X Factor 2026, primo Bootcamp: X Pass a Giacomo Calò, brilla Veronica Bruganelli

Prima puntata dei Bootcamp di X Factor 2026, con diverse buone interpretazioni e qualche sorpresa, soprattutto fra gli eliminati. Ecco il nostro resoconto, esibizione per esibizione.

Chiara Giannella – Million reasons di Lady Gaga: Troppo tremolante in alcune parti, soprattutto per essere una insegnante di canto. Per me è no. E pure per tutti e quattro i giudici

Davide De Luca- Amsterdam (inedito): Wannabe Jamiroquai, senza però averne la stoffa. Giudici non convinti, chiedono altre canzoni ma lui conferma che questo è il suo stie. Per lui ci sono tre voti negativi.

Neiya- Gimme all your love degli Alabama Shakes: Non amo questo genere di interpretazioni gridate. Loro sono bravi, lo avevano dimostrato alle audizioni, qui sono andati meno bene. Ma alla fine entrano.

Angelo Caianiello- Ma nun o vir (inedito): Troppo autotune per i miei gusti. Giudici molto divisi ma alla fine arriva alle last call

Iana Maria Burc- Sono io (inedito): Pezzo coerente anche con molto di quello che sente in giro, ma non cantato proprio benissimo. Fuori.

Lorena Luca – Scars to your beautiful di Alessia Cara: Ha un bel timbro vocale, è intonata. Il pubblico fa una standing ovation, secondo me è troppo ma comunque merita di entrare

Maria Sara Costanzo-Cosa mi manchi a fare di Calcutta: L’arrangiamento è bello- lo ha curato lei – ma nel complesso la prova meno. I giudici la bocciano.

Vito Damiano – Pensami (inedito): Bel brano, anche in questa versione ancora un pò grezza. Ha un modo di cantare che ricorda molto Tiziano Ferro prima maniera. Jake La Furia vota contro perchè non sa che fare con lui. Alla fine però arrivano i 4 sì.

Stefano Camuffo- Cambiare di Alex Baroni: Supera l’esame vocale, ma io giudici non sono unanimi. Un solo verde

Angela Cotterle- Hotel California degli Eagles: Aveva convinto molto alle audizioni, anche stavolta è molto convincente. Incredibilmente il tavolo è spaccato in due.

Veronica Bruganelli- You stole the show di Sienna Spiro: Come già alle auditions su Barbara Pravi, sicura e convincente su un pezzo difficilissimo. La migliore della sera sin qui. Intonata come una spada, diretta, forte negli acuti. Quattro si.

Klem e Napoli sotterranea- Mashup con Billie Eilish: Uno strano mashup fra il pop americano, il sound napoletano e la musica elettronica. L’effetto è un po’ così e infatti i giudici non sono unanimi.

Teo Bok- Moves like jagger dei Maroon 5: Convince più dell’altra volta, anche se a me continua a sembrare costruito. Ma i giudici sono unanimi per il si.

Nicola Trois: Wicked game di Chris Isaak: Nella timbrica molto simile all’originale, forse troppo. Però canta bene, senza dubbio. Non c’è unanimità. Ma poi la trovano

Alice Fregoso- La leva calcistica del ’68: Alle auditions ha fatto diventare virale in Italia “Disfruto” di Carla Morrison, ora voce e piano sul classico di De Gregori. Molto brava, bella voce. Passa il turno.

Mad Dog- Take me out dei Franz Ferdinand: Tentano il suicido artistico su un pezzo difficilissimo. Passano

Benedetta Stigi- I pomeriggi di Giorgio Poi: Scegliere un pezzo indie, gìà complesso per definizione perchè tagliato sull’interprete. E cantarlo anche male, con stonature. Fuori.

Teo Bok X Factor

Teo Bok

Giacomo Calò- Almeno tu nell’universo di Mia Martini: Su un pezzo difficile, riesce comunque a far spiccare la sua particolare vocalità. Gabbani si gioca l’X Pass.

Clarice- Iron sky di Paolo Nutini: Era piaciuta molto con l’inedito alle audition, meno su questo pezzo ma comunque bene. Passa.

Raw strings – Kiwi di Harry Styles: Prova non molto convincente, mancava forse l’armonia di gruppo. I giudici esitano, ma alla fine passano

Myriam Belfiore- Quando di Pino Daniele: Non mi ha convinto molto, manca l’intensità dell’originale. Troppo destrutturata.

Hey Darling!- The real slim shady di Eminem: Molto allegre e briose, anche se le barre non hanno funzionato del tutto. I giudici le eliminano

Patrizia Napolano: Golden slumbers dei Beatles: C’è una standing ovation ed in effetti è meritata: voce molto bella e ben armonizzata, a tratti quasi lirica.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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