ESC 2014, San Marino in finale: l’importanza di crederci sempre

L’urlo di stupore, ma quasi liberatorio di Lia Fiorio durante la diretta, quello più british, ma altrettanto forte di John Kennedy O’Connor, il commentatore di lingua inglese. Poi l’abbraccio collettivo a fine diretta. San Marino in finale all’Eurovision Song Contest. Per giunta, nell’anno in cui nessuno se l’aspettava, con una canzone per la quale era più una speranza di bandiera che consapevole  ad animare anche la delegazione. “La storia l’abbiamo scritta noi, adesso andiamo in press conference a dirlo a tutti”, commentava a caldo Alessandro Capicchioni, il capodelegazione di San Marino RTV ai microfoni della tv nazionale. Raggiante, quasi in lacrime, come Valentina Monetta. Lei che al terzo tentativo di fila nella storia c’era già entrata per questo tris storico assoluto per il Titano e per il tris con lo stesso autore.

Da ieri sera è la donna sammarinese più famosa al mondo, la terza sammarinese più ricercata su internet dopo Little Tony e il pilota Alex De Angelis, davanti all’altro centauro Manuel Poggiali: “Va bene, sono pronta, ho superato tanti muri, ne ho buttati giù tanti nella mia vita, questa è la risposta ai tanti dubbi che avevo. Certezze non ne abbiamo nella vita, ma sono sicura di una cosa: ho un grande cuore e quando canto le persone lo sentono”, ha commentato ieri a caldo Valentina Monetta. Che ora si prepara al sabato più importante della sua vita, davanti a 100 milioni di persone sintonizzate da tutta Europa.

Di certo c’è che questo storico ingresso in finale (sabato canterà nella seconda parte di serata, il sorteggio avverrà domani notte, a seconda semifinale conclusa) non è frutto del caso: in cinque partecipazioni, risultati sempre in crescendo. Una finale l’anno scorso sfumata di un niente e quest’anno il trionfo, a prescindere da cosa succederà sabato sera, quando si giocherà l’inedito derby di lingua e cultura italiana della canzone: Mai un artista sammarinese e uno italiano avevano condiviso un palco internazionale nella stessa giornata.

Dall’intuizione nel 2008 di Giuseppe Cesetti, direttore della Radio di San Marino, che per primo propose all’allora direttore generale Michele Mangiafico la partecipazione all’Eurovision Song Contest, a quell’esordio zoppicante frutto dell’inesperienza con i Miodio (il chitarrista Paolo Macina è quest’anno uno dei giurati sammarinesi), San Marino è cresciuta in esperienza, mostrando passione e mettendo in campo una professionalità sia nell’allestimento dei programmi promozionali che nell’organizzazione della partecipazione, che pochi stati così piccoli possono vantare.

Partecipazione a tutti gli eventi preeurovisivi, massima collaborazione con i media, lavoro attento sulla performance e grande costanza, senza mai abbattersi, anche quando, come l’anno scorso, sfuggì di mano una qualificazione che sembrava a portata di mano. La scelta di affidarsi ad un produttore esperto, che conosce bene l’Eurovision, ma il cui sound non sempre collima con quello medio della rassegna  restando ancorato a  volte a progetti d’antan, come Ralph Siegel, è la prova che anche all’Eurovision, come capita in tanti concorsi, conta più come utilizzi la materia prima che la scelta della stessa. Una lezione che molti paesi “maestri” della musica dovrebbero imparare, se vogliono  tornare a far bella figura nel concorso.

E per Valentina Monetta, in questi giorni, anche una soddisfazione in più: la sua canzone “Maybe” è entrata in classifica su ITunes persino in Svezia, dove l’Eurovision Song Contest è una sorta di religione, ma dove di solito la scelta musicale ricade su sonorità diverse. Posizioni lontane dal vertice, per carità, come anche in altri paesi d’Europa, ma difficilmente si incontrano artisti di San Marino in classifica: a Senit e ai Miodio non era successo.

CINQUE PARTECIPAZIONI, SEMPRE IN ASCESA – Cinque partecipazioni, cinque storie diverse da raccontare, cinque canzoni ognuna a suo modo particolare e paradossalmente forse la migliore era proprio quella “Complice” pensata per Sanremo e portata sul palco praticamente senza alcuna promozione, che chiuse ultima in semifinale ma contribuì lo stesso a far guadaghnare ai Miodio, prodotti dal figlio di Renato Zero, la notorietà internazionale.

Poi due anni pausa e il ritorno col progetto italiano legato all’italiana di origine eritrea Senit, che sollevò non poche polemiche fra la comunità sammarinese per l’assenza di “sammarinesità” tanto da indurre la tv a indire un bando per coristi riservato ai soli cittadini della Repubblica (al quale si presentarono però in pochi…). Poi l’inizio dell’avventura con Ralph Siegel, da quella “The social network song” già “Facebook Uh Oh Oh” su cui Valentina Monetta salì in corsa, passando per “Crisalide”, sino ad arrivare a “Maybe”. E intanto l’Europa tutta ha parlato di San Marino. Compreso quel sito greco che dalla prima volta della Monetta ha cominciato a deridere la Repubblica e le sue scelte a priori, solo perchè c’era Siegel, senza nemmeno sentire prima le canzoni. Già, quel sito greco. Chissà che ne pensa adesso, della qualificazione di San Marino…

Capicchioni

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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