Sanremo 2014, Rocco Hunt vince le Nuove Proposte. Decisivo il televoto

Rocco Pagliarulo, in arte Rocco Hunt è il primo vincitore dell’edizione numero 64 del Festival di Sanremo. Il non ancora ventenne rapper salernitano si è infatti aggiudicato grazie ad un mix di televoto e giuria di qualità il premio nella sezione Nuove Proposte col brano “Nu jorno buono”. Un trionfo annunciato per un artista dalla grande fan base che peraltro aveva già raggiunto la vetta della classifica quest’estate con l’album “Poeta urbano”. Dietro di lui Diodato con “Babilonia” (secondo),  Zibba con “Senza di te” (terzo) e The Niro con “1969” (quarto).

Decisivo ancora una volta il televoto, cosa che ha sollevato la polemica di uno dei giurati, il tastierista di Elio e Le Storie tese Rocco Tanica. La giuria infatti aveva eletto vincitore Diodato col 47% davanti a  TheNiro 23%,  Zibba 19% e Hunt 11%. Il campano ha invece dominato il televoto con il 75%. Poi Diodato 11% e Zibba 11%, The Niro solo il 3%. Il risultato finale combinato ha così dato la seguente classifica percentualizzata: Rocco Hunt 43%. Secondi  Diodato e  Zibba 11%  poi The Niro 3%, con Diodato davanti a Zibba (dunque secondo) perchè in caso di parità contava il voto della giuria di qualità.Rocco Hunt trofeo

Assegnati anche i premi “collaterali”. Premio per il migliore arrangiamento (assegnato dall’orchestra e in gara “open”, cioè fra tutti e 22 i cantanti) a Renzo Rubino per il brano “Per sempre e poi basta” (canzone eliminata la prima sera) ; Premio della Critica Mia Martini (assegnato dai giornalisti della sala stampa) a Zibba; Premio sala stampa radio TV (assegnato dagli speaker delle radio)  sempre a Zibba.

Fabio Fazio, nel confermare la squalifica del brano “Prima di andare via” di Riccardo Sinigallia (ufficiale perchè il cantante e la sua etichetta hanno annunciato che non  faranno ricorso), ha invitato l’artista ad esibirsi domani fuori gara nella serata finale, come già fece Baudo con Loredana Bertè nel 2008. Sinigallia ha poi partecipato regolarmente e con la migliore esibizione della serata alla celebrazione della canzone d’autore italiana.

SANREMO CLUB

Marco Mengoni  esegue “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo nella tonalità originale, “per rispetto dell’artista” è la degna apertura di una serata, quella denominata Sanremo Club e dedicata alle cover di cantautori italiani, forse non bella come in passato ma comunque gradevole. Di seguito, le barie esibizioni

PERTURBAZIONE ft VIOLANTE PLACIDO – La donna cannone (Francesco De Gregori): Ne esce un pop leggero e cantabile. Quando lo fanno i Perturbazione. Quando canta la figlia d’arte sembra il karaoke al bar.

FRANCESCO SARCINA ft RICCARDO SCAMARCIO – Diavolo in me (Zucchero): Bello l’arrangiamento, pessimo l’esito, Sarcina quasi afono. Scamarcio alla batteria è una sorpresa piacevole.

FRANKIE HI NRG ft FIORELLA MANNOIA – Boogie (Paolo Conte): Duetto consolidato da una collaborazione discografica, si sente. Tutto molto bello, bell’arrangiamento.

NOEMI  – La costruzione di un amore (Ivano Fossati): Ormai ci ha abituati a sentirla in questo brano che ha fatto completamente suo. Brava.

FRANCESCO RENGA ft FRANCESCO SILVESTRE dei MODA’- Un giorno credi (Edoardo Bennato):  Metti una sera, sulla spiaggia, dopo aver fatto bisboccia. Imbarazzante.

RON – Carà (Lucio Dalla): Leggera, rispettosa dell’interprete originale. Scivola via con delicatezza e si fa ascoltare. L’esperienza aiuta, anche in questo.

ARISA ft WHOMADEWHO – Cuccuruccuccù (Franco Battiato): Una delle cose migliori della serata. Bell’arrangiamento, molto internazionale, nel quale entrambi sguazzano a meraviglia

RAPHAEL GUALAZZI  & THE BLOODY BEETROOTS ft TOMMY LEE dei MOTLEY CRUE – Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno)- Occasione persa. Il dj mascherato canta, e lo fa quasi (quasi) meglio di Gualazzi che non brilla e a tratti stecca. Tommy Lee alla batteria è un privilegio di pochi.

CRISTIANO DE ANDRE’ – Verranno a chiederti del nostro amore (Fabrizio De Andrè): Se uno lo ascolta ad occhi chiusi, sembra di sentire il padre. Emozionale.

RENZO RUBINO  ft SIMONA MOLINARI – Non arrossire (Giorgio Gaber): Duetto emozionale, quasi minimalista. Lei mozzafiato, in tutti i sensi. Lui molto centrato nel pezzo, che fa spesso ai concerti.

GIUSY FERRERI  ft ALESSIO BONI e ALESSANDRO HABER – Il mare d’inverno (Enrico Ruggeri): L’inutile recitativo colpisce ancora, anno dopo anno. Ma a che serve?. Haber incerto, poco a suo agio, Giusy Ferreri invece fa onore al brano.

ANTONELLA RUGGIERO ft DG ENSEMBLE BERLIN – Una miniera (New Trolls): Magia e tecnologia. La voce straordinaria della Ruggiero al servizio di sei musicisti che suonano con gli Ipad. La sperimentazione della cantante genovese prosegue. Alla grande.

GIULIANO PALMA – I say I’ sto accà (Pino Daniele): Con lui c’erano fra gli altri Vhelade Bale Moura e Maria Christina Bertarello, le due coriste di Nina Zilli all’Eurovision 2012. Giuliano Palma, le cover, lo swing. Come bere un bicchier d’acqua.

RICCARDO SINIGALLIA  ft Paola Turci, Marina Rei e Laura Arzilli – Ho visto anche zingari felici (Claudio Lolli): La scuola romana in concerto. Forse la cosa più bella della serata, in chiusura. Se non avete idea di cosa si canta (anche) negli stessi club dove hanno “pizzicato” Sinigallia, ecco: si fa anche questo qui.

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