Melissa Agliottone vince The Voice Kids, che funziona: perche non usarlo per lo Junior Eurovision?

Anche l’Italia ha avuto il suo The Voice Kids. Paradossale, in un Paese dove la versione normale è naufragata miseramente dietro al fallimento totale sul fronte del lancio degli artisti. Eppure, la versione per bambini, così come quella Senior, hanno funzionato. Forse è proprio perchè non c’è la pressione di dovers per forza lanciare un artista.

Se per i Senior funzionano le storie, per Kids funzionano i bambini stessi, coi quali sa interagire molto bene la conduttrice Antonella Clerici, che per anni ha condotto “Ti lascio una canzone”, il programma che ha lanciato Il Volo e diversi altri partecipanti allo Junior Eurovision e non solo. C’è ancora da limare qualcosa, per esempio, abbassare l’età dei coach. Per queste due puntate di prova, sono stati utilizzati quelli della versione Senior, mentre altrove in giro per l’Europa hanno tutti un’età più basso.

Poi bisognerebbe provare a garantire a questi bimbi la gioia della diretta: per farlo è necessario anticipare la partenza alle 20.30. Quella che avete visto ieri- come indicato anche sui titoli di coda – era infatti una puntata registrata, perchè per una vecchia (e ormai inutile) legge, vieta ai minori la presenza in tv dopo le 24. Lo show si è concluso a mezzanotte e venti. I numeri confermano che il progetto funziona: lo show ha ottenuto uno share del 22.7% con con un picco di oltre il 30% al momento della proclamazione, e con 3 milioni e mezzo di spettatori di media.

La vincitrice

A vincere è stata Melissa Agliottone, 12 anni di Sant’Elpidio al Mare (Fermo), giovane cantate e musicista del Team Loredana Bertè, ha conquistato il pubblico in studio prima con la sua interpretazione di “Shallow”, il brano di Bradley Cooper e Lady Gaga colonna del film “A Star is Born” e poi al piano con “Fallin'” di Alicia Keys, portata anche alle auditions.

In finale, sui 12 artisti selezionati, sono giunti Ranya Moufidi, del Team Clementino, figlia di genitori marocchini, 12 anni, che si è esibita in “Ovunque sarai” di Irama (ma che alle blind aveva impressionato con una versione eccezionale di “Easy on me” di Adele); Ginevra Dabalà (11 anni,Team Ricchi e Poveri, “Il cerchio della vita” di Spagna e alle blind “Show must go on” di Freddy Mercury) e Ilary Alaimo (14 anni, Team D’Alessio, “I will always love you” di Withney Houston e alle blind “Io domani” di Marcella)

Per lo Junior Eurovision

Quello che è emerso, guardando le blind e la finale (tutto ancora disponibile su RaiPlay) è che il livello di questi piccoli artisti è molto alto. Viene da pensare come per esempio, ormai la quasi totalità dei partecipanti allo Junior Eurovision venga dalle versioni locali di The Voice, mentre l’Italia selezioni l’artista tramite il team dell’Antoniano e con poche eccezioni (Elisabetta Lizza), sia un passo indietro. Perchè non usare la prossima edizione (perchè lo show tornerà, con le blind che saranno almeno di tre puntate) per scegliere il nostro piccolo rappresentante eurovisivo?

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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