che sono abituato a sentire l’originale, ma l’effetto non è bellissimo. RIVEDIBILE. VOTO 5.5

Riki e Ana Mena L’edera (Nilla Pizzi, Sanremo 1958 – 2° posto): “L’edera” in versione reggae. E stonando. Se Nilla Pizzi fosse ancora viva li inseguirebbe con un bastone, probabilmente.  DIFFICILE ANCHE GIUDICARE. VOTO 3.

Raphael Gualazzi con Simona MolinariE se domani (Fausto Cigliano e Gene Pitney, Sanremo 1964 – non finalista): Due grandi protagonisti del jazz, per una versione delicata ed emozionante. Era difficile soprattutto il confronto con la versione di Mina, ne escono alla grande. INCHINO. VOTO 8

Raphael Gualazzi e Simona Molinari

Anastasio  con la  Premiata Forneria Marconi – Spalle al muro (Renato Zero, Sanremo 1991 – 2° posto): Non sono particolarmente amante delle barre inserite dentro alle cover, però ancora una volta Anastasio, come già ad X Factor, dimostra di calarsi bene in questo esperimento. L’arrangiamento rock della PFM è molto forte. Franz Di Cioccio che sbaglia il testo però no, dai. QUESTIONE DI GUSTI, MA INDUBBIAMENTE FORTE. VOTO 7

Levante con Maria Antonietta e Francesca Michielin –  Si può dare di più (Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi, Sanremo 1987 – 1° posto): Versione tutta al femminile del trio che vinse Sanremo. L’arrangiamento è molto differente, sicuramente meno pop e più soft, ma l’armonia di voci è molto bella. Levante molto più sicura. BELLA IDEA. VOTO 7.5

Alberto Urso con Ornella Vanoni – La voce del silenzio (Tony Del Monaco e Dionne Warwick, Sanremo 1968 – 14° posto): Giocavano a rincorrersi al contrario, nel senso che le voci sono male assortite e sembrano le due diverse interpretazioni di Sanremo 1968 messe insieme, lui così lirico e lei col suo stile soft e per giunta sottotono. Alberto Urso emoziona come un frigorifero chiuso. COMPITINO RAFFAZZONATO. VOTO 5.5

Elodie con Aeham Ahmad – Adesso tu (Eros Ramazzotti, Sanremo 1986 – 1° posto): L’accompagnamento al piano del musicista siriano profugo di guerra regala un tocco di classe ad una interpretazione intensa e coinvolgente. La versione acustica è ovviamente diversa da quella pop, ma lo spirito delle cover è questo. LANCIATA VOTO 7.5

Francesca Michielin, Levante e Maria Antonietta

Rancore con Dardust e La Rappresentante di ListaLuce (Tramonti a nord-est) (Elisa, Sanremo 2001 – 1° posto): Vale il discorso fatto per Anastasio e Rancore scrive ancora meglio. L’arrangiamento firmato Dardust è fortissimo e La Rappresentante di Lista si calano perfettamente nella parte, impreziosendo il brano. PERLA 8.5.

Pinguini Tattici NucleariMedley 70 volte (Papaveri e papere di Nilla Pizzi, Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli, Gianna di Rino Gaetano, Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri, Una musica può fare di Max Gazzè, Salirò di Daniele Silvestri, Sono solo parole di Noemi, Rolls Royce di Achille Lauro): Divertono e si divertono, ma sanno anche essere molto convincenti. Zanotti parte diesel, poi si riprende. ALLEGRIA VOTO 7.5

Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi – Ti regalerò una rosa (Simone Cristicchi, Sanremo 2007 – 1° posto): Nigiotti si cala nella parte benissimo, ha davanti l’interprete originale e semplicemente, si appoggia sulla melodia, riarrangiata ma non stravolta. Ne esce una cover di grande atmosfera. DELICATI VOTO 8.

Giordana Angi con i Solis String Quartet La Nevicata del ’56 (Mia Martini, Sanremo 1990 – finalista): Il confronto era difficile, Giordana Angi sceglie il quartetto d’archi e sostanzialmente gioca in difesa. Punta tutto sulla voce e fa bene. Omaggio riuscito. SENZA STRAFARE. VOTO 7.

Le Vibrazioni con i Canova – Un’emozione da poco (Anna Oxa, Sanremo 1978 – 2° posto):  Pure Sarcina gioca in difesa. Cambia l’abito, ma non lo stile, alla canzone. I Canova gli vanno dietro bene. BRAVI, MA TROPPO SIMILE. VOTO 6.5

Diodato con Nina Zilli – 24mila baci (Adriano Celentano e Little Tony, Sanremo 1961 – 2° posto): Diodato vestito con la carta dei Boeri e una Nina vestita come un cartone animato sugli anni 60, mettono in scena una travolgente versione fra lo swing e il rockabilly del brano di Celentano. Considerato che cantano allo 0.40 è una botta di vita. Coinvolgenti, divertenti. LO SPIRITO GIUSTO. VOTO 9.

