Ecco L’Orso, la nuova “rivoluzione” in salsa elettropop

 Cose nuove dal panorama musicale italiano. Nuove e belle. Loro si chiamano L’Orso e vengono da diverse città italiane (Ivrea, Milano, Messina, Treviso). Il primo album, appena uscito sotto etichetta Garrincha Dischi, si chiama “Ho messo la sveglia per la rivoluzione” ed ha undici tracce straordinarie. Noi abbiamo estratto “L’estate del primo bacio“, ma sotto potete ascoltare l’album per intero, che merita parecchio.

Un gruppo, dunque, ma non solo. Loro stessi dicono che “L’orso è un processo, un cammino alla ricerca della felicità senza soffermarsi troppo su cosa sia la felicità. E’ l’esaltazione del viaggio, l’insieme di quattro storie diverse che partono da differenti luoghi e trovano un punto d’incontro, confluendo in un trilocale comune nella grande città“.

L'Orso

Una vita fatta di live, confluita in questo disco in cui fotografano, con un sound elettropop che strizza l’occhio agli anni 90, il passaggio all’età adulta,  tutti quei momenti che vanno da un punto all’altro, dove c’è l’essenza di una crescita. Misurano la distanza  tra i vent’anni e la maturità – a qualsiasi età arrivi – e in generale il cambiamento, nel momento in cui avviene.

Dentro c’è di tutto ma la cosa ancora più bella, se vogliamo, è che oltre ad essere disponibile in formato digitale e su cd, l’album sarà prodotto anche su vinile, per dare quelle sonorità vintage che a tratti si ritrovano anche all’interno del lavoro. Ascoltandolo tutto, il loro album, ci si ritrova proiettati in una atmosfera quasi surreale, soprattutto grazie a testi non banali. Si parla anche d’amore, ma non è un disco sull’amore, semmai, dicono loro “è un disco sull’innamoramento”.

In barba alla lontananza dal mainstream, sono tutt’altro che un progetto di nicchia, perchè sonorità come queste in Europa funzionano molto. In Italia hanno meno visibilità, ma la colpa è soprattutto di una nostra certa attitudine ad ascoltare quasi esclusivamente la “melodia rassicurante” di certe produzioni in serie. A volte bisognerebbe avere il coraggio di rischiare, di attingere anche dai grandi del passato, senza tuttavia imitarlo. E di proporsi in maniera genuina, senza tenere troppo conto di cosa ascolta la massa. Loro l’hanno fatto. Scommessa vinta.

 

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