X Factor 2025: i Live. Eliminati per primi i Copper Jitters
Entra nel vivo la fase finale di X Factor 2025, con i Live dal Teatro RePower di Assago (MI) in diretta su Sky Uno. In questo primo Live, con la conduzione di Giorgia per il secondo anno consecutivo, preceduto da Ante Factor con l’inedita conduzione di Mariasole Pollio, i 12 concorrenti si sono esibiti in due manche e abbiamo avuto la prima eliminazione. Ospite della serata è stata Annalisa, che ha eseguito dal suo album “Ma io sono fuoco” i brani “Piazza San Marco” ed “Esibizionista”.
Prima Manche
Team Achille Lauro
EroCaddeo – E penso a te (L. Battisti): Non gli interessa la resa scenica, pensa a emozionare con la sua voce come è giusto che sia. Da buon cantautore della scuola indie, forzato dai meccanismi del programma a presentarsi con una cover, malgrado l’interpretazione non sia stata cristallina ha centrato il suo obiettivo. Nel complesso molto bene. VOTO 7.
Layana – Gli uomini non cambiano (M. Martini): Ci vuole fegato a portare un brano leggendario di un’artista altrettanto leggendaria. Non c’è cattiveria nei confronti di Layana o di Achille Lauro, ma questo è un brano impossibile da interpretare se non sei Mia Martini e, purtroppo, nel 2025 di Mia Martini ce n’è una sola che purtroppo non è più tra noi. Tecnicamente è stata impeccabile, non ha sbagliato nulla se non un’inezia, ma mancavano totalmente emozione e intensità. VOTO 4.
Team Paola Iezzi
Rob – You oughta know (A. Morissette): Eseguire un brano di questa artista straordinaria è praticamente impossibile, un pezzo così iconico poi… Rob però, per incoscienza o per la sua capacità, riesce non a padroneggiarlo ma quasi. Peccato che abbia dato troppo all’inizio andando poi a perdere di intensità nel finale. VOTO 6.
Viscardi – Medley Pino Daniele (Yes I know my way/Chillo è nu buono guaglione): Sa cantare, lo sa fare bene, però questo è un talent per cantanti e non per ballerini (per quello c’è già Amici) e in più brani in napoletano eseguiti da un artista napoletano è un cliché visto e rivisto che non rende giustizia all’artista. Peccato. VOTO 3.
Team Francesco Gabbani
Tellynonpiangere – La musica non c’è (Coez): Scelta audace, forse troppo. Un brano che non sembra semplice, ma è ricco di insidie dal punto di vista vocale. Tellynonpiangere sbaglia ben due acuti, ed è un peccato perché può fare molto meglio in genere. “Volevo dirti tante cose, ma non so da dove iniziare”. VOTO 5.
Team Jake La Furia
Amanda – Wrecking ball (M. Cyrus): È una delle voci più belle di questa edizione, ma ha un enorme difetto: la timidezza. È così timida che deve nascondersi dietro virtuosismi che non le servono a nulla. Ha fatto qualche variazione che non era necessaria, non ha preso stecche da mascherare, ma in compenso ha fatto suo un pezzo leggendario di Miley Cyrus. Evidentemente per il pubblico non è sufficiente: va al ballottaggio. VOTO 8.
Seconda Manche
Team Jake La Furia
Delia – Medley Signor tenente/Brucia la terra: Il grandissimo, immortale, Giorgio Faletti e la colonna sonora de “Il Padrino” nella stessa esibizione. È qualcosa di folle, nell’accezione positiva del termine, che le lacrime di Delia al termine dell’esibizione (e anche di chi vi scrive) dovrebbero essere sufficienti a parlare da sole per raccontare questa performance. È l’esibizione migliore di questa serata, Annalisa compresa, e questo dovrebbe bastare per mandarla in finale d’ufficio. VOTO 10.
Tomasi – Lucciole (Blanco): Non ha molto senso assegnare Blanco a un giovane artista che parta da un repertorio classico (Cocciante in primis) con l’obiettivo di modernizzarlo. Un cambio di rotta così radicale non fa altro che accendere altri dubbi sul suo possibile percorso. Ci sa fare, è indubbio, però rimane il fatto che deve trovare ancora la sua dimensione e il tempo a disposizione è pochissimo. VOTO 5.
Team Francesco Gabbani
Michelle – En e Xanax (S. Bersani): Una sola domanda: perché? È un brano che va cantato senza fronzoli, senza strafare, tirando fuori l’anima. Qui invece tutt’altro, un’elettronica che non c’entra nulla con l’originale. Vocalmente ha cantato discretamente, però come si può mettere la cassa dritta su Samuele Bersani? Per carità non è uno scagliarsi gratuitamente contro i remix e i nuovi arrangiamenti, ma su un brano così intimo e personale anche no. VOTO 2.
PierC – Rocket man (E. John): Comfort zone totale per PierC, che si siede al pianoforte e si lascia trascinare dalle note di questo capolavoro. Lo fa con la stessa capacità di un artista navigato, giocando con la voce, svirgolando il giusto, padroneggiando il pianoforte che lo accompagna anche stavolta e rendendo suo il brano. È un’esibizione perfetta? Ovviamente no, ma la perfezione la rasenta e da qui fino alla fine può fare grandi cose. VOTO 9.
Team Achille Lauro
Copper Jitters – Tutti frutti (L. Battisti): Per riassumere questa prova basta la frase “suicidio assistito”. Lauro apre con una filippica sul fatto che escano dal conservatorio e sappiano scrivere, ma anche questa sera la loro prova è a dir poco scadente. È già strano il fatto che siano su questo palco in gara al posto di altri artisti ben più meritevoli. Giustamente vanno al ballottaggio. VOTO 1.
Team Paola Iezzi
Mayu – Tutti (Calcutta): Paola Iezzi, giustamente, l’ha definita una delle canzoni più belle mai scritte. Peccato che l’esibizione sia stata un po’ piatta, perché questa giovane artista ha un potenziale incredibile. Calcutta gioca su due ottave, farla su un’ottava sola non rende la stessa emozione che può arrivare facendola in chiave originale o rispettando il salto di ottava che Edoardo D’Erme ha voluto inserire. Nel ritornello si è lasciata andare all’emozione, ma può fare molto meglio. VOTO 6 politico.
Ballottaggio
Amanda (People help the people – Birdie) vs Copper Jitters (Come together – Beatles): Diciamo che non ci dovrebbe essere molto da discutere. Anche se dilaniata dall’emozione, Amanda canta divinamente un brano difficilissimo. Per quanto riguarda la band invece nulla di nuovo, lo stesso rumore e una voce forzatamente sporca che non prende una nota nemmeno per scherzo. Eliminat
