X Factor 15, passano Marte Marasco (ex Sanremo Giovani) e Jathson, prim* artista non binary

Riparte X Factor, giunto alla quindicesima edizione con un nuovo conduttore ovvero Ludovico Tersigni (il nipote di Zoro) e i giudici riconfermati ovvero Manuel Agnelli, Mika, Emma ed Hell Raton. La grande categoria è l’eliminazione delle categorie, che ovviamente cambierà molto le dinamiche. Prima puntata di audizioni.

Tanto autotune, anche in questa edizione, troppo, che snatura un talent show che in passato ha formato importanti vocalità. Troppa trap, anche in questo senso va sottolineato il commento di Mika su una delle esibizioni: “Posso dire che la trap che abbiamo sentito negli ultimi anni è una merda e sono felice che se ne stia andando?”. Sono d’accordo.

Oltre gli steccati

Il simbolo di una edizione senza categorie nè divisioni per sesso è Jathson. L’artista ha 20 anni ed è per metà kenian* e per metà italian*. Ha scelto di adottare, come scritto nel suo profilo Instagram, per se stess* i pronomi they/he, ovvero quello neutro e/o quello declinato al maschile.

E non è per nulla esordiente: modell*, ha partecipato al videoclip del singolo Boca di Gaia feat. Sean Paul e recitato nella miniserie Sky di Luca GuadagninoWe are who we are. Canta “Babylooneytunes”, suo inedito: bella vocalità, ottimo arrangiamento, interessante. Quattro si per Jathson.

Il nome celebre

Il nome famoso di questa prima puntata è Marte Marasco, già finalista a Sanremo Giovani  2018 con “Nella mia testa” che presenta l’inedito “Sarà per sempre”, già proposto al Primo Maggio 2021. Direi che per adesso non c’è partita. Quattro spanne sopra tutto il resto, anche per via di una carriera già avviatissima.

I migliori

Si parte con Raffaella Scagliola, ex Ti Lascio una canzone, che prende 4 si su una cover di Lizzo (Better in color), sulla quale ha scritto una strofa.  Bel sound anche per i Cassandra con l’inedito dedicato agli occhi di Kate Moss, per Sarai (Hai perso tu) e per Francesco Spinozo Spinelli su Don’t let me down dei Beatles. Passano con 4 si.Interessanti anche i Wesfalia col loro inedito Goblin. Niente male anche Why The moon con “Echo ego”.

Altri che superano il turno

Avanti anche Luca Lazzaroni (“non mi piace il falsetto“, dice Manuel Agnelli che però gli dice si), le Blue Channell, l’italo-marocchino Karma in una versione al pianoforte di “Call out my name” di The Weeknd, i Denoise, i Karakaz con l’inedito “Useless”, gianMARIA con un inedito dal titolo “I suicidi” salvato a mio parere dall’arrangiamento interessantissimo ed un testo molto molto forte sul grigiore della vita,  che compensa la scarsa vocalità, Vale LP con Cheri. Avanti anche la vocalità raffinata di Erio con “Cant’ help falling in love” di Elvis Presley.

Ho difficoltà, personalmente a capire il passaggio del turno della rapper Apnea, total black compresi gli occhiali scuri, brano e vocalità modeste, e di Versailles, che sull’inedito “Truman show” stecca chiaramente in un paio di occasioni.

I bocciati e gli inascoltabili

Abbiamo già il primo meme della stagione: è Fettuccine, improbabile rapper che canta – si fa per dire – “Sunny”: “”Io mi sento funny, arancione come una carota, non sono quella bambola io sono Lola”. Emma commenta: “Hai cantato malissimo”, Mika rincara la dose: “La base è una merda“. In effetti siamo molto sotto il peggior reggaeton.

Ancora peggio Samuele Riccobene con un improbabile mashup fra Zitti e Buoni, Another one bites the dust e Tanto. “Canta, la gente purtroppo canta“, viene da dire. “Mai sentita una schifezza fatta così bene”, di Agnelli. Però sempre schifezza resta. Urla sguaiate invece per Samuele in arte Pausa che massacra Rose viola di Ghemon. Pausa…bagno. Male anche Maddalena con “Cianfrusaglie”. Mi spiace invece personalmente per Veronica Cece con “Tempi”: interessante vocalità e bel flow, ma ha diviso i giudici. Per Hell Raton “aveva tutti i clichè delle ragazze che fanno rap in Italia”

Chiaramente senza speranze dall’inizio Zizi, artista di pianobar presso locali per scambisti che ha proposto un improbabile mix su base dance che va da Colpo Grosso a “Paris Latino” dei Bandolero, successo internazionale del 1983. Da arresto la versione dance de “La donna cannone” dei Coco, mentre i Siberia, deliziosamente new romantic vengono bocciati: “Sembrate una parodia dell’Eurofestival di 10 anni fa”, dice Mika.

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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