Shkodra Elektronike, quando il folk albanese diventa moderno

Le combinazioni della musica non hanno barriere di alcun genere. E allora può capitare persino che un duo di musicisti albanesi, residenti a Milano, conquistino l’Europa  passando per la Biennale di Venezia, risuonando antichi canti folk del loro Paese, in chiave elettronica. E’ il sunto del percorso artistico degli Shkodra Elektronike, che arrivano appunto da Scutari (Shkodra, in albanese), il polistrumentista Kole Laca e la cantante  Beatrice Gjergji, che si è aggiunta al progetto in corsa.

Laca ha una lunga militanza in diverse band italiane, ha lavorato anche con Roy Paci e sia lui che Gjergji sono da sempre molto attaccati alle loro radici. Nel 2019 hanno cominciato a incidere cover di canzoni folk albanesi in chiave elettronica delle quali questa “Syinin si qershia” che trovate in basso, è un  ottimo esempio. Ma prima ancora è arrivata “Ku e gjeta vedin”. he è stata pubblicata solo su Bandcamp, prima di diventare anche un video ufficiale.

L’esibizione al padiglione albanese-kosovaro della Biennale di Venezia li ha fatti conoscere ad un pubblico vasto e per loro crescono gli apprezzamenti. “Live@Uzina’“, un EP di cinque tracce registrato nei sobborghi di Tirana ha segnato il loro esordio discografico, accompagnato dall’altrettanto affascinante, quasi ipnotica, “Turtulleshë“. Tutto molto interessante.  Sarebbero gli ospiti perfetti di un evento che si sta aprendo al mondo come Musicultura.

Foto: Erdiola Mustafaj

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