La nuova frontiera della musica: il ritorno di vinile e cassette
Bentornati nel passato. Forse perché il passato era migliore o forse, più prosaicamente, perché bisogna trovare nuove strade per promuoversi e farsi largo in un mercato complesso come quello della musica. Sta di fatto che è tornato di moda il vinile. Sempre più artisti – alternativi certo, ma anche tanti big che hanno scelto di svincolarsi dalle label e fare da soli – hanno deciso di tornare ad incidere si vinile. Talmente tanto che l’agenzia di rilevazione britannica da qualche tempo ha deciso di tornare a stilare una classifica del caro vecchio disco. Si parla dei vecchi “45”, ma anche il mercato degli album è assai fiorente.
E attenzione, perché se è vero che Usa e Gran Bretagna naturalmente guidano la pattuglia, salta fuori che l’Italia è in grande espansione: il nostro mercato 2014 s’è rivelato il terzo nel mondo per crescita dopo Australia e Giappone. Il 21 giugno, nel corso delle Festa della Musica, se ne parlerà, anche perché in quella occasione sarà lanciata in Italia proprio la classifica di rilevazione che – c’è da crederlo –farà la fortuna delle etichette indipendenti. Intanto alcuni nomi di punta stanno già cavalcando l’onda, come David Bowie (attualmente primo nella chart britannica), Noel Gallagher, Foo Fighters, ma anche gente più avvezza anche alle chart assolute come Florence + The Machine o Mumford & Sons. Qualcuno ne ha approfittato per rilanciare vecchi successi, come gli A-Ha, che hanno riproposto la mitica “Take on me”, altri invece hanno fatto uscire singoli soltanto in vinile.
Come ha fatto in Francia l’attuale leader delle charts nazionali e francofone assolute Christine& The Queens che ha dato alle stampe una versione su vinile di “Intranquilite”, estratta dal fortunato “Chaleure humaine” e realizzata in occasione del Disquaire Day, il Record Store Day, l’evento mondiale per la salvaguardia dei negozi di dischi, giunta all’ottava edizione e che si è svolto in diverse parti del globo.
In Italia, il 33 giri più gradito è stato The Endless River dei Pink Floyd davanti a Sono innocente di Vasco Rossi, davanti agli AC/DC. L’edizione italiana del Record Store Day ha visto partecipare con nuove ripubblicazioni in 7″ anche diversi nomi storici del nostro paese come Alan Sorrenti, Claudio Lolli, Ennio Morricone, Garbo, Franco Battiato, al fianco di grandi nomi internazionali.
Dischi in vinile vuol dire ovviamente anche giradischi. Aumentano anche le richieste di questo oggetto ormai quasi di culto e chi non ha conservato i vecchi attrezzi a puntina mobile quelli portatili di plastica coi buchi s’è rivolto alle nuove case produttrici. L’austriaca Pro-Ject, leader del settore, secondo i dati di Audiogamma ha raddoppiato il fatturato, l’inglese Rega lo ha quintuplicato. Non solo: sta tornando anche l’audiocassetta, con una società romana, la Geograph Records, che sta lanciando nuovi cantautori proprio sul caro vecchio nastro.
In tutto questo, ovviamente, i prezzi dei cataloghi, delle antologie pubblicate su disco sono già saliti alle stelle. Insomma, se il ritorno al passato sembra essere l’antidoto alla crisi, il bel gioco rischia di durare troppo poco. C’è già chi sta fiutando il business. Come le major. Che per adesso stanno ancora alla finestra, ma c0’è da credere che non si lasceranno scappare facilmente l’affare.

