Eurovision 2026, tornano in gara Moldavia, Romania e Bulgaria: la situazione

Mentre il tempo si consuma in attesa del 5 Dicembre, giorno in cui verrà emesso il verdetto finale sulla partecipazione di Israele ad Eurovision 2026, a cui seguirà cinque giorni dopo l’annuncio ufficiale dei partecipanti, la rassegna mette a segno tre colpi notevoli, portando a casa i rientri di Moldavia, Romania e Bulgaria. Se il primo era nell’aria, molto meno scontati gli altri due: ma è chiaro che l’edizione del settantesimo anno deve essere speciale. EBU quindi sta cercando ricucire la frattura ed intanto imbarca nuovi Paesi. Restano in bilico fra l’altro, il ritorno di Monaco e il debutto del Kazakistan.

La Moldavia manca dalla scorsa edizione. TVM fece scalpore perchè si ritirò in corsa, mentre stava iniziando la fase di selezione del brano. Manca ancora la conferma ufficiale ma l’emittente di Chisinau ha già tutto pronto. Si è  infatti già tenuta ad inizio mese una riunione tra la tv e rappresentanti della comunità artistica moldava in cui si è iniziato a discutere del format della selezione e i possibili cambi nel regolamento, oltre che delle strategie di promozione e sostegno dell’artista che poi rappresenterebbe la Moldavia a Vienna il prossimo Maggio. Nel 2024 Natalia Barbu – che praticamente si è pagata da sola la partecipazione non è riuscita a superare la semifinale.

TVR, la tv di Bucarest invece ha confermato. Si tratta di un rientro dopo due anni. L’ultima edizione, con in gara Theodor Andrei e i “D.G.T. (Off and on)” ha visto la Romania chiudere ultima in semifinale con zero punti e quintali di stracci volare, prima fra il giovane artista e la tv, accusata di aver stravolto il brano e di fatto lasciato solo – ha persino pagato di tasca propria il video ufficiale – e poi fra il direttore della tv e le etichette discografiche, accusate apertamente di succhiare soldi all’emittente ma rifilare ad essa degli scarti o comunque nomi di seconda fila per l’Eurovision.

La notizia freschissima di queste ore è invece il ritorno di BNT, l’emittente bulgara. Se ne parlava da qualche tempo, in pochi ci credevano anche perchè l’ultima partecipazione datata 2022 fu finanziata per intero da un magnate bulgaro che mise insieme il concept Intelligent Music Project, che tuttavia  non riuscì a superare la finale. A sorpresa è arrivato l’annuncio, che riporta in concorso la tv. Sarà interessante capire il criterio col quale verrà scelto l’artista, visto che l’andamento dI BNT è stato piuttosto altalenante

Il direttore generale della citata BNT, Emil Koshlukov, ha spiegato:

L’Eurovision è un palcoscenico in cui si incontrano culture e si condividono storie. La BNT sostiene gli artisti di talento e siamo felici di essere riusciti di nuovo a dare a un artista bulgaro la possibilità di rappresentare il nostro Paese di fronte a milioni di persone.

La situazione

La data chiave, si diceva, è il 10 Dicembre. In quella data sapremo quali e quanti Paesi saranno in gara, considerando che EBU avrà deciso, previa discussione con tutti i membri interessati, sulla partecipazione di KAN, la tv israeliana.  La speranza di EBU è che per quella data il processo di pace a Gaza sia un pezzo avanti e quindi si possa in qualche modo trovare la quadra che manca. Si tratta soprattutto di convincere quei Paesi che hanno detto di essere contrari alla presenza di KAN a prescindere dall’esito del processo di pace: Islanda, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia, con l’Irlanda attualmente molto meno categorica.

Roland Weißmann, direttore generale di ORF e membreo del reference group di Eurovision, che è in stretto contatto con l’amministratore delegato di EBU Noel Curran, ha spiegato

È il tempo della diplomazia, davanti e dietro il sipario. Percepiamo una spinta positiva verso la partecipazione di Israele. Eurovision non è un concorso politico ma musicale (…) Ci auguriamo che all’evento che celebrerà i 70 anni del concorso parteciperanno più paesi possibile. Quanti saranno? Lo sapremo il 10 Dicembre, quando non sarà più possibile ritirarsi e chi lo avrà fatto non avrà pagato la tassa d’ingresso. In ogni caso, il rischio finanziario è molto gestibile. Se uno o due paesi non partecipano, è tutto assolutamente arginabile

In ballo resta ancora il piano B, ovvero quello di escludere la bandiera israeliana e far gareggiare l’emittente KAN – che non è controllata dal Governo e anzi lotta per la sua indipendenza dopo tre tentativi andati a vuoto di zittirla con chiusura o privatizzazione – sotto la propria insegna. Molto passerà probabilmente, anche da una possibile riforma del voting che metta una pezza alle falle riscontrate nella parte online, che unite alla campagna promozionale – lecita – attuata dalle agenzie governative israeliane ha favorito il secondo posto di Yuval Raphael a Basilea.

Attualmente hanno confermato la partecipazione oltre all’Austria padrona di casa: Albania, Australia, Azerbaigian, Bulgaria, Cechia, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Romania, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera, Ucraina. Complessivamente sono 31 Paesi.

L’Eurovision 2026 si terrà alla Wiener Stadthalle di Vienna il 12 e il 14 maggio per le semifinali e il 16 maggio per la finale.

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