“New Life” (e non solo): l’energia rock dell’altoatesina Nina Duschek

I più attenti assoceranno il nome ad X Factor ed infatti l’abbiamo vista nel corso delle auditions e dei bootcamp. Nina Duschek, 28 anni arriva da Bolzano. Vale la pena parlarne perchè è brava, oltrechè per il fatto che è fra le pochissime artiste altoatesine che sono arrivate ai confini del mainstream, provenendo da una terra dove giocoforza funziona meglio lo schlager.

Arriva nelle radio italiane en inno potente alla rinascita: “New Life”. Il brano, già disponibile sulle piattaforme digitali dal 17 ottobre, non è solo una canzone, ma un vero e proprio manifesto di trasformazione interiore.

New Life” è costruito sull’affascinante archetipo della fenice che risorge dalle proprie ceneri. È l’urlo di chi si lascia alle spalle ciò che trascina verso il basso: i pensieri autocritici, gli schemi ripetuti, i “labirinti mentali” che ci tengono intrappolati negli stessi errori.

Musicalmente, il pezzo è un viaggio sonoro unico. Unisce il calore e l’energia del sound anni ’70, arricchito da una vibrante banda di ottoni, a influenze decisamente contemporanee. Il vero colpo di scena arriva nel bridge, dove il brano si apre a una dimensione psichedelica e sperimentale. Qui, gli effetti vocali dal sapore futuristico creano un intreccio sonoro potente, che rispecchia perfettamente il caos e la bellezza del tema della trasformazione.

La sfida: “Crescere ancora”

Dietro l’energia di “New Life” si cela una storia profondamente personale e toccante. Per anni, la musica è stata per Nina Duschek un “sogno” che l’ha intimorita, spingendola a superare i propri limiti e a diventare “qualcosa di più grande di quanto immaginasse”. A questa sfida si è aggiunta la lotta per uscire da una relazione tossica che aveva compromesso profondamente la sua autostima. La canzone è il risultato di questa necessità di ricostruirsi da zero.

L’artista stessa lo spiega con parole che toccano l’anima:

Ho scritto “New Life” perché ognuno di noi ha le sue battaglie, le sue insicurezze, il suo labirinto mentale… Eppure, siamo noi a poter scegliere un’altra strada, anche quando sembra impossibile. L’amore è possibile, i sogni si possono realizzare, ma per farlo dobbiamo trasformarci. Una trasformazione che richiede impegno, fatica, a volte sofferenza, e che può farci sembrare folli agli occhi degli altri… Ma alla fine è un percorso che ci cambia davvero, che ci porta a diventare la persona che siamo sempre stati destinati a essere, e a vivere finalmente la nostra nuova vita

La potente metafora della liberazione trova la sua perfetta rappresentazione visiva nel videoclip ufficiale, diretto da Jakob Dellago e girato in una location urbana abbandonata a Bolzano.

L’ambientazione, suggerendo la fuga da un manicomio attraverso dettagli simbolici come la camicia di forza e l’intensità quasi folle del volto di Nina Duschek, è una scelta d’impatto. La fuga da quelle mura diventa la metafora visiva definitiva della liberazione dalle prigioni mentali che ci tengono intrappolati. Il video non nasconde il caos o il dolore della trasformazione, ma lo celebra come un processo autentico e, in ultima analisi, profondamente liberatorio.

Un album all’attivo (“Bandana revolution”, uscito nel 2024) Nina Duschek preferisce l’inglese e le sonorità rock, come per esempio in “Unapologetic“, forte e radiofonica allo stesso tempo. O come “People”. Ma in omaggio alla sua terra, canta anche in tedesco. Merita un ascolto, in questo senso “Denk drieber noch”.

“New life” anticipa invece “My Rules” che  apre un nuovo capitolo, più graffiante e diretto, che anticipa l’EP omonimo in uscita.

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