Tosca con Silvia Perez Cruz – Piazza Grande (Lucio Dalla, Sanremo 1972 – 4° posto): Tosca ha deciso che vuole uscire da Sanremo col podio in tasca. può farcela.  La versione flamenca di questo successo, insieme con una delle cantanti flamenche più famose di Spagna è una ventata di freschezza. Grande classe, bella la scelta di interpretarla parte in spagnolo. VINCITRICE A MANI BASSE VOTO: 9.5

Rita Pavone con Amedeo Minghi – 1950 (Amedeo Minghi, Sanremo 1983 – non finalista): Rita Pavone parte per la tangente poco dopo il via e non si riprende più, Minghi si urta e non lo nasconde. Male assortiti, lui cerca di metterci una pezza ma è tardi. FUORI SINCRO. VOTO 4.

Piero Pelù

Achille Lauro con Annalisa Gli uomini non cambiano (Mia Martini, Sanremo 1992 – 2° posto):  Lauro truccato come David Bowie canta il pezzo al femminile ed è assolutamente credibile, si conferma artista vero e non macchietta. Annalisa in forma strepitosa, si conferma la miglior voce pop italiana. CERTEZZE. VOTO 7.5

Bugo & Morgan – Canzone per te (Sergio Endrigo e Roberto Carlos, Sanremo 1968 – 1° posto): Tralasciando l’ego smisurato di un Morgan che si dirige da solo, fra un Bugo che sembra appena calato da marte un Morgan che imperversa, l’effetto è quello di un karaoke dopo alcune birre. INASCOLTABILI. VOTO 3.

Irene Grandi con Bobo Rondelli La musica è finita (Ornella Vanoni e Mario Guarnera, Sanremo 1967 – 4° posto): La voce calda di Rondelli, che sembra Buscaglione anche nell’aspetto si fonde bene con quella di Irene Grandi. Bell’omaggio, senza strafare. COME L’OLIO. VOTO 7.5

Piero Pelù – Cuore matto (Little Tony e Mario Zelinotti, Sanremo 1967 – 10° posto): Pelù fa poco più del minimo sindacale: canta da solo, si limita ad aumentare alla tripla potenza le chitarre distorte, che comunque sul pezzo non fanno male. Il coup de theatre è che a metà pezzo duetta col video dell’interprete originale. VOTO 7

Paolo Jannacci con Francesco Mandelli e Daniele Moretto Se me lo dicevi prima (Enzo Jannacci, Sanremo 1989 – 17° posto): Jannacci junior omaggia il padre con uno dei pezzi più evocativi. Mandelli è il giusto contrappunto, ma cambia poco dall’originale. REGOLARI. VOTO 6.

Rancore e Veronica Lucchesi de La Rappresentante di lista

 

Elettra Lamborghini con Myss KetaNon succederà più (Claudia Mori, ospite a Sanremo 1982); Ho serie difficoltà a dare anche un giudizio. Ecco, penso sinceramente che la presenza della Lamborghini, sia un insulto alla categoria dei cantanti. Si può fare male una cover, si può cantare male. Ma non prendere una nota nemmeno con l’autotune è francamente troppo.  Siamo ai livelli del karaoke alla sagra della porchetta. Myss Keta è una parentesi.INDECENTE. NON CLASSIFICATA.

Francesco Gabbani L’Italiano (Toto Cutugno, Sanremo 1983 – 5° posto): All’ìmprovviso, il genio. Vestito da astronauta (tributo a Luca Parmitano), con la bandiera italiana, circondato da nuovi italiani di pelle scura e di varie origini che sventolano a loro volta la bandiera. Lui è perfetto per questo pezzo.  MESSAGGIO CHIARO. VOTO 8

Classifica dell’orchestra

1. Tosca 2.  Piero Pelù 3. Pinguini Tattici Nucleari 4. Anastasio 5. Diodato 6. Le Vibrazioni 7. Paolo Jannacci 8 Francesco Gabbani 9. Rancore
10.Marco Masini 11. Raphael Gualazzi 12. Enrico Nigiotti 13. Rita Pavone 14. Irene Grandi 15. Michele Zarrillo 16. Achille Lauro 17. Levante
18.  Giordana Angi 19. Elodie 20. Alberto Urso 21. Junior Cally 22. Riki 23. Elettra Lamborghini 24. Bugo e Morgan

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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