Verso l’Eurovision Song Contest 2024: 10 canzoni eliminate a sorpresa nelle semifinali

Gli Zibbs (@EBU Andreas Putting)

Si sta avvicinando il tempo dell’Eurovision Song Contest 2024 che andrà in scena dal 7 all’11 maggio alla Malmö Arena, con l’Italia rappresentata da Angelina Mango e “La noia”. Nel nostro percorso di avvicinamento all’evento, andiamo a scoprire 10 canzoni che nonostante le grandi aspettative ed in qualche caso addirittura i pronostici favorevoli, sono state clamorosamente eliminate.

Je t’adore- Kate Ryan (Belgio 2006)

Uno dei maggiori crimini commessi in semifinale è senz’altro l’esclusione di questo brano, ancora oggi fra i più iconici della rassegna. In una semifinale tiratissima, Kate Ryan, una delle regine della eurodance è dodicesima e manca la qualificazione  per appena 8 punti. Considerando il nome, un’artista nel 2006 ai vertici delle classifiche europee, una disfatta.

Follow my heart- Ich Troje ft Real Mc Coy (Polonia 2006)

L’edizione 2006 ha fatto strage di brani ed esibizioni notevoli. Di ritorno dopo l’ottimo settimo posto di tre anni prima, in quell’anno Ich Troje sono fra i gruppi più in evidenza della scena polacca e per l’occasione si fanno accompagnare, in una sorta di “operazione ripescaggio” da Olaf Jeglitza, frontman del del gruppo tedesco The Real Mc Coy, protagonisti della scena eurodance dieci anni prima. Non basta: sono undicesimi, giusto davanti a Kaye Ryan: mancano la finale per appena 6 punti.

 

Työlki Ellää- Kunkuiskajaat (Finlandia 2010)

Si fossero presentate in gara oggi, che le sonorità folk sono tornate di moda anche all’Eurovision,  Susan Aho e Johanna Virtanen avrebbero quasi certamente passato il turno. Ma nel 2010, in un momento in cui lo show stava diventando più pop per ritornare in occidente, le cose erano ben diverse. Mancano comunque la qualificazione per appena 3 punti, dopo aver fatto ballare l’arena.

Time- Izabo (Israele 2012)

Molto amata dai fan eurovisivi, la canzone dagli echi anni 70 portata in concorso dagli Izabo per Israele nel 2012 sembra avere le carte in regola per passare il turno, soprattutto in una semifinale senza pezzi in grado di fare il vuoto. Ran Shem-Tov e il suo gruppo si fermano però al tredicesimo posto.

You and me – Takasa (Svizzera 2013)

Molto discussi per le loro posizioni sul mondo LGBT, i sei componenti dell’esercito della salvezza, costretti a presentarsi sotto il nome Takasa e senza divise per via del marchio registrato presentano in gara uno schlager tradizionale sull’amore interpretabile anche come messaggio cristiano. Vincitori a sorpresa della selezione svizzera, si fermano al tredicesimo posto, al netto di una performance buona vocalmente, pagando la poca affinità col concorso.

 

Quero ser tua – Suzy (Portogallo 2014)

Sono passati giusto 10 anni da una delle più clamorose eliminazioni che l’Eurovision ricordi, quella della licenziosa pimba di Susana Guerra. Ben presto divenuta icona eurovisiva anche per via dell’abito di scena che nulla lascia all’immaginazione, l’ex hostess di volo manca la qualificazione per un solo punto a vantaggio di San Marino, che centrerà la prima storica finale. Suzy è ancora oggi uno dei nomi più gettonati nel giro eurovisivo, sia come artista che come conduttrice: quest’anno ha condotto la prima serata del concorso portoghese.

Playing with numbers- Molly Sterling (Irlanda 2015)

Alla voce “crimini da punire con l’ergastolo” la prima voce è quella che riguarda l’eliminazione di Molly Sterling e della sua ballata mid-90. Sola al piano, faccia pulita dei 16 anni, convicente a livello vocale, avrebbe potuto segnare la svolta per un’Irlanda da tempo in crisi di risultati. E invece niente: è dodicesima ma lontanssima a livello di punteggio dall’ultimo posto utile.

Verona- Koit Toome & Laura (Estonia 2017)

Altra fanwank che ha mancato la qualificazione a sorpresa è “Verona”, la canzone di Koit Toome e Laura Podlvere in gara nel 2017 per l’Estonia. Non bastò un’accoppiata di big nazionali a garantire l’accesso in finale a questo brano, realmente ispirato da una visita alla città veneta dell’autore Sven Lohmus. Nè servì la versione italiana.  Chiusero quattordicesimi, piuttosto distanti.

Stones- Zibbz (Svizzera 2018)

A volte per passare il turno non bastano nemmeno le prestazioni muscolari. Corinne Gfeller e suo fratello Stefan, nel 2018 ne sfoderano una notevole per la loro interessantissima “Stones”, dal sapore americano. Ma chiudono tredicesimi nella loro semifinale, lontanissimi dal decimo ed ultimo posto utile.

Fire Of Love (Pali się)- Tulia (Polonia 2019)

Non proprio fortunatissima la Polonia quando porta sul palco le produzioni di qualità. Tulia ed il loro canto all’unisono, particolarità che le ha rese virali in rete grazie ad alcune cover di successi internazionali, ci provano nel 2019 con la loro straniante “Fire of love”. Vengono beffate per due soli punti dalla Bielorussia, in quella che ad oggi resta l’ultima partecipazione dello stato ex sovietico.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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