Lo Sportello/ L’esordio dei Madaus

Madaus 1La nostra rubrica “Lo sportello” ospita anche questa volta una nuova produzione tutta italiana. Dopo innumerevoli concorsi vinti tra cui il Premio Ciampi e gli inviti al Premio Tenco e al Premio De Andrè è uscito da poco “La Macchina del Tempo” il disco d’esordio dei Madaus. Un concept album dedicato al tempo in grado di unire cantautorato, tradizione classica e sperimentazione, con la città di Volterra ed il suo manicomio sullo sfondo.

Un concept album dedicato al tempo, alle mille nature del suo scorrere e ai molteplici effetti del suo arrestarsi. Nel disco d’esordio della band di Volterra, partendo dalla tradizione della musica italiana, il suono acquista nuova vita anche attraverso la rielaborazione di alcuni strumenti, come la batarra (un basso composto con due corde da basso e tre corde della chitarra usato in “Il profumo della notte”), il pianoforte ed il basso preparato. È proprio l’autenticità del suono a caratterizzare le storie della “Macchina del Tempo”, dove la voce si fa strumento e si fonde con gli altri strumenti, dando vita a  melodie originali e interessanti.

 “Il profumo della notte” è l’immagine di un detenuto del carcere dell’isola Gorgona che vede al di là del mare nella notte le luci della sua città Livorno, facendo riaffiorare ricordi e rimpianti . La malinconica “In nero e bianco” è l’istantanea di un addio nata sulle note suonate da una pianola a ventola degli anni ’60 ritrovata per caso in un vecchio scantinato. Arrivano quindi “Invitango” e il divertissment musicale di “Temp0”, che ritrae con ironia il tentativo disperato di nascondere i segni degli anni che passano. Il tempo, vero e proprio filo conduttore dell’album, ritorna ancora in “Pre-potente”, che racconta la forza di essere fragili in un “tempo che serve solo a sentire l’età”, ed in “Io non so”, la critica ad un presente frenetico che ci vuole tutti allo stesso passo, tanto da farci perdere di vista le piccole cose del quotidiano.

“Il nostro lavoro con i Madaus trae spunto da esperienze personali legate al nostro lavoro: musicoterapeuti, insegnanti di musica e operatori nel Carcere di Volterra – racconta Aurora Pacchi, voce della band -. Legati anche da una profonda amicizia, operiamo nella periferia lontana della provincia pisana, condividendo costantemente un contrasto molto singolare di diversità e spazi aperti, di costruzione ed orizzonti lontani, di intensi rapporti sociali e solitudine. Due i singoli di riferimento, appunto la title track e “Cento cani” ma le canzoni sono tutte ascoltabili sul loro canale youtube. Lo Sportello di Euromusica è sempre aperto: lasciate le vostre segnalazioni alla voce “Contatti”.

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