Battiti Live 2016, il racconto dell’ultima tappa di Bisceglie: musica e solidarietà

Esordio commosso per l’ultima puntata di Battiti Live 2016, che è andata in streaming in tutta Italia e si è trasformata in una raccolta fondi per le vittime della strage ferroviaria. A Bisceglie, all’arena del Mare, serata made in Puglia, per la Puglia. Chi volesse contribuire alla raccolta fondi può mandare sms al 33.999.411.02 dove inviare sms e riceverà istruzioni. Monologo d’apertura toccante.

Uscire di casa come tutti i giorni e poi… poom.. non tornare più. E’ stato il nostro 11 settembre, noi non ce lo dimenticheremo mai (…) Questa Puglia che molti hanno saputo solo sputtanare si è rintanata nel suo cuore e ha fatto in modo che ricominciasse a battere

Applausi per i volontari, chi ha donato il sangue per le vittime, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, apertura con tutti gli artisti della sera e i due presentatori fortemente commossi, la pugliese doc Bianca Guaccero e Alan Palmieri, direttore artistico di Radionorba,  leccese d’adozione. Serata con soli artisti pugliesi. Apre Alessandra Amoroso da Galatina con “Comunque andare” e “Vivere a colori”.Cantano alcuni, non tutti. Segue “Io che amo solo te”, cover di Sergio Endrigo incisa per la colonna sonora dell’omonimo film.

Poi Renzo Rubino da Taranto che comincia con “Il postino (Amami uomo)”, brano sanremese, quindi una cover di Lucio Dalla, “Come è profondo il mare”. Elodie con “Amore avrai”, poi racconta l’amore per la Puglia, dove ha scelto di vivere. Al Bano, con “E’la mia vita”. E’ giù di voce, o sbaglia l’attacco, è incredibile. Poi si riprende ed è l’Al Bano di sempre. Non è il suo pubblico, ma i tantissimi ragazzi nell’arena applaudono e ascoltano con grande rispetto, qualcuno canta. poi “Libertà”, originariamente cantato con Romina Power: è un vecchio pezzo del 1987, quasi dimenticato, scritto tra gli altri da Willy Molco e Vito Pallavicini. Un inno contro tutte le dittature originariamente censurato in Romania e Russia, forse una delle cose migliori del repertorio dell’artista brindisino. Chiusura con “Volare” riarrangiata in salsa reggae, omaggio a Modugno. Poi accenna “Felicità” a cappella e cantano tutti…

Sud Sound System funzionano sempre. Il reggae in dialetto salentino con “Le radici ca tieni” e “Casa mia”. Bravi, poco da dire. “Se lo stato ci avesse dato le infrastrutture giuste, oggi non staremmo qui a piangere lacrime”. Poi il barese Giò Sada con “Il rimpianto di te” e poi “Personal Jesus” dei Depeche Mode. A seguire il foggiano Antonino Spadaccino con “Gira” e “People help the people” dei Cherry Ghost resa popolare da Birdy: ottima scelta per una serata del genere.

Al Bano

 Sergio Sylvestre è di Haiti, ma prima di Amici è stato a lungo la voce di un noto locale di Gallipoli. Canta “Big boy” e poi l’ottima “Ashes”. Visibilmente emozionato, poi canta “Say something” di A Great Big World e Christina Aguilera. Segue intervento del giornalista pugliese Pino Aprile. Poi Ermal Meta, albanese che vive da 20 anni in Puglia,  con “A parte te” e la cover di “Amara Terra mia” di Modugno,

Finale con Emma, leccese, che torna sul discorso dei Soud Sound System: “Sono stanca di sentire parlare sempre e solo di Friselle, estate, ombrellone, mare… Il salento è molto, molto di più, si dimenticano di noi perché siamo troppo in basso. I giovani vogliono lavorare mandateci le strutture per farle, non hanno modo di fare niente, non è che vero non vogliono fare niente”. Canta “Arriverà l’amore”, quindi “Occhi profondi”, scritta proprio da chi l’ha preceduta e infine “Io non ho paura”. Battiti Live chiude qui, con un altro discorso sulla Puglia da parte di Alan Palmieri. Appuntamento all’anno prossimo

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