“La la la” e non solo: ecco Punktò, il pop elettronico alternativo che arriva dalla Lituania
Jonas Šarkus, anima del progetto Punktò, è uno degli artisti emergenti più interessanti del panorama attuale. Visto lo scorso Gennaio a Groningen nel corso dell’Eurosonic, il cantautore e performer lituano. è uscito con l’album d’esodio “QQ“, accompagnato da singoli alternativi e sperimentali eppure maledettamente orecchiabili come questa “La La La” che trovate qui sotto.
Il disco non è semplicemente un LP musicale: è un’introduzione a un universo creativo denso e stratificato, dove il lato oscuro dell’umanità si intreccia con un’ironia tagliente e provocatoria, offrendo all’ascoltatore qualcosa di raro — un’esperienza che interroga e al tempo stesso fa muovere il corpo.
Il nome stesso del progetto è già un manifesto. punktò — che in lituano significa “punto” — non è un simbolo fisso, ma un oggetto in perpetuo movimento, una contraddizione ambulante. È l’arte punk nella sua forma più libera: irriducibile a definizioni, allergica alla perfezione. Come recita la poetica del progetto, è “l’assurdo della realtà che si incastra in un movimento storto”, quella sensazione straniante di trovarsi per la prima volta a una festa pur avendo la certezza di esserci già stati.
Se premete play e lo ascoltate “La La La” crea dipendenza, perchè si infilerà nella vostra testa e non uscirà più nemmeno a cannonate.
Nel progetto punktò tuttavia hanno molta importanza anche i video, come nel caso del singolo d’esodio “Ne daiktai”: una narrazione visiva che salta tra moda, teatro, scultura e surrealismo, con effetti onirici, illusioni e un’estetica volutamente trash. Il risultato è un racconto senza coordinate temporali precise — tutto accade adesso, anche se avrebbe potuto accadere mezzo secolo fa — in cui tre corpi si scontrano, si attraggono e si dissolvono progressivamente nella materialità, diventando infine monumenti della propria vanità.
E anche il testo è molto forte. Il tema centrale — l’essere umano così sommerso di oggetti da dimenticare le persone accanto a sé, fino a diventare egli stesso un oggetto — viene trattato senza moralismo, con intelligenza e leggerezza.
La musica riflette perfettamente questa tensione: ritmi da dancefloor, momenti arditi e “storti”, un’energia pensata per far ballare di notte e riflettere con calma la mattina dopo.Le sonorità sono chiaramente anni 80 con l’elettronica al centro e la cassa dritta, synth-pop, disco e minimal wave. È la cifra stilistica di punktò: piacere immediato, domande che restano.
