Sanremo 2016, seconda serata: Annalisa ed Elio su tutti, Dolcenera a rischio uscita
Cosa avrà inciso di più lo sapremo solo domenica sera, quando saranno diffusi tutti i voti, ma certamente la serata appena conclusa del Festival di Sanremo lascia più di un retrogusto amaro. Perchè Clementino fuori dalla zona calda, col peggior brano in concorso e Dolcenera, con un pezzo difficile, intimo e di spessore nelle retrovie sono difficili da digerire. A rischio eliminazione sono finiti nel dettaglio Zero Assoluto, Dolcenera, Neffa, Alessio Bernabei.
Elio e le storie tese in versione pink sono riusciti ancora una volta a strappare un sorriso ma dove potrà arrivare il brano lo sapremo soltanto quando sarà diramata la prima classifica completa. Nuove Proposte migliori dei Campioni e anche stasera, i più esperti fra questi ultimi hanno convinto più delle nuove leve. Unica eccezione Francesca Michielin, quella col pezzo più genuinamente pop e anche quella che potrebbe sparigliare di più le carte venerdì sera.
Ancora una massiccia adesione alla campagna a favore delle unioni civili: nastri arcobaleno sul palco per Dolcenera, Patty Pravo, Valerio Scanu, Francesca Michielin, Annalisa e l’ospite Eros Ramazzotti. Fra i giovani, avanti Chiara Dello Iacovo ed Ermal Meta, con Cécile che esce in lacrime ed immeritatamente: parlare di certi temi di questi tempi evidentemente è troppo scomodo. Sotto, le nostre pagelle.
CATEGORIA NUOVE PROPOSTE
Cécile – N.E.G.R.A vs Chiara Dello Iacovo – Introverso: Brave entrambe, ma come già detto, il pezzo di Cécile è sgonfiato molto dal taglio. La rassicurante leggerezza della cantautrice astigiana viene preferita: hai visto mai qualcuno potesse aversene a male del tema di Cécile.
Irama – Cosa resterà vs Ermal Meta – Odio le favole: Ermal Meta canta parecchio male, ma la differenza fra i pezzi è talmente abissale che non c’è partita. L’ex leader de La Fame di Camilla si candida seriamente a giocarsi la vittoria, a patto però che canti meglio…
CATEGORIA CAMPIONI
Dolcenera – Ora o mai più: Una Dolcenera diversa, senza elettronica e in versione ballad, a tratti quasi gospel. Diversa dalle ultime cose e anche dalle prime. Grande atmosfera, brano difficilissimo per il palco sanremese, ma proprio perchè si distacca dalla media merita una menzione. Inspiegabile la sua presenza a fondo classifica VOTO 7
Clementino- Quando sono lontano: Un tentativo riuscito male di mettere insieme il rap più classico ed il pop sanremese. Clementino ha cantato cose molto migliori, anche quando si è concentrato unicamente sul rap. Tutto troppo approssimativo. Strada molto in salita per lui, che però è inspiegabilmente dentro. VOTO 4.
Patty Pravo – Cieli immensi: L’ultima volta, per la Divina il problema fu la performance, nettamente sottotono. Stavolta invece era più in forma e la ballata d’atmosfera anni 90 che le ha regalato Fortunato Zampaglione le fa festeggiare al meglio i 50 anni di carriera. L’Ariston si alza in piedi per lei. Non corre per vincere, ma merita la finale assolutamente. Se non altro perchè ha rifiutato di venire a fare l’ospite per mettersi in gioco. VOTO 7
Valerio Scanu – Finalmente piove: Sin qui la vera grande sorpresa del Festival, già dalle prove circolava questa voce e il live conferma. In questa ballata molto d’atmosfera dove si sente forte il marchio di Fabrizio Moro, la sua interpretazione è ferma e sicura come mai lo si era sentito sin qui. Se non fosse che si autoproduce, potrebbe giocare per vincere. VOTO 8
Francesca Michielin – Nessun grado di separazione: A parte l’inguardabile look da collegiale degli anni 20, lei paga un filo l’emozione con qualche problema d’intonazione ma il pezzo funziona, anche se probabilmente con l’orchestra rende meno. Leggero, fresco, delicato, molto adatto alla sua età. Difficilmente sarà nei tre finali, ma sabato potrà godersi senz’altro una bella passerella. VOTO 7.5
Alessio Bernabei -Noi siamo infinito: Fuori dai Dear Jack è lo stesso di quando stava dentro, cioè con grossi problemi di intonazione. Però attenzione, perchè la canzone – scritta da altri – è una copia di quelle svedesi ma funziona e sarà certamente molto suonata dalle radio. VOTO 6.5
Elio e le storie tese – Vincere l’odio: Seriamente, come si fa a giudicare un pezzo di cabaret composto da sette ritornelli ciascuno con uno stile diverso? Proviamoci. Se il pubblico si fa ipnotizzare dal loro genio, vincono in carrozza e poi se ne vanno a Stoccolma. La canzone è talmente brutta da essere brutta per finta, nel senso che è stata costruita così di proposito (“Sarà capitato anche a voi di avere una canzone in testa. Brutta“) e quindi bellissima. “Energumena accarezzami lo sterno” vale da solo la canzone. VOTO 8.5
Neffa -Sogni e nostalgia: Neffa in una delle sue tante versioni, quella di raffinato chansonnier d’antan, con un contrappunto di tromba che dona una spolverata di vintage al suo allegro divertissement in salsa pop. Una delle poche ventate di freschezza del Festival. Che il pubblico del televoto relega vergognosamente a fondo plotone. VOTO 8
Annalisa – Il diluvio universale: Pezzo difficilissimo, di grande atmosfera, lontano anni luce dalle atmosfere sanremesi. Per lei, che ne è anche coautrice, è una prova di maturità superata. Voce cristallina modulata benissimo, ottima sulle parti in crescendo. Performance di livello che valorizza un brano che forse non è immediato, ma crescerà molto con l’ascolto. La migliore della sera. VOTO 9
Zero assoluto – Di me e di te: Portano un pò di ritmo a fine serata, un pop anni 90 che però ricorda almeno altre dieci canzoni. Inferiore rispetto alle altre loro partecipazioni sanremesi, ma loro tengono benissimo il palco. VOTO 6


