Eurovision sbarca in Asia: a Novembre la prima edizione. Tutti gli asiatici in concorso ad ESC
È la notizia che i fan di mezzo mondo aspettavano da anni: l’Eurovision Song Contest approda in Asia. Dopo diversi tentativi andati a vuoto, questa volta è tutto vero e tutto ufficiale. L’EBU (European Broadcasting Union), insieme a Voxovation e S2O Productions, ha annunciato che l’Eurovision Song Contest Asia 2026 si terrà sabato 14 novembre 2026 a Bangkok, capitale della Thailandia, trasmesso in collaborazione con Channel 3.
Un appuntamento storico, che arriva nell’anno in cui il concorso europeo celebra il suo 70° anniversario: difficile immaginare regalo più significativo per un format che ha sempre saputo reinventarsi senza tradire la propria anima.
Eurovision Asia era stato annunciato per la prima volta nel 2016, ma i piani erano poi stati accantonati. Nel 2018 la stampa australiana aveva riportato che i colloqui sul concorso erano ripresi, senza però giungere a risultati. Ora ecco l’operazione curata da Voxovation, la società con a capo Christer Bjorkman, ex cantante e partecipante eurovisivo e già numero uno sia del Melodisfetivalen che degli Eurovision in Svezia. Voxovation oggi detiene i diritti internazionali dei concorsi Eurovision, ha già sviluppato l’American Song Contest ed è in trattative per l’Eurovision Song Contest Latin America (Eurovision Song Contest America Latina).
Dieci paesi, oltre 600 milioni di persone
La prima edizione dell’Eurovision Song Contest Asia vedrà al via dieci paesi già confermati: Bangladesh (NTV), Bhutan (Bhutan Broadcasting Service), Cambogia (TV5 Cambodia), Laos (Vientiane Capital Television VTE9), Malesia (Media Prima/TV3), Nepal (Himalaya TV), Filippine (ABS-CBN), Sud Corea (ENA, del gruppo SK Telecom/KT), Thailandia in qualità di paese ospitante (Channel 3) e Vietnam (VTV3). Altri paesi partecipanti verranno annunciati nelle prossime settimane.
Una mappa che racconta già molto: si tratta di nazioni che insieme rappresentano oltre 600 milioni di persone, con tradizioni musicali straordinariamente diverse tra loro. Un bacino di pubblico potenziale enorme, che potrebbe trasformare questa prima edizione in un fenomeno mediatico globale.
“Aprire un nuovo capitolo con l’Asia”
A dare la misura dell’importanza dell’evento sono le parole di Martin Green CBE, direttore dell’Eurovision Song Contest: “Mentre celebriamo il 70° anniversario, sembra particolarmente significativo aprire questo prossimo capitolo con l’Asia, una regione ricca di cultura, creatività e talento. Si tratta di far evolvere l’Eurovision insieme all’Asia, costruire qualcosa che rifletta le voci, le identità e le ambizioni della regione, pur rimanendo fedeli a ciò che ha sempre reso speciale il Concorso.”
Parole che sottolineano una filosofia precisa: non esportare semplicemente un format europeo in un nuovo continente, ma costruire qualcosa di autentico, radicato nell’identità culturale asiatica. Un approccio che, se ben eseguito, potrebbe essere la chiave del successo di questa ambiziosa scommessa.
Una visione nata dal basso, da un fan dell’Eurovision
C’è anche una storia personale dietro questo progetto. Peter Settman, CEO e co-fondatore di Voxovation, non nasconde l’emozione: cresciuto cantando davanti alla televisione durante le serate dell’Eurovision, ballando sulle note dei vincitori in discoteca, e oggi genitore di figli altrettanto appassionati, Settman incarna quella continuità generazionale che è uno dei segreti della longevità del concorso. “Portare questo spettacolo incredibile in un nuovo continente è qualcosa di molto speciale”, ha dichiarato.
Sul piano dell’innovazione, il progetto punta anche su ZOOP, una social media app pensata per amplificare l’esperienza dei fan oltre il palco, connettendo artisti e pubblico attraverso i confini in modi inediti.
Tutti gli asiatici all’Eurovision Song Contest
Eurovision Asia arriva dopo un periodo in cui molti artisti asiatici hanno partecipato, a vario titolo e con diversi Paesi all’Eurovision Song Contest. Ecco di seguito un elenco, diviso per Paesi
- Armenia:Stephane Topalian dei Genealogy (2015), originaria del Giappone
- Australia: Guy Sebastian (2015), nato in Malaysia; Dami Im (2016), nata in Corea del Sud; Jessica Mauboy (2018), padre di Timor Est; Montaigne (2020, 2021), etnia Filippina: Sheldon Riley (2022), madre filiippina
- Austria: Eric Papilaya (2007) origini Indonesia; Lukas Plöchl dei Trackshittaz (2012), per metà cinese; Vincent Bueno (2020, 2021), origine filippina;JJ (2025), madre filippina
- Azerbaigian: Arash (2009 con Aysel) origine Iran
- Belgio: Stella Maessen (1982), origini Indonesia; Wakas Ashiq dei KMG (2007), origine Pakistan; Tuan N’Guyen dei KMG (2007) origine Vietnam
- Danimarca: Christina Chanée (2010 con N’Evergreen), famiglia thailandese
- Finlandia: Sandhja (2016), origini indiane
- Francia: Anggun (2012) Indonesia
- Germania: Laura Kästele delle S!Sters (2019), origini filippine
- Norvegia: Tooji (2011) origine Iran
- Paesi Bassi:Anneke Grönloh (1964), origini Indonesia (allora Indie Olandesi); Hearts of Soul (1970), origini Indonesia (allora Indie Olandesi) che poi come Dream Express hanno anche rappresentato il Belgio nel 1977; Sandra Reemer (1972 con Dries Holten; 1976 da sola e 1979 come Xandra), origini Indonesia (allora Indie Olandesi); Rosina Louwaars degli Harmony (1978) origini Indonesia (allora Indie Olandesi); Justine Pelmelay (1989), Isole Molucche-Indonesia.
- Regno Unito: Anja Lahiri delle Precious (1999) origine India
- Svezia: Eric Saade (2011) origine Libano-Palestina
