“Et je l’appelle encore”, il ritorno di Veronique Sanson

Parlare di Veronique Sanson, gigante della musica francese, è un po come parlare di Mina da noi. A 67 anni di età e alla soglia dei 50 anni di carriera, la cantautrice torna sulle scene con “Et je l’appelle encore”, un pezzo di chanson purissima, vecchio stile che l’ha riportata sulle scene in occasione di ” Dignes, dingues, donc”, il quindicesimo album in studio, il ventisettesimo complessivo (escluse le raccolte), sei anni dopo l’ultima produzione di inediti.

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In Italia è un’artista poco nota ma per chi segue un pò il panorama della musica francofona si tratta di uno dei nomi di riferimento e del resto per lei parlano le cifre: 6 dischi di platino e 25 d’oro ed una fama sconfinata in tutto il mondo di lingua francese.

Nel 2009 una sua canzone molto celebre, “Chanson sur ma drole de vie” del 1972 (contenuta in ” De l’autre côté de mon rêve”) tornò in classifica nella versione che ne fecero Géraldine Nakache e Leila Bekhti, le due giovani attrici protagoniste del film “Tout ce qui brille” (ne parlammo qui), che schizzò in testa alle classifiche di quell’anno rimanendoci per un bel po’

 

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