Ora l’Ungheria può tornare ad Eurovision: le 10 migliori canzoni magiare in concorso

“È sbagliato che non partecipiamo e non avremmo dovuto ritirarci. Non so se spetta al Governo prendere una decisione sul tema, ma se sarà così, ce ne occuperemo”. Peter Magyàr, primo ministro eletto d’Ungheria lo aveva detto in campagna elettorale, parlando con alcuni eurofans in Q&A.

Il ritorno ad Eurovision potrebbe essere uno dei passi del nuovo corso ungherese. Presto per parlarne, ma  fra i fan  cresce la voglia per il ritorno magari nel 2027 dell’Ungheria, Paese che non ha mai lesinato originalità nelle proposte. Fra l’altro i giornalisti ungheresi, malgrado Orbàn, continuano ad essere accreditati ad Eurovision: a Basilea era presente un piccolo gruppo di colleghi di una testata di settore.

L’Ungheria è stata nel corso degli anni tradizione e modernità, produzioni folk e brani stereotipati eurovisivi. Ma ha sempre avuto uno zoccolo duro di fan e quasi mai ha deluso. Ecco a nostro parere le 10 migliori canzoni ungheresi all’Eurovision delle 17 complessive.

1. Nox- Forogj, vilàg (2005)

Forse in assoluto una delle migliori performances complessive della storia eurovisiva. Cantata non benissimo, ma decisamente arricchita da una perla come la csárdás, la tipica danza ungherese. Solo dodicesima 21 anni fa. Oggi, con un Eurovision diverso e più attento a queste cose, avrebbe lottato per un posto in Top 5.

2. ByeAlex- Kedvesem (2013)

Sembra una canzone d’amore ma l’innamorata è l’Ungheria, anche se per capirlo bisogna andare a tradurre il brano dal magiaro e conoscere un po’ la storia del Paese. Primo – e sin qui unico- remix in gara ad Eurovision, è un altro esempio della varietà delle proposte ungheresi ad Eurovision.Decimo posto

3. Friderika Bayer- Kinek mondjam el vétkeimet (1994)

Il miglior risultato della storia ungherese- quarto posto – è nell’anno del debutto, con l’allora sedicenne Friderika Bayer. Al di là del testo divisivo – è una richiesta di perdono a dio per un aborto – la ballata è di spessore e molto ben cantata. La cantante è tuttora in attività con brani a sfondo religioso.

4. Joci Pàpai- Origo (2017)

Esponente della minoranza rom, fu tra i primi a portare questa lingua sul palco eurovisivo. Nella prima delle sue due partecipazioni, il pubblico rimase affascinato da queste sonorità particolari mescolate addirittura al rap. L’ottavo posto non gli rende giustizia.

5. Compact Disco- Sound of our hearts (2012)

L’Ungheria è anche pop, con un sound vintage. E così nel 2012 i Compact Disco presentarono un ottimo brano radiofonico, ma di almeno dieci anni prima. Nonostante il buon appeal, chiudono ventiquattresimi in finale.

6. Magdi Rusza- Unsubstantial blues (2007)

Magdolna Rusza è serba, di etnia ungherese ma attiva da sempre proprio dall’altra parte del confine. Allora era appena uscita da un talent, oggi è un nome di primo piano della scena pop magiara. Nel 2007 portò in scena un delicato blues che le valse il nono posto

7. Kati Wolf- What about my dreams?

Qui parliamo di musica e quindi il fatto che Kati Wolf sia “la cantante preferita di Orbàn” e una sua fervente sostenitrice non importa. Il 2011 segnò il rientro ungherese dopo qualche anno di silenzio. Anche qui siamo su sonorità anni 80-90 con quintali di dubstep. Le lunghe leve non bastarono a farla andare oltre la posizione 22, suscitando le ire del primo ministro.

 

8. AWS- Vislàt nyar (2018)

La scena metal ungherese è pochissimo nota, anzi diremmo pressochè sconosciuta eppure interessante. Quando gli AWS approdarono sul palco eurovisivo, il pubblico rimase giustamente affascinato dalla mescolanza di questo sound con la lingua magiara. Chiusero ventunesimi e due anni dopo il leader Örs Siklósi morì di leucemia a soli 29 anni.

9. Andràs Kallay Saunders- Running (2014)

Sonorità internazionali per questo cantante ed ex modello americano la cui madre è discendente della famiglia nobile ungherese Kallay. Fra i beniamini dei fan, siamo già su una produzione più eurovisiva, ma indubbiamente di spessore. Quinto posto.

10.  Boggie- Wars for nothing (2015)

A quel tempo nota per il suo singolo d’esordio “Parfum” il cui video in cui la sua immagine viene sensibilmente ritoccata nel corso del brano fece il giro del mondo, Boggie ad Eurovision portò una ballata antiguerra. Chiuse ventesima.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